Messaggio del prof. Giuseppe Navarra

Cari Colleghi, negli ultimi mesi sono stato più volte tentato di scrivere queste poche righe e più volte mi sono poi convinto di non farlo per evitare che le mie parole potessero essere fraintese o potessero rappresentare ragione di divisioni relativamente al ruolo ed alla conduzione del Collegio. Ho sempre sperato che altri Colleghi, ben più rappresentativi ed autorevoli del sottoscritto, potessero aprire un dibattito a riguardo, ma così non è stato.

Come ricorderanno i presenti alla riunione di Roma in occasione del Congresso SIC, ho dato, insieme ad altri Colleghi, la disponibilità a far parte del Consiglio direttivo del Collegio nella convinzione di poter non rappresentare un mero nome ed una foto in una pagina web, ma poter fattivamente contribuire agli scopi del Collegio con un ruolo ben definito.

Tuttavia tale disponibilità non ha trovato possibilità di applicazione pratica. Infatti fino ad ora non c’è stata alcuna condivisione o barlume di collegialità su programma, strategia, appuntamenti, ecc. Infatti anche le riunioni del Collegio vengono indette, a quanto a mia conoscenza, in maniera non condivisa, o almeno, non condivisa con i membri del Consiglio Direttivo.

Rompo gli indugi e manifesto pubblicamente il mio disagio a causa della ripetuta sovraesposizione negativa alla quale la non collegialità ha esposto e continua ad esporre il Collegio.

Alludo in prima istanza al rinnovo dei rappresentanti CUN. Il nostro settore aveva l’occasione di confermare un PA che, a detta dei moltissimi che poi lo hanno rivotato, aveva ben fatto. Tuttavia, il Presidente del Collegio, di quello stesso Collegio che lo ha eletto Presidente con una limitata maggioranza, dopo uno scambio di opinioni con il Presidente dell’Intercollegio, consegnava i voti dei chirurghi, voti presunti alla luce delle votazioni successive, al presidente del Collegio dei Medici Interni. Allo stesso modo il nostro Presidente ci comunicava l’opportunità che il Collegio appoggiasse il collega medico di una sede pugliese ventilando ‘sicuri’ benefici per il settore MED 18.

Si trattò di un evidente errore di merito e di metodo. Errore di merito perché sul candidato pugliese non c’era condivisione neanche tra i medici; errore di metodo perché dell’operazione nessuno dei vertici del Collegio era a conoscenza o era a favore.

La seconda circostanza è stata quella dell’organizzazione di una riunione nazionale del Collegio. Si trattava di una iniziativa sicuramente benemerita, ma ancora una volta il metodo è stato sbagliato. La mancata condivisione ha fatto naufragare la flottiglia invitata a Capri…

Ed infine anche la vicenda legata all’organizzazione del prossimo congresso SIC non sta andando per come tutti speravano…

Alla luce di quanto scritto chiederei un cambio di passo ed un cambio di metodo, una maggior condivisione che eviti ulteriori scivoloni e che dia all’esterno del nostro ambito un’idea di unità di intenti e serenità, quella serenità di cui noi tutti abbiamo bisogno nella quotidianità lavorativa.

Con amicizia,

Pippo Navarra

Commenti (...)

  1. Alessandro Cappellani 24 giugno 2017 Rispondi

    Cari Colleghi
    Devo dire che quanto espresso da Pippo mi trova completamente daccordo. Infatti è la prima volta nella mia ormai lunga carriera universitaria che nominato in un consiglio direttivo non solo non sono mai stato convocato ma neanche sentito per condividere o meno le linee strategiche da adottare in passaggi delicati come quelli esposti da Navarra. Questa non è una critica ma una garbata proposta di collaborazione che qualora non venisse raccolta mi farebbe pensare. Neanche io sono alla ricerca di foto su pagine web !
    Per quanto attiene le candidature SIC ero presente e condivido il verbale che semmai non votato all’unanimità lo sarebbe comunque a larga maggioranza e non giustificherebbe così in ogni caso la presentazione di candidature non condivise. In tal caso comincerei a riflettere non tanto sulla mia permanenza nel consiglio direttivo ma sul significato stesso del Collegio .
    Cordialmente
    Alessandro Cappellani

  2. G.Pappalardo 24 giugno 2017 Rispondi

    Risposta alla lettera del prof. Navarra. Caro Pippo, leggo con molta amarezza le tue considerazioni sulla
    gestione del collegio ,in particolare sulla scarsa collegialità, scusa il bisticcio di parole, nel prendere le decisioni. Da quando sono in carica ho cercato di aprire un dialogo costante con tutti i colleghi attivando una discussione aperta e trasparente su ogni argomento , attraverso il sito del collegio che rappresenta il mezzo più rapido e comodo per accogliere le idee di chiunqueabbia la voglia di dare il suo contributo alla vita ed alle decisioni comuni. Ogni considerazione è stata accettata e discussa da tutti attraverso il forum che il sito rappresenta. Se la scelta di Capri , come sede dell’assemblea,non è stata condivisa dalla maggioranza dei colleghi ,è stata subito scelta Roma per la riunione del 13 dove sono convenuti numerosissimi colleghi come possono testimoniare i presenti. In quell’occasione si è serenamente discusso di tanti problemi come riportato dal verbale. Senza sentirmi certamente privo di colpe e responsabilità per quanto accaduto e sta accadendo, proprio nell’esercizio del mio ruolo verifico frequentemente un nostro vecchio vizio : non partecipare e poi criticare. Per questi motivi non posso accettare in pieno le tue critiche , ma rimango a completa disposizione ,tua e di chiunque altro, per un sereno confronto su qualsiasi aspetto della nostra vita associativa. Con la stima di sempre, G.Pappalardo

  3. Annibale Donini 26 giugno 2017 Rispondi

    Carissimo Pippo,
    anche io credo che se ci fosse stata una maggiore condivisione e/o collegialita certe cose ce le saremmo risparmiate (CUN e SIC) .
    Annibale Donini

  4. Paolo Bechi 26 giugno 2017 Rispondi

    Cari Colleghi, condivido i concetti espressi dal Prof. Cappellani. Se non c’è stato coinvolgimento del Consiglio, è opportuno che in futuro questo abbia luogo. Personalmente tutte le volte che ho contattato il Presidente su qualche questione ho sempre sperimentato la sua fattiva partecipazione. Forse dovremmo abituarci non solo ad attenderci più coinvolgimento nei nostri confronti da parte del Collegio, ma anche a coinvolgerlo di più nelle nostre questioni (invece di cercare soluzioni personalistiche). Si ripristinerebbe forse così quel ruolo centrale del Collegio, che ne costituisce la ragion d’essere.
    Cari saluti a tutti
    P.Bechi

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