Messaggio del Presidente al Collegio

Carissimi,

Nell’approssimarsi del S. Natale e della conclusione di un complesso anno, penso sia il caso di riflettere in senso costruttivo, con l’ottimismo che deve caratterizzare la nostra missione formativa e professionale.

Il “nemico invisibile” ha stravolto le Università nello svolgimento della didattica e della ricerca, così come discutibili barriere hanno impedito la regolare attività chirurgica dei nostri reparti, al di là di esposizioni personali della nostra categoria senza le dovute protezioni ai pericolosi agenti infettanti.

Ma devo sottolineare che anche in questa difficile sfida la nostra risposta è stata eccellente e responsabile, tutte le attività non sono mai state interrotte per essere convertite in modo pronto e molto egregiamente nei sistemi a distanza: lezioni, esami, lauree, attività elettive e professionalizzanti, dimostrando senso di responsabilità ed assoluta duttilità.

Le nostre sale operatorie hanno continuato a lavorare senza soste e soprattutto senza alcuna forma di risparmio in termini di tutela della nostra persona.

Penso soprattutto a quanti hanno contratto il virus, talvolta con drammatici epiloghi, e alle nostre difficoltà quotidiane nei programmi di protezione comunque potenzialmente insicuri.
Con responsabile e dignitosa consapevolezza, siamo andati avanti.

Guardando al futuro sappiamo che il problema purtroppo non è risolto; per altro ci troveremo a breve di fronte a difficili scelte che riguardano la nostra persona rispetto alla campagna vaccinale.
La costruttività e l’ottimismo che ho già richiamato dovranno rappresentare il punto di forza e di ripartenza del prossimo futuro, anche utilizzando l’esperienza e le capacità acquisite in questo difficile contesto: penso ad esempio per il futuro al maggiore utilizzo delle telecomunicazioni e alla più rigida prevenzione delle infezioni.

Un pensiero alle nostre Comunità Scientifiche che nella loro ritrovata unione, in un prossimo auspicato rinascimento culturale e speculativo, saranno chiamate a nuovi impegni e sono certo a grandi successi.

In questi giorni è scomparso il Prof. Mario Santangelo, alla cui famiglia va tutto il nostro sentito cordoglio, voglio ricordarlo per le sue scelte coraggiose, generose ed esemplari, da pioniere dei trapianti nel nostro Paese, ringraziandolo per il costante contributo dato alla SIC e non soltanto per l’indimenticabile Congresso del 2003 a Napoli.

A tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri più sinceri ed affettuosi.

Ludovico

22 commenti

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  1. Giuseppe Pappalardo 11 Dicembre 2020 Rispondi

    Caro Ludovico, questo che si chiude è stato un anno eccezionale per tutta l’umanità. La disponibilità dei vaccini nel corso del prossimo anno ci potrà riportare ad una condizione di normalità. Alcune cose però cambieranno per sempre. Siamo di fronte ad un’occasione unica di cambiare quello che non va. Sarebbe un vero peccato sprecarla. C’è una tragedia peggiore della pandemia: non imparare niente da essa. Un augurio a te, alla tua famiglia ed a tutti i membri del Collegio per le prossime festività. Pino Pappalardo

  2. Giuseppe Buscemi 11 Dicembre 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    colgo nelle tua missiva una veritiera disamina della situazione delle nostre Università e delle ferite che ha causato nel tessuto stesso dell’Accademia e della ospedalità ad essa connessa! Mi compiaccio della tua proposità , leggo uno sprone a non abbassare la guardia e a professare un costruttivo ottimismo per il futuro! Questa è anche la missing di un Presidente che dimostra il suo valore nei momenti di crisi e sono certo che tutti noi sentiamo l’importanza del tuo invito alla resilienza ( scusami per il termine un po’ abusato in questi tempi, ma esprime bene il concetto).

    Auguro a te e a tutti  i colleghi un sereno Natale , che sia un inizio di una ripresa basata su sani principi  di collaborazione e proposività! Un caro abbraccio

    Pippo Buscemi  (in quiescenza ma col cuore sempre rivolto ai valori del Collegio che ci siamo dati  e che spero  spero miglioreranno ancora!)

  3. Caro Presidente, cari Colleghi,

    che dire, mi sento come in un frullatore….

    Auguro a tutti un buon Santo Natale. Per il 2021, il meglio possibile.

