Comunicazione del Presidente prof. Ludovico Docimo

Ora parliamo di cose più importanti!

Mi risulta che la convocazione del prossimo CD SIC sia stata inviata e quindi allo stato non ancora revocata, ma confido nel buon senso del Presidente e di tutto il Consiglio a far prevalere altri tipi di problemi con differenti priorità anche ai sensi delle disposizioni del DPCM.

Raccolgo con piacere la sollecitazione di tutti i componenti del nostro Collegio e vado avanti, confermando la mia piena disponibilità al confronto con i vertici SIC e ACOI, che si assumeranno la responsabilità di eventuali scelte intempestive.

Vi propongo, invece, di utilizzare il nostro sito per dare un contributo concreto al nostro Paese e per costruire una rete virtuosa utile alla nostra quotidianità lavorativa e a tutta la Società civile, che continua giustamente a chiederci risposte.

Dai vostri interventi emerge che aree geografiche talvolta limitrofe stanno  affrontando in modo diverso e ormai da molti giorni gravissime e crescenti criticità, attraverso modelli organizzativi spesso empirici e basati per lo più sull’evidenza.

Penso, quindi, sia importante confrontarci anche per scambiare informazioni utili ed attivare la più proficua ed intensa collaborazione.

Come sta avvenendo la riconversione dei reparti ed in che modo viene impiegato il personale chirurgico nelle singole realtà?

Quale risposta si sta dando alle esigenze sanitarie che esulano dal COVID, mi riferisco alle continuità terapeutiche, alla prevenzione secondaria e terziaria dei pazienti oncologici e agli screening, che determineranno nuove emergenze per le preoccupanti ricadute future in termini di mortalità e morbilità?

In che modo nelle diverse realtà si sta tutelando la sicurezza dei pazienti e degli operatori?

Quali protocolli si stanno adottando nelle differenti realtà? Perché pensare al reclutamento temporaneo degli specializzandi, già in forza attiva nei nostri reparti, interrompendo i loro percorsi formativi,  piuttosto che assumere i tanti precari e i numerosi specialisti ancora disoccupati, che per altro garantirebbero standard professionali evidentemente migliori?

Una corretta e diretta  informazione, attraverso la nostra comunità, distribuita su tutto il territorio nazionale, eviterebbe che si ripetano inutili errori o anche semplici rallentamenti, preparando quanti si accingono ad affrontare emergenze crescenti e sollevando nel contempo altre strutture ormai quasi al collasso.

Infatti, mentre gran parte del Paese era ignaro di quanto stava avvenendo, sbigottivo il 1. marzo ascoltando le drammatiche condizioni assistenziali a Brescia.

Siamo di fronte ad una pandemia il cui agente vulnerante è tuttora per molti versi assolutamente ignoto, quanto meno non se ne comprendono appieno le modalità di contagio, poiché la contaminazione si è diffusa almeno apparentemente in modo disgiunto rispetto alle nostre conoscenze, senza una effettiva corrispondenza con le diverse aree geografiche da nord a sud e da est ad ovest, ma anche nell’ambito dell’intero continente, senza correlazione a condizioni igieniche, organizzazioni ospedaliere, filiere di contaminazione, differenze anagrafiche, climatiche e demografiche.

Esprimo la più grande solidarietà ai nostri colleghi di Codogno, all’inizio accusati ingiustamente dai politici italiani per non aver capito in tempi ancora non sospetti quanto oggi non risulta ancora del tutto chiaro, e soprattutto quanto ad oggi non si riesce ad arginare, seppure adottando tutte le attuali disposizioni precauzionali.

La nostra categoria rimane doverosamente al suo posto, continua il suo lavoro quotidiano senza arretrare, coinvolgendo inevitabilmente  in prima persona il nostro personale socio-sanitario e le nostre famiglie!

Scopriamo dai giornali che illustri esponenti politici o famosi personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo, in apparente ottima salute, sono risultati positivi al tampone, ma viene spontaneo chiedersi perché e come si sono sottoposti al test, mentre a noi nessuno ha pensato e ci risulta anche difficile, secondo i protocolli, eseguire tali esami ai nostri pazienti ricoverati.

