Ipotesi di fusione SIC-ACOI

Carissimi Colleghi,

in qualità di rappresentanti del Collegio in seno al consiglio direttivo della SIC, desideriamo fornirVi qualche ragguaglio relativamente alla vicenda relativa alla costituzione di una unica Società chirurgica.

In data 20.9, nel corso del Consiglio Direttivo SIC, all’interno del punto 2 dell’OdG Comunicazioni del Presidente, il Prof. De Paolis ha comunicato ai presenti la ricezione in SIC di una lettera in cui il Prof. Marini, in qualità di Presidente, comunicava, come recita il testo della missiva, che il Consiglio direttivo dell’ACOI aveva deliberato una mozione relativa alla costituzione di una Società unica.

La missiva terminava con una richiesta di riscontro al fine di programmare quanto in premessa.

Al momento della discussione, tra i rappresentanti della componente universitaria nel CD, era presente di fatto solo il Prof. Navarra per l’assenza giustificata di due membri e per il fatto che il terzo si era dovuto allontanare nel corso della seduta del consiglio per altri impegni di tipo istituzionale.

Per chi di Voi fosse stato assente dall’Assemblea tenutasi lunedì u.s. a Bologna, vi sono da segnalare gli interventi dei past-president Proff. D’Amico, Santoro e De Antoni e del socio Prof. Docimo che hanno stigmatizzato le difficoltà di una fusione e la necessità di eseguire una riflessione profonda relativamente alle premesse e quindi all’opportunità del progetto di fusione. In ultimo il socio Consigliere Prof. Navarra ha ribadito quanto affermato nel corso del CD del 20.9. Pur auspicando il raggiungimento di una intesa relativamente alla costituzione di un nuovo soggetto societario, ha ribadito come non abbia senso votare comunque ed ad ogni costo per il CD del nuovo soggetto nel 2020 anche in assenza di un quadro normativo preciso e già determinato.

In conclusione siamo solo all’inizio di un lungo percorso, nulla è stato deliberato e/o stabilito. I sottoscritti confermano, qualora ce ne fosse bisogno, di continuare a svolgere la mission di rappresentanti e portavoce del Collegio in seno alla SIC e che lo stesso verrà informato prima che venga presa ogni decisione in merito al destino della SIC.

Firmato

Commenti (...)

  1. Giuseppe Pappalardo 22 Ottobre 2019 Rispondi

    Carissimi, mi pare evidente che questo progetto di fusione miri di fatto ad un forte ridimensionamento della componente universitaria nel consiglio direttivo. Bisogna fare il possibile per evitare che questo progetto si realizzi.G.Pappalardo

  2. Silvestro Canonico 22 Ottobre 2019 Rispondi

    Carissimi,
    ho partecipato per la prima volta al Consiglio Direttivo della SIC lo scorso 8 ottobre, ultimo giorno del Congresso Nazionale, a seguito della mia elezione a Segretario Tesoriere e di una convocazione per così dire “estemporanea”.
    La nostra posizione, appena riassunta dagli amici Consiglieri è stata ribadita in tale sede.
    Sarò lieto ed onorato di offrire anche il mio contributo allo sviluppo del tema nel prossimo futuro.
    Un caro saluto a tutti
    Silvestro

  3. Alfonso Barbarisi 22 Ottobre 2019 Rispondi

    Cari tutti,

    La questione, a mio parere, come membro della SIC, merita una riunione plenaria del Collegio.

    cordialità a tutti, alfonso barbarisi

     

  4. Andrea Renda 22 Ottobre 2019 Rispondi

    Gli amici Navarra, Petrella, Falconi e Roviello, hanno omesso la mia presenza in qualità di Segr. Gen. il 29/9 ed all’assemblea dei soci a Bologna (probabilmente in quanto attualmente “past”). Nel confermare quanto da Loro scritto tengo a ribadire quanto da me espresso, in entrambe le occasioni, relativamente alle grosse perplessità legali ed amministrative di una fusione nei termini e nei tempi  espressi e sulla necessità di un parere “pro veritate” di alto profilo che verifichi le reali (e legali) possibilità tecniche, patrimoniali, statutarie e quant’altro; sempre nel rispetto di: storia, denominazione e missione della Società Italiana di Chirurgia.
    Andrea Renda

  5. Pietro Forestieri 22 Ottobre 2019 Rispondi

    Mi riallaccio alle pregiudiziali poste da Andrea, anche per verificare le reali volontà di una reale fusione in una Società unica che non può essere quella con una Storia ultracentenaria. Una proposta di mediazione: rimane, ovviamente e senza discussione, l’acronimo SIC, tra mutabile da Società Italiana di Chirurgia in Società Italiana dei Chirurghi.

  6. Achille Gaspari 23 Ottobre 2019 Rispondi

    La Società Italiana di Chirurgia ha una storia gloriosa essendo dopo la Società Tedesca di Chirurgia la Società Chirurgica più antica d’Europa e quindi del mondo. Ne fanno parte i chirurghi ospedalieri , i chirurghi accademici  e quelli che lavorano nelle strutture private. Gli ospedalieri hanno la loro società e allo stesso modo la hanno gli universitari e i professionisti privati. Lo stesso accade negli Stati Uniti d’America dove accanto all’American College of Surgeons, esistono le società di categoria. Ora bisogna capire quale è l’obiettivo che ha in mente Marini. Ritiene forse che non ci siano più le ragioni per una società scientifica esclusivamente ospedaliera o ha in mente altri obiettivi?Se non si tratta di un espediente per fagocitare la SIC e si vuole una razionalizzazione della SIC avvicinandola di più al modello della ACS che è insieme una Società Scientifica e di rappresentanza delle esigenze della professione chirurgica (ciò che attualmente è compito della CIC) si potrebbe pensare allo scioglimento delle tre società (dei chirurghi ospedalieri, dei chirurghi accademici e dei chirurghi delle strutture private) e ricostituire all’interno della SIC delle sezioni dove si dibattano le problematiche peculiari di queste categorie. La Società Italiana di Chirurgia , a mio parere può accogliere; non può trasformarsi e snaturarsi. Questa proposizione non deriva dal mio passato accademico ,ma da quello di ex vice presidente della SIC e attuale socio. La Società Italiana di Chirurgia è un patrimonio comune;tutti i soci si devono sentire in dovere di difenderla e tutelarla.

  7. Ludovico Docimo 23 Ottobre 2019 Rispondi

    Carissimi,

    innanzitutto Vi ringrazio per averci aggiornato su un argomento che richiede la massima attenzione, interpretando opportunamente il Vostro ruolo di rappresentanti universitari in seno al Consiglio Direttivo SIC.

    Si ventila l’ipotesi, tra tante perplessità (amministrative, legali, storiche, di immagine, ecc.), di una trasformazione “epocale”, che non può essere gestita precipitosamente, sottovalutando il parere di un’ampia e qualificata platea; i Padri fondatori, infatti, non a caso hanno previsto per lo scioglimento societario (passaggio indispensabile laddove si volesse creare un nuovo soggetto) il parere favorevole del 75% di tutti i  soci (non soltanto della maggioranza dei presenti in assemblea).

    Nessuna preclusione ad aggiornare la nostra SIC al passo coi tempi, nelle sue regole e nei suoi contenuti, auspicando una Società unica in rappresentanza di tutti i Chirurghi Italiani, ma nel rispetto di una ineguagliabile Storia ultracentenaria e delle “minoranze qualificate”  – poiché qualità e quantità non sono sinonimi – .

    Ludovico Docimo

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