    A presto, G

  4. Vito D'Andrea 12 Dicembre 2020 Rispondi

    Caro Presidente, care e cari Colleghe/i,

    oggi, come a Pugwash ( Pugwash Conferences on Science and World Affairs), è necessario riaffermare il valore dell’apporto degli studiosi nella risoluzione dei grandi problemi della società post-moderna e creare canali di comunicazione tra i governi e le comunità scientifiche, per dimostrare che la scienza svolge un ruolo indispensabile per la sopravvivenza e la prosperità dell’umanità (cfr. NATURE 572, 153, 2019).

    La ricerca scientifica e tecnologica ci porterà i vaccini per proteggerci dal COVID-19 .

    Per promuovere il progresso scientifico in Italia, con il più citato Chimico Fisico Italiano, con il primo, il secondo, il terzo Presidente dell’A.N.V.U.R., con il Direttore del primo Dipartimento di Sapienza nei ranking internazionali e con due scienziate donne ho fondato l’I.S.A., Italian Scientists Association, http://www.isa2020.eu, di cui sono il Segretario.

    Il Presidente Onorario è il simpatico Prof.IGNARRO, figlio di Italiani emigrati a New York, Premio Nobèl per la Medicina.

    L’iscrizione è gratuita e online. L’invito è rivolto agli Ordinari “sorteggiabili” che superano le soglie per Commissario.

    Auguro a te e a tutti un buon Santo Natale ed un luminoso Nuovo Anno 2021 con l’uscita dal tunnel,

    Vito D’Andrea

     

     

     

  5. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 16 Dicembre 2020 Rispondi

    Carissimi,

    ieri si è tenuta la riunione telematica dell’Intercollegio, nella quale è emersa la necessità di rappresentare le criticità delle precedenti sessioni di Abilitazione Scientifica Nazionale e quindi di rivedere eventualmente i criteri di valutazione dei Commissari e dei Candidati.

    E’ stata anche prospettata una maggiore adesione dei percorsi formativi professionalizzanti degli specializzandi di tutte le aree, prendendo proprio ad esempio la Chirurgia Generale, rispetto al numero e alla complessità degli interventi Chirurgici, ritenuti verosimilmente eccessivi.

    Vi invito ad aprire una discussione sintetica e telematica, al fine di fornire in tempi brevi  ( 20 giorni) le nostre proposte.

    Sollecito nel contempo gli interessati del nostro SSD di iscriversi sul registro digitale degli Esperti Scientifici Indipendenti per la valutazione scientifica della ricerca italiana del MIUR https://www.researchitaly.it/la-valutazione-della-ricerca/ per consentire al CNGR di avere un numero congruo di valutatori per ogni sostenitore ERC.

    Sottopongo a voi, per l’eventuale sostegno e condivisione i candidati al CUN:

    Mario Amore P.O. Psichiatria Genova

    Daniele Gianfrilli P.A. Endocrinologia – Roma Sapienza

    Massimo Ralli R. ORL – Roma Sapienza

     

    Un caro saluti a tutti

     

    Ludovico

     

  6. Nicolò de Manzini 16 Dicembre 2020 Rispondi

    Cari Colleghi

    ritengo che la richiesta di diminuzione degli interventi chirurgici degli specializzandi sia da bocciare senza appello.

    A Trieste ci siamo dati come obbligo che uno specializzando esca con almeno il doppio del minimo ministeriale di interventi, e per la specialità esennale era prassi che si raggiungesse il triplo. Con tali numeri anche l’effetto della pandemia non ha penalizzato gli specializzandi. Quindi ciò è fattibile con un lavoro di organizzazione della rete, includendo colleghi validi e collaborativi, vigilando e facendo realmente operare gli specializzandi.

    Abbassare gli interventi sarebbe come , per noi, abbassare le asticelle dell’ASN. Non credo che politiche riduttive facciano del bene al nostro Collegio.

    Un caro saluto

    Nicolò de Manzini

  7. Mario Morino 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Sono perfettamente allineato con quanto scritto da Nicolò di cui condivido ogni parola.

    Riguardo alla Scuola di Specialità sono molto stupito per quanto scritto: “è stata prospettata una maggiore adesione dei percorsi formativi degli specializzandi di tutte le aree, prendendo proprio ad esempio la Chirurgia Generale”

    Nessuno specializzando è mai uscito dalla Scuola di Torino senza aver completato il percorso formativo e questa non è stata mai neppure considerata una opzione percorribile. E sinceramente pensavo che così fosse in tutte le nostre Scuole.