Da anni lamentiamo il taglio dei posti letto e delle forniture, la riduzione delle tecnologie di supporto, con l’unico pressante obiettivo di ridurre la spesa, prediligendo il risparmio alla qualità; per anni abbiamo recriminato sulle modalità di assunzione in ogni ordine e grado e sulle cause della crisi vocazionale dei nostri giovani.

Oggi siamo considerati eroi, ma fino a ieri eravamo aggrediti fisicamente negli ospedali, nelle aule dei tribunali e attraverso i mezzi di comunicazione.

Mi auguro che quando si chiuderà questa complessa parentesi della nostra vita, si penserà ad una fase di recupero per i nostri pazienti, si dovranno potenziare tutte le attività sospese, si comprenderà la necessità di ripensare alla nostra categoria, poiché non è possibile che questi “eroi sottopagati” e spesso esposti alla “gogna mediatica” continuino a rispondere anche penalmente del proprio operato e a rappresentare un ammortizzatore sociale che tutti fingono di non riconoscere.

Un ringraziamento forte e sentito alle nostre famiglie, abituate a sopportare le inevitabili ricadute domestiche delle nostre usuranti preoccupazioni e che oggi affianco a noi ne condividono anche i rischi elevati per la propria salute.

Mentre tutto chiude, in primis tribunali e parlamenti, la nostra esposizione diventa infatti ogni giorno maggiore.

Forza colleghi, aiutiamoci reciprocamente, continuiamo ad interpretare un ruolo che è e sarà sempre una “missione”.

Ludovico

PS
Domani in tutte le Università Italiane saranno attive le piattaforme per l’insegnamento a distanza…ovviamente a costo zero!

Commenti (...)

  1. Cari Colleghi,

    credo che le considerazioni espresse dal Presidente del Collegio Prof Docimo siano facilmente condivisibili in quanto  salvaguardano l’interesse della Chirurgia Italiana, della SIC e di tutti noi professori ordinari. Sono d’accordo con la linea sostenuta da Ludovico al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti per l’entusiasmo e l’impegno con cui si adopera nell’affrontare la trattativa SIC/ACOI che mi sembra debba essere condotta soprattutto nell’ interesse e nel rispetto del nostro ruolo e del nostro Collegio. Rinnovo a tutti i miei più sentiti sensi di profonda stima

    Giovanni

  2. Angelo Donati 17 Marzo 2020 Rispondi

    Caro Ludovico

    Concordo con le tue considerazioni. Non poteva essere altrimenti da parte del figlio di un grande Chirurgo il Prof Rocco Docimo di cui ricordo con affetto le doti umane e professionali al servizio del malato. Un caro abbraccio Angelo Donati