    Inoltre, laddove Ludovico parla di “rivedere i criteri di valutazione di Commissari e Candidati” spero che anche qui non voglia dire che i rappresentanti dell’Accademia stanno pensando di proporre di abbassare le asticelle!

    Per formazione e cultura penso che in nessuna attività umana le asticelle vadano abbassate, men che meno nell’Accademia.

     

  8. Vito D'Andrea 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Cari Colleghi,

    sto lavorando nella commissione nazionale A.S.N. Parallela ed anche in quella regolare, come sostituto.

    Le soglie A.S.N. del settore concorsuale 06/C1, S.S.D. MED 18, Chirurgia Generale, sono basse e devono essere alzate.

    Con l’arrivo degli Ordinari più recenti, nel Collegio, penso che le “mediane” siano più alte e quindi anche le soglie aumenteranno.

    Io propongo di tenere conto del numero dei co-autori delle pubblicazioni scientifiche ai fini del calcolo delle citazioni e dell’H-index.

    Un articolo con 5 co-autori non può valere come un articolo con 500 co-autori e purtroppo adesso è proprio così: un articolo con 5 co-autori vale come un articolo con 500 co-autori!

    Sugli interventi chirurgici degli Specializzandi sono d’accordo con il Prof.Nicolò de Manzini.

    Ricambio cari saluti,

    Vito D’Andrea

     

  9. Marco Montorsi 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Cari tutti, solo per informarvi che in qualità di membro designato dalla Crui nell’Osservatorio della Formazione Specialistica, ho da poco iniziato a lavorare con gli altri su molti aspetti tra i quali anche quello della revisione dei percorsi formativi sempre avendo come faro la qualità del nostro lavoro. Vi anticipo che, per ciò che riguarda l’area chirurgica, i primi temi sui quali chiederemo collaborazione ai Collegi dei SSD sono quelli della classificazione degli interventi chirurgici in modo da elaborare un modello unico nel paese e inoltre una più generale riflessione sul possibile passaggio da un percorso formativo ora basato in genere solo sui numeri ad uno basato sulla effettiva certificazione delle competenze con tutte le implicazioni relative. Ci sentiremo ancora ma sono fin da ora a disposizione per un confronto tra noi. Cari saluti ed auguri. Marco Montorsi

  10. Piergiorgio Danelli 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Cari Colleghi, sono completamente d’accordo con quanto detto da Nicolò e da Mario: il numero degli interventi deve essere casomai aumentato e assolutamente non ridotto. Il passo successivo, come ricordato da Marco, deve essere la certificazione della qualità e delle competenze. Il rispetto totale dei percorsi è un obbligo: in Lombardia abbiamo prodotto un documento condiviso tra i sette direttori delle Scuole di Chirurgia e Regione Lombardia e auspico che così possa essere in tutta Italia. Quanto all’ASN penso che tutto il meccanismo debba essere rivisto, e non certo al ribasso. Un caro saluti e auguri a Tutti.

    Piergiorgio Danelli

  11. Mario Morino 17 Dicembre 2020 Rispondi

    In riferimento a quanto accennato da Marco concordo che raggiungere le competenze è il vero obiettivo, ma i numeri sono una delle poche cose certe a questo mondo. Non vorrei che la “effettiva certificazione delle competenze” diventasse in qualche caso il modo più semplice per ridurre drasticamente i numeri… almeno in alcuni casi. E’ l’eterna lotta tra il mondo anglosassone tendenzialmente quantitativo nelle sue valutazioni e quello latino che scivola spesso nella soggettività del qualitativo.

    Sono peraltro sicuro che non sarà il prof Montorsi, autore della bellissima relazione biennale SIC incentrata su “volume outcome relationship in (oncological) surgery” a svilire il ruolo della formazione pratica, intesa anche in senso quantitativo, dei nostri specializzandi.

    Da ultimo, concordo pienamente sulla urgenza di una classificazione unica della complessità degli interventi, anche se mi risulta che molti di noi utilizzano lo stesso modello su cui abbiamo discusso e che abbiamo condiviso diversi anni orsono.

  12. Nicolò de Manzini 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Intervengo a margine di quanto espresso da Marco. Il Collegio aveva adottato una prima classificazione degli interventi redatta da Saviano, che avevo poi aggiornato nel 2012, grazie all’aiuto di molti di noi.

    Non credo sia diventata obsoleta, ma sicuramente può essere ripresa. Dispiace soltanto che, nonostante fosse stata distribuita a tutti e sia tuttora presente tra i documenti del nostro sito, molti specializzandi italiani non ne siano al corrente.

  13. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 17 Dicembre 2020 Rispondi

    Carissimi,

    al fine di procedere nella discussione nella direzione che merita, percepisco un taglio “critico” nelle risposte alla mia comunicazione di servizio e di aggiornamento….spero di sbagliarmi….essendomi limitato a riportarvi quanto avevo ascoltato nell’Assemblea dell’Intercollegio, senza prendere alcuna posizione. In tale contesto i Colleghi delle altre discipline avevano, infatti, preso spunto dalla Chirurgia Generale e dalla Endocrinologia per suggerire di evitare sproporzioni nell’iter formativo rispetto alla pratica quotidiana del neospecialista, che di solito avviene ad inizio carriera in Ospedali periferici e non in Centri altamente specializzati.

    In quella sede non ho ritenuto di prendere la parola, proprio perché ho pensato fosse indispensabile preventivamente un confronto tra noi, nel rigoroso rispetto del ruolo di vostro rappresentante.

    D’altra parte, l’intervento di Marco Montorsi conferma la comune percezione, anche in ambito CRUI, che l’argomento formazione meriti la giusta riflessione, a tutti i livelli, senza competizioni o primati….poiché non credo sia questa la sede più opportuna e nemmeno la nostra missione.

    Proprio per evitare ulteriori interpretazioni equivoche, nella ferma convinzione della buona fede di quanti finora sono intervenuti, sottolineo che rispetto al quesito del Presidente dell’Intercollegio che riporto testualmente: “Proposte sintetiche e per punti per la revisione dei criteri di valutazione di Commissari e Candidati ai fini dell’Abilitazione Scientifica disciplinare” ho ritenuto di aggiungere il termine “eventualmente” (che a tutti i paralleli del nostro Paese continua a significare la possibilità o meno di modificare alcunché) proprio in considerazione e nel rispetto di un’Assemblea, per i quali ho inteso aprire questo dibattito, invitandovi a mantenerlo vivace ma in chiave costruttiva e assolutamente non polemica.

    In ultimo, il mio invito ai Commissari che finora si sono succeduti nelle precedenti sessioni, esteso a tutti i Componenti del Collegio, di confrontarci sulle criticità finora riscontrate, non è casuale  – per altro richiesto dall’Intercollegio –  ma esprime delle criticità sollevate da alcuni Commissari nella nostra assemblea di Napoli rispetto ai parametri della Commissione precedente, e che potrebbero riguardare il futuro, ma anche e soprattutto rispetto ad ulteriori criticità che hanno indotto l’ultima Commissione a scrivere (mio tramite) al Ministro Manfredi.

    Spero vivamente che la nostra discussione, grazie ai miei dovuti chiarimenti, riprenda nelle modalità serene e costruttive che gli argomenti ed il nostro ruolo meritano.

    In tale ottica, apprezzo molto l’intervento di Marco Montorsi, invitandolo a costituire con noi una commissione di lavoro che lo affianchi nella elaborazione di una “eventuale” proposta sulle nostre scuole di specializzazione da sottoporre al Collegio e con modalità analoghe istituire anche una commissione per le abilitazioni.

    Un cordiale saluto a tutti

     

    Ludovico

  14. Marco Montorsi 18 Dicembre 2020 Rispondi

    Cari amici, grazie dei vostri commenti . Riassicuro tutti che la certificazione delle competenze non può prescindere dai numeri e qualità delle prestazioni che faremo fare ai nostri specializzandi ; si tratta poi di inserire e strutturare il processo di accreditamento ( c.d. privileges ) che da noi è ancora embrionale diversamente da quello che succede in altre realtà europee specie anglosassoni . Vi riconfermo la disponibilità a ricevere vostre proposte strutturate ( al proposito vi segnalo il lavoro che Guido Torzilli sta già facendo sul tema ) in modo da avviare questo processo in Osservatorio.

    Un caro saluto e augurio a tutti

    Marco

  15. Franco Roviello 18 Dicembre 2020 Rispondi

    Condivido in pieno quanto scritto dai colleghi e la gestione dell scuole continua a rimanere un punto cruciale che ha necessità di essere rafforzato nella qualità….