  3. Ludovico Docimo 21 Marzo 2020 Rispondi

    Cari Amici,
    il momento continua ad essere particolarmente difficile ed ancora una volta vorrei che giunga tutta la solidarietà a quanti eroicamente continuano a combattere una battaglia complessa, per la quale non è possibile cedere, nell’auspicio che presto arrivino tempi migliori per tutti.
    Ribadisco che il confronto sul nostro sito potrebbe diventare un utile strumento anche per monitorare la critica situazione chirurgica italiana legata al COVID ed eventualmente per supportarci reciprocamente.
    Devo tuttavia aggiornarvi sull’esito del CD SIC del 18.3.2020, sottolineando ancora una volta quanto il rapporto con il Presidente De Paolis sia tuttora costruttivo, cordiale e collaborante.
    Il Presidente della SIC, infatti, mi ha trasmesso il verbale relativo al punto di nostro interesse e resta in attesa di conoscere una nostra proposta.
    Nella riunione del 18.3.2020 al punto 2) dell’OdG vi erano: “considerazioni in merito alla attualità dei criteri di rappresentatività in seno al CD SIC”, in pratica il cosiddetto “Lodo Cordiano”, che al momento nel regolamento (non nello statuto) prevede quote assolutamente paritarie tra il mondo ospedaliero e quello universitario.
    Tale argomento non era stato affrontato nel precedente Consiglio Direttivo dell’11.3.2020, come avrebbe voluto la gran parte dei membri del CD, poiché Basile e Navarra avevano  giustamente eccepito che non potesse essere oggetto di discussione in quanto non presente nell’OdG di convocazione.
    Pertanto, dopo appena 7 giorni, è stato convocato per il 18.3.2020 un ulteriore Consiglio Direttivo SIC in cui è stato deliberato quanto segue, che vi consiglio di leggere con la massima attenzione:
    “Ai fini della costituzione della Società unica il CD ha deliberato di lavorare per una proposta da presentare ad una assemblea straordinaria dei soci Sic sull’adeguamento degli attuali criteri di rappresentanza in seno al direttivo della società stessa e/o nel consiglio direttivo della nuova Società Unica di Chirurgia.
    Nel lavoro preparatorio si auspicano proposizioni sul tema da parte di chiunque si senta direttamente o indirettamente chiamato alla causa comune così da poter giungere ad una proposizione da sottoporre ai nostri soci che sia largamente condivisa.
    I tempi di proposizione e stesura della stessa dovranno permettere di arrivare dopo la eventuale approvazione dell’assemblea alle votazioni naturali di Ottobre con l’aggiornamento del regolamento.”
    In pratica, si va oltre la precedente proposta di istituire una nuova Società Unica con il 40% dei consiglieri afferenti al mondo ospedaliero, 40% al mondo universitario e 20% non definiti, che il nostro Collegio aveva respinto sia in assemblea che attraverso il voto telematico.
    Ho preso pertanto impegno con De Paolis che avremmo elaborato una proposta per identificare con precisione come individuare in modo condiviso il 20% precedentemente non assegnato; una soluzione potrebbe essere a titolo esemplificativo un 10% ad una quota rosa ed un 10% ad un under 40, o ancor meglio assegnando tutto il 20% a soci under 40, individuati sulla base di particolari meriti scientifici ed assistenziali, in modo comunque condiviso dal mondo ospedaliero e da quello universitario attraverso il nostro Collegio.
    La proposta, da elaborare e da approvare nell’assemblea del Collegio (in aggiunta alle altre alternanze già condivise) sarà quindi inviata alla SIC per la costituenda nuova società o per la ridefinizione del cosiddetto “lodo Cordiano”, ma in tale seconda evenienza l’accordo dovrà prevedere che decadrebbero, in automatico e definitivamente, le motivazioni per la istituzione di una nuova Società Unica,  poiché di fatto la SIC diventerebbe in modo più fisiologico l’unica Società dei Chirurghi Italiani, conservando il marchio ed i suoi 130 anni di storia.
    È evidente che dopo questo primo passo saranno necessari specifici incontri di approfondimento, poiché superato questo complesso nodo delle quote, sarà preliminarmente indispensabile definire tutti i dettagli, per capire come l’ACOI trasferirebbe le sue attività nella SIC oppure in caso di un nuova società bisognerà ovviamente conoscere dettagliatamente il testo dello statuto e del regolamento.
    Occorre quindi riflettere sulla proposta che vorremo sottoporre all’assemblea del Collegio con la giusta calma, anche perché argomenti di questa portata non potranno prescindere da un confronto diretto che i tempi al momento non consentono.
    L’importanza del tema, infatti,  esclude il ricorso a mezzi telematici, anche perché tutti continuiamo a ritenere che il DPCM non consenta alla categoria dei medici la distrazione dal proprio lavoro per problemi evidentemente non urgenti.
    Un caro abbraccio e buon lavoro a tutti
     