    1) certificazione interventi
    2) evitiamo la riduzione del numero

    3) regolamento condiviso a livello nazionale

    Spero inoltre che siano riviste ( verso L alto) le soglie dell ASN.

     

  16. Marco Caricato 18 Dicembre 2020 Rispondi

    Carissimi

    concordo appieno con i commenti emersi – sostanzialmente concordi – a seguito della comunicazione del Presidente.

    La qualità dei percorsi formativi, che non può prescindere dal numero di interventi eseguiti secondo le diverse tipologie, rappresenta un obiettivo irrinunciabile, e i numeri fissati rappresentano evidentemente un obiettivo minimo ragionevole e raggiungibile. La certificazione delle competenze, ed un processo di accreditamento degli specializzandi progressivo e sostenuto da una esperienza documentata rappresentano il presupposto di una certificazione della qualità degli itinerari formativi.

    Altrettanto non credo che abbia alcun senso una revisione al ribasso dei criteri di valutazione di candidati e commissari, che devono tendere ad un fisiologico progressivo incremento.

    Desidero inoltre portare all’attenzione dei colleghi le ben note difficoltà di avvio delle attività formative dell’anno accademico 2019-20. Le immatricolazioni degli specializzandi, inizialmente previste da martedì 13 ottobre 2020, non sono ancora iniziate e si moltiplicano le iniziative da parte degli specializzandi che lamentano disinteresse nei loro confronti, e da parte di diverse organizzazioni professionali e politiche a loro favore, individuando correttivi discutibili.

    Il Presidente della FNOMCeO Anelli, in un comunicato stampa del 13/12, ha proposto come correttivo di “condividere la competenza degli specializzandi, ora in capo al Ministero dell’Università, con il Ministero della Salute, ministero vigilante per l’Ordine dei Medici, cui i colleghi appartengono a tutti gli effetti”; il PD nel disegno di legge recentemente pubblicizzato sulla riforma della formazione medica prevede che questa venga svolta “dalle Università e dalle Regioni, avvalendosi dei servizi, presídi e personale, dipendente e convenzionato, del Servizio Sanitario Nazionale”.

    Il ritardo che ha causato l’attenzione mediatica di questi giorni è dovuto con tutta evidenza al succedersi, come ogni anno, di ricorsi di fronte ai quali il Ministero dell’Università spesso soccombe, ma la vera ragione è la profonda insoddisfazione dei candidati e degli specializzandi di fronte ad un meccanismo di selezione che porta molte centinaia di specializzandi, che non hanno ottenuto un posto nella scuola di loro scelta, ad abbandonare il percorso formativo intrapreso o comunque a concorrere nuovamente, nonché all’imbuto formativo che lascia migliaia di laureati senza la possibilità di completare il loro percorso formativo.

    A mio parere una delle principali cause di inadeguatezza del meccanismo di selezione va riconosciuta nella impreparazione dei neolaureati alla scelta della Scuola, legata alla riduzione degli internati elettivi e alla insufficienza dei tirocini professionalizzanti.

    A mio parere questi aspetti meritano una seria e approfondita riflessione da parte dei Docenti Universitari, anche del nostro Settore Disciplinare che vede una progressiva riduzione della “appetibilità” delle scuole, come documentato dai punteggi richiesti, tra i più bassi, per contribuire a comprendere nella sua interezza la complessità del problema, e per poter proporre un valido approccio alla riforma della formazione medica nel suo insieme.

    Da parte mia, sono disponibile a contribuire al dibattito in corso nelle modalità che riterrete opportune.

    Partecipo di cuore al cordoglio per il lutto che ha colpito il Prof. Corcione, per la perdita del fratello.

    Con l’occasione, voglio porgere a tutti i membri del Collegio, al Presidente ed al Consiglio direttivo tutto i più cordiali auguri per il prossimo Santo Natale e per un 2021 nel quale superare pienamente le drammatiche difficoltà dell’anno che si avvia al termine.

     

  17. Vincenzo Minutolo 19 Dicembre 2020 Rispondi

    Carissimi colleghi ed amici concordo pienamente con tutti i commenti che mirano a migliorare il percorso formativo degli specializzandi e colgo l’occasione per augurare un buon Natale ed un felice anno nuovo a tutti voi ed alle vostre famiglie.

  18. Pietro Giorgio Calò 19 Dicembre 2020 Rispondi

    Buon giorno a tutti.

    In effetti le due problematiche lanciate dall’intercollegio e portateci dal nostro Presidente esistono ed è giusto che ne parliamo in questa sede per trovare delle soluzioni il più possibile condivise.