    Ludovico

  4. Andrea Renda 21 Marzo 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico, grazie per quanto stai facendo per tutti noi. Penso che se si arrivera’ ad una equa soluzione lo si dovra’ sopratutto a te.   Ricordo a me stesso che lo statuto SIC non prevede differenze di genere ( in teoria potrebbe essere costituito completamente da colleghe).(E forse funzionerebbe meglio!!!!). Inoltre negli ultimi direttivi e’ sempre stata presente una collega, spesso come vicepresidente ( C Marmorale, F Catalano, M Piccoli) e ritengo che la rappresentanza crescera’ fisiologicamente. Personalmente vedrei possibile modificare il lodo Cordiano aggiungendo solo un nono consigliere (under 40 )svincolato dalla appartenenza ad una componente od all’altra e che sia il piu’ votato tra gli under. Si avrebbe in tal modo un consigliere (junior) che sarebbe come gli altri ( tranne , io penso ,che per poter votare nelle proposte di modifica di statuto/regolamento). Riterrei anche che in via transitoria il voto in assemblea debba essere possibile per i soli soci ordinari( ovviamente in regola) e con anzianita’ di iscrizione =\> a due anni.   Un caro abbraccio a tutti gli amici che combattono ( per primi) una battaglia che sta progressivamente convolgendo tutti. Ancora grato, con affetto Andrea

  5. Giuseppe Buscemi 21 Marzo 2020 Rispondi

    Carissimi,

    la proposta di Andrea Renda mi sembra interessante e condivisibile!

    Un caro abbraccio a tutti

    Giuseppe Buscemi

  6. Pietro Forestieri 21 Marzo 2020 Rispondi

    Condivido la proposta di Andrea sui Soci Junior e di genere. Per il resto personalmente non ne faccio una questione di rappresentanza delle varie categorie, ospedaliere o universitarie, ma di sopravvivenza della SIC e della sua storia. Ribadisco che modifiche statutarie o addirittura di scioglimento sono impraticabili nei numeri dovuti. In Assemblea chiederò la verifica del numero legale si fini suddetti.

  7. Gilberto Poggioli 22 Marzo 2020 Rispondi

    Non avete proprio la minima percezione di quello che sta succedendo nel nord italia . Se no non vi occupereste di queste spigolature in questo momento

  8. Andrea Renda 22 Marzo 2020 Rispondi

    E’ un modo come un altro di prendere fiato !!!!! A R

  9. Alfonso Barbarisi 22 Marzo 2020 Rispondi

    Ha ragione Gilberto! comunque l’ipotesi Renda è un buono spunto, a guerra finita andrà ripreso.

    Forza Italia! e, per chi crede, affidiamoci a Dio!

  10. Ludovico Docimo 22 Marzo 2020 Rispondi

    Caro Gilberto, cari tutti,
    Non sfuggirà a nessuno che personalmente ho più volte ribadito che il futuro delle società chirurgiche non rappresenta un’emergenza rispetto alla drammaticità che vive il nostro Paese.
    Ho più volte ribadito anche che il CD SIC su tali argomenti era inopportuno e doveva essere rinviato, sottolineando fermamente ai nostri Consiglieri universitari che il Decreto del Presidente del Consiglio di fatto precettava tutti i medici, se tutti loro avessero seguito il mio suggerimento rifiutandosi di partecipare al Consiglio (che vedeva peraltro coinvolte molte persone che provengono proprio dalle aree più critiche) ora parleremmo soltanto di altre cose più importanti.
    Purtroppo la riunione si è svolta lo stesso ed è stato quindi mio dovere informarvene degli esiti.
    A fronte della richiesta di una nostra sollecita risposta, se rileggi il mio messaggio di aggiornamento coglierai che non ritengo sia il momento di affrontare il problema, di sottoporre a breve al Collegio una proposta e non intendo nemmeno ricorrere ad una riunione telematica, poiché continuo a pensare che in questo momento abbiamo altre emergenze.
    Ben vengano idee e proposte, che avranno la possibilità ed il tempo di essere sedimentate, e che leggo in questo momento anche come attimi di distrazione.
    Buona domenica a tutti
    Ludovico

  11. Carissimi, viviamo tutti un momento difficilissimo ed esprimo la mia solidarietà e vicinanza ai colleghi che lavorano nelle regioni al momento più colpite.