    Per quanto riguarda le scuole di specializzazione, credo che sia nostro dovere continuare con il percorso serio che stiamo intraprendendo, ma è anche vero che sono emerse alcune difficoltà, in particolare risulta difficile il bilancimento tra l’esigenza di aumentare il numero degli specialisti ed il mantenimento di uno standard accettabile formativo per gli specialisti in formazione. Nella mia esperienza ed in quella di molti colleghi il problema maggiore sta negli interventi maggiori più che nella piccola e media chirurgia (escludendo questo periodo Covid dove la piccola chirurgia è praticamente scomparsa). Io penso che un sereno ragionamento su questo aspetto dovremmo farlo senza pregiudizi, anche considerate le mutate esigenze del territorio in senso numerico. In questo abbiamo uno stupendo lavoro fatto da Nicolò per quanto riguarda la classificazione degli interventi che ci può guidare.

    Per quanto riguarda la ASN, anche qui bisogna trovare il giusto equilibrio tra quello di avere una base sufficientemente ampia di potenziali commissari e quella di essere giustamente selettivi (ovviamente lo stesso vale per i candidati); un punto importante a mio parere su cui il collegio deve potere dire la sua è quello di ottenere una omogeneità di giudizio tra le commissioni, cosa che sino ad ora non abbiamo raggiunto.

    Auguro un buon weekend a tutti!

  19. Ludovico Docimo 19 Dicembre 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Apprezzo l’intervento di tutti, che esprime il vivo interesse sugli argomenti, tuttavia ritengo sia necessario non continuare a concentrarsi esclusivamente sulle “asticelle” ma sulle effettive criticità, che dobbiamo affrontare, o temo purtroppo soltanto tentare di affrontare per la scarsa ricettività di chi dovrà poi decidere.

    I concorsi di abilitazione finora espletati ed in corso hanno presentato criticità? Mi rivolgo in prima istanza ai Commissari che si sono succeduti. Ritenete tutti che indipendentemente dalla indiscutibile autonomia dei Commissari, che richiede comunque una strategia condivisa per come avviene negli altri settori, ci siano problemi ed eventuali soluzioni da sottoporre attraverso l’intercollegio al Ministro? A me consta direttamente (poiché ne sono stato coinvolto) che l’attuale Commissione abbia scritto al Ministro per alcune criticitä, preoccupata anche per  il lavoro delle prossime Commissioni, tutto risolto? Vogliamo affrontare l’argomento per facilitare il lavoro dei nostri Commissari attuali e futuri? Altrimenti prendo atto e riporterò che per il nostro settore non ci sono problemi e conseguentemente non abbiamo proposte specifiche.
    Per le scuole di specializzazione pensate che vada tutto bene così? Non ritenete che la “crisi vocazionale” esista e costituisca un problema che merita un approfondimento propositivo? Non ritenete che troppo spesso si verifica che accedano ragazzi che nel loro percorso formativo si erano mantenuti lontani dall’area chirurgica e che questo possa rappresentare un problema? Se ritenete che questi aspetti costituiscano una criticità, riusciamo a condividere una nostra proposta? L’abbandono ed anche eventualmente i trasferimenti sono un problema per lo stesso iter formativo? Costituisce un danno sociale, per i giovani laureati e per le stesse scuole? Abbiamo una proposta connessa alla peculiarità del nostro settore? Quei pochi entusiasti che da studenti manifestano vivo interesse per la Chirurgia vanno (ed eventualmente come) tutelati rispetto alle loro aspirazioni anche alla luce della dispersione cui assistiamo costantemente? La tipologia degli interventi per gli specializzandi soddisfa secondo noi il loro inserimento professionale? A titolo esemplificativo (ma non voglio assolutamente soffiare sul fuoco), poiché ribadisco che si tratta solo di un esempio che mi serve ad esprimere un concetto astratto, l’attività in chirurgia robotica deve rientrare nel percorso formativo se quasi sicuramente nell’inserimento professionale il neospecialista si troverà in una struttura che non ne dispone? Dobbiamo o meno guardare con maggiore attenzione (ed eventualmente come) alla tipologia degli interventi che vengono maggiormente eseguiti nel nostro Paese? La mia impressione da quanto ho soltanto ascoltato nell’intercollegio è stata che a tutti i livelli si cercasse di rendere le scuole di specializzazione maggiormente aderenti alle esigenze del nostro Paese, evitando superspecialisti, che servono in misura minore e che dovrebbero formarsi attraverso ulteriori percorsi. Anche su questo argomento riferirò nell’intercollegio che non evidenziamo criticità? Non abbiamo proposte rispetto al problema sollevato? Andiamo avanti come si è fatto finora?