    Anche io ritengo fortemente inopportuno che il consiglio direttivo di una società gloriosa come la SIC abbia ritenuto così fondamentale ed urgente discutere del lodo Cordiano.

    Sono d’accordo con Ludovico, ritengo che la sua proposta sia interessante e soprattutto salvaguardi il passato importante della SIC. Giovani under 35 sicuramente si, quota rosa si, con un punto di domanda dato che in pratica le quote rosa già ci sono di fatto…. Il problema è come selezionare le candidature, sicuramente qualche paletto bisognerà metterlo… Attività Scientifica? Attività clinica e operatoria? Avremo sicuramente tempo per ragionarci, visto che il momento ci dà altre importanti priorità.

    Grazie a Ludovico per quanto sta facendo con equilibrio e buon senso e un abbraccio forte a tutti rigorosamente virtuale!

  12. Vito D'Andrea 23 Marzo 2020 Rispondi

    Cari Colleghi,

    intervengo sulla questione della selezione delle candidature al Consiglio Direttivo della S.I.C.

    per dire che la mia illustre paziente Prof.ssa Maria Rita Saulle, moglie del Prof.Francesco Durante, la quale per anni è stata l’unica Giudice Donna della Corte Costituzionale, era contraria alle “quota rosa”, perchè le donne possono affermarsi per merito, come gli uomini .

    Mi sembra, poi, che il giudizio sull’attività didattica, scientifica e assistenziale di un Collega possa essere espresso soltanto alla fine di un regolare concorso e non da improbabili commissioni non legittimate da nessuna norma di legge.

    In particolare, la candidatura di un Professore Ordinario di Chirurgia Generale è libera, poi decidono gli elettori .

    Auguri di Buon Lavoro

     

  13. Roberta Gelmini 23 Marzo 2020 Rispondi

    Concordo pienamente con Gilberto! Non è il momento però, come donna, chiedo una sola cosa: che non si parli più di quote rosa! Mi sembra sempre di essere considerata come appartenente ad una minoranza che deve essere tutelata… Vorrei invece che, nel mondo accademico e professionale, le donne venissero considerate alla stregua di tutti gli altri, per meriti e capacità e non se ne facesse una questione di genere.

    cari saluti a tutti,

    Roberta

  14. Achille Gaspari 23 Marzo 2020 Rispondi

    Cari amici, a voi che siete generosamente impegnati in questa lotta giunga il mio augurio più sincero e il mio apprezzamento più entusiasta. Vincendo le resistenze della famiglia mi sono offerto volontario. Se non mi sceglieranno non me la prenderò come capitava a qualcuno quando da ragazzini  si faceva la conta per fare due squadre di calcio e se si era dispari restava l’ultima fatidica scelta .uomo o palla. Questo per dire che anche io ho qualche idea da suggerire ma me la tengo per me perché ora non è proprio il momento adatto.Sarà perché sono romanista ma ora voglio dire come dicevo allo stadio:c’è un solo capitano. Questo capitano è Ludovico;sarà opportuno seguire  la sua linea di comportamento e saremo certi che avremo scelto bene

  15. Andrea Renda 24 Marzo 2020 Rispondi

    Veramente a me e’ sembrato che proprio Ludovico chiedesse pareri e proposte ai compagni di squadra!  Un abbraccio a tutti! A R

  16. Ludovico Docimo 27 Marzo 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Purtroppo ho appreso la dolorosa scomparsa a causa del Coronavirus del Prof. Valerio Di Carlo.
    Un vero galantuomo della Chirurgia Italiana, è finito al S. Raffaele dove per anni aveva diretto la Chirurgia Generale, contribuendo in misura determinante alla sua crescita.
    Un uomo instancabile, tra i tanti meriti è stato pioniere del trapianto di insule pancreatiche, ha saputo coniugare la sua elevata professionalità ai grandi valori dell’uomo.
    Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica, il Prof. Di Carlo lascia a noi tutti la sua grande eredità morale.

  17. Achille Gaspari 27 Marzo 2020 Rispondi

    la notizia della scomparsa di Valerio Di Carlo mi ha dolorosamente colpito .Avevamo vinto lo stesso concorso a cattedra nel 1986. Mi ha onorato della sua amicizia. Oltre che un ottimo chirurgo era un ricercatore instancabile ,assai apprezzato per il suo rigore e per i risultati raggiunti . E’ stato per tutti un esempio di come deve essere un professore universitario. Aggiungeva a questo suo profilo scientifico un carattere aperto, modesto, spiritoso ,affettuoso.  Ci mancherai caro Valerio ma hai lasciato i tuoi lavori e i tuoi allievi a ricordarci la tua grandezza.

  18. Emanuele Lezoche 27 Marzo 2020 Rispondi

    La perdita di VALERIO DI CARLO, uno dei chirurghi italiani più conusciuti a livello internazionale, ma soprattutto la perdita di un caro amico con il quale abbiamo fatto molte battaglie accademiche e non solo, mi rende profondamento addolorato.

    Specie in questo momento merita di essere ricordato il suo impegno per una SIC  modernizzata e portata in linea con altre società chirurgiche europee con la scelta dei relatori, ma anche dei membri del Consiglio Direttivo, sulla base prioritaria degli indici scintimetrici, (visto che è una società scientifica).

    Caro Ludovico,  lungi da me l’idea di dare dei consigli, anche se la stima e l’affetto che nutro per Te e l’amicizia che ho  per la Tua Famiglia potrebbe consentirmelo, tuttavia credo che questa linea di rinnovamento proposta da Valerio Di Carlo, meriterebbe di essere rivisitata, proprio perchè oggi più di quando Valerio lo propose, vi sono molti giovani colleghi ospedalieri che hanno una pregevole produzione scientifica. Ciò porterebbe a far emergere nella SIC queste personalita che , nella componente ospedaliera, vengono troppo spesso mortificate da scelte che nascono più sulla base di una logica sindacal-politica che da valutazioni meritocratiche. Ciò eviterebbe di dover ascoltare nel congresso della Società Italiana delle presentazioni che di scietifico hanno ben poco.

    Personalmente non ho ritenuto di espimere alcuna opinione nella attuale difficile polemica che sono sicuro gestirai nella migliore maniera, in quanto fin dal Congresso di Torino ho ufficialmente presentato, per protesta verso le scelte societarie, le mie DIMISSIONI DA MEMBRO DELLA SIC .

    Ti formulo i miei più sentiti auguri per il difficile compito che Ti aspetta e che sono sicuro Tu servirai al meglio. Con affetto.

    Emanuele Lezoche

    Professore Emerito e Membro fondatore di questo Collegio

  19. Nicola Basso 28 Marzo 2020 Rispondi

    Caro Valerio, grazie per l’amicizia che mi hai dato e grazie per il bene che hai profuso.
    Nicola Basso

  20. Chiara Montesani 29 Marzo 2020 Rispondi

    Valerio Di Carlo è stato un grande amico è un grande Professore di Chirurgia . Impegnato solo nella ricerca nella didattica e nel lavoro di chirurgo. Sempre distaccato dalla”politica” che tanto appassiona molti di noi . Grazie Valerio

  21. Francesco Tonelli 30 Marzo 2020 Rispondi

    La scomparsa di Valerio Di Carlo è un grande dolore per tutti coloro che lo hanno conosciuto ed apprezzato le sue doti umane e scientifiche. Ma al di là dei sui grandi meriti come chirurgo e scienziato, mi piace ricordare il suo interesse per le cose belle che ci offre la vita. L’ultima volta che ci vedemmo fu a Perugia per uno dei tanti congressi e ci ritrovammo a vedere una bella mostra nella pinacoteca di Palazzo dei Priori. Parlammo di arte e della bellezza dell’Umbria. Aveva scelto Trevi colpito dalla meraviglia del borgo antico e si era appassionato alla coltivazione degli ulivi. Anima gentile, caritatevole e pronta a dare e ricevere amicizia. Ci mancherai.

  22. Pietro Forestieri 30 Marzo 2020 Rispondi

    Carissimi Amici e Colleghi,

    avete visto la newsletter della S.I.C. sul sito S.I.C. a doppia firma A.C.O.I. – S.I.C. ?

    E’ una cosa gravissima, indegna ed indecente. Non mi si dica che era una lettera “congiunta”. ù

    Dove erano gli altri “congiunti”? O i “congiunti” servono solo per giustificare le laute sponsorizzazioni? D’altra parte a ben rappresentare la categoria dei chirurghi, di tutti i chirurghi, c’è già il Collegio Italiano dei Chirurghi, da cui, non a caso, si sono dissociati prima l’A.C.O.I. e, poi, la sua ormai ancella S.I.C., con il beneplacito degli ultimi Presidenti e C.D.

    I Colleghi universitari che siedono nel C.D. S.I.C. credono di poter e dover dare una spiegazione in merito ?

    Non mi dimetto dalla S.I.C. solo per partecipare all’Assemblea prossima per poter avere il diritto di far valere i mie diritti nelle sedi opportune.

    Cari saluti.

    Pietro Forestieri

     

  23. Pietro Forestieri 30 Marzo 2020 Rispondi

    Cari Amici e Colleghi,

    mi correggo e preciso ma la cosa non cambia granché. La lettera è stata spedita da sic@sicitalia.org

  24. Alfonso Barbarisi 30 Marzo 2020 Rispondi

    cari Colleghi, Pietro ha tremendamente ragione! ci si vuol forzare la mano. in verità non avevo letta la mail. Qualcuno batta un colpo! capisco l’emergenza coronavirus, ma chi ha autorizzato una tal cosa, se ne infischia.

    cordialmente alfonso barbarisi

     

     

  25. Massimo Seccia 30 Marzo 2020 Rispondi

    Una grande perdita.  Un vero galantuomo. Mi unisco, seppure con ritardo, al suo ricordo

  26. Vito D'Andrea 11 Aprile 2020 Rispondi

    Esprimo i più affettuosi Auguri di pronta guarigione agli eroici Colleghi che, con spirito di servizio e  dedizione alla propria missione di Medici Chirurghi, sono stati contagiati,

    ed i migliori Auguri di Buona S.Pasqua a tutti ,

    Vito D’Andrea

    https://web.uniroma1.it/dscienzechir/governo/direttore

     

     

  27. Fabio Procacciante 12 Aprile 2020 Rispondi

    Ringrazio per i graditi auguri di buona Pasqua che ricambio.
    In questa circostanza, in cui molti colleghi hanno testimoniato un coraggioso impegno sociale, il mio pensiero va al Santo Padre cui riconosco il merito di aver agito con molta sobrietà, facendo sicuramente ogni sforzo che è nelle sue possibilità e attivando tutto il suo impegno spirituale, ma dovendo riconoscere che gli eventi naturali si svolgono secondo meccanismi svincolati da qualunque volontà divina. Forse è questa delusione che ha motivato la sua affermazione: “questa è l’ora più buia”. Non condivido la sua valutazione e il suo pessimismo.
    Non dimentichiamo che modificando gli ambienti naturali abbiamo contribuito all’estinzione di molte specie animali senza che neanche ce ne siamo accorti.
    Questa volta si sta verificando il contrario, non ci dobbiamo nè meravigliare nè risentire. Sicuramente non è ancora l’ora per la estinzione di noi “sapiens”. Recupereremo presto la nostra egemonia sul pianeta, impegnamoci ad usarla al meglio.
    In questo momento il nostro unico Salvatore è il “distanziamento sociale”. State a casa.
    Un affettuoso saluto e ancora auguri
    Fabio Procacciante

Lascia un commento

I commenti sono riservati ai membri in ruolo e fuori ruolo del Collegio. La visibilità dei commenti è pubblica.

*