    A Franco Corcione le mie più sincere e sentite condoglianze per la perdita del fratello Pasquale. Per chi non ha avuto la fortuna di conoscerlo sottolineo commosso che abbiamo perso un Uomo eccezionale per doti umane e professionali.
    Ludovico

  20. Vito D'Andrea 19 Dicembre 2020 Rispondi

    Intervengo di nuovo perchè sono stato chiamato in causa dal Presidente, in quanto sono Commissario A.S.N. Sostituto e Commissario A.S.N. Parallelo.

    Nella mia esperienza, credo che i criteri aggiuntivi debbano essere definiti meglio. Ad esempio, uno dei criteri è la partecipazione al collegio dei docenti, ovvero attribuzione di incarichi di insegnamento, nell’ambito di dottorati di ricerca accreditati dal Ministero. Tutti noi Commissari siamo stati concordi nel non attribuire il titolo a chi non fa parte del Collegio dei Docenti, però nel criterio c’è scritto “ovvero attribuzione di incarichi di insegnamento”. Il criterio dev’essere corretto.

    In un altro criterio c’è scritto: “Riviste con peer review che compaiono su Scopus o Web of Science,purchè dotate di Impact Factor. La direzione o partecipazione a comitati editoriali, enciclopedie e trattati di riconosciuto prestigio sarà valutata solo se vi sarà la contemporanea direzione o partecipazione a comitati editoriali di almeno 5 riviste come sopra specificate”. Il criterio dev’essere corretto.

    Per quanto riguarda le citazioni e l’H-index, attualmente un articolo scientifico che ha 5 co-autori vale come un articolo scientifico che ha 500 co-autori, perchè le citazioni vengono attribuite a tutti i 500 co-autori. Non è giusto, il criterio dev’essere corretto.

    Sulle Specializzazioni, io penso che i percorsi formativi debbano andare di pari passo con la creazione dei centri di eccellenza. Il mio amico Prof.Chang Ming HUANG, mio co-Editor del Journal of Gastric Surgery, opera soltanto lo stomaco ed ha la più numerosa casistica del mondo. Non si può operare un poco di tutto. Meglio fare soltanto una cosa e farla bene.

    Mi unisco al cordoglio per la morte del grande Prof.Pasquale Corcione ed esprimo le più sentite condoglianze a Franco ed alla sua famiglia.

    Vito

     

  21. Guido Torzilli 9 Gennaio 2021 Rispondi

    Carissimi colleghi,

    Entro con colpevole ritardo nell discussione e lo faccio augurando un 2021 che, iniziato con la vaccinazione, spero prosegua con la fuoriuscita da questo periodo buio della nostra storia, donando a tutti un pò di serenità, e allontanandoci da un 2020 che ha visto la nostra comunità perdere molti illustri colleghi e che al suo accomiatarsi ha portato con se il fratello di Franco Corcione per il quale mi associo al cordoglio dei colleghi.

    Sono particolarmente coinvolto sul tema Scuole di Specializzazione, e del resto Marco mi ha in qualche modo chiamato in causa.  Credo nel merito vi siano temi che debbano trovare se non immediato riscontro, quanto meno una progettualità nel breve-medio termine che porti a far evolvere le nostre scuole. Ho visto e direi toccato con mano la qualità del percorso di eccellenza che Nicolò garantisce ai suoi specializzandi: davvero un esempio virtuoso che da anni rilascia specialisti di alto profilo professionale ed umano. Una base autorevole dalla quale partire per costruire. La Scuola che dirigo ci sta provando imbrigliata però nella sua durata di 5 anni che frustra l’ambizione di fornire una preparazione che sia specialistica ma possibilmente anche super-specialistica. In assenza di un percorso post-specialistico capace di completare l’approfondimento di settore è direi una scelta obbligata. Come obbligato dovrebbe essere lo sforzo di superare questo ibrido costruendo un percorso a due fasi sul modello laurea breve/laurea magistrale. Una prima fase rappresentata da una residency quinquennale generalista che di per se da un titolo di Specialista in Chirurgia Generale pienamente in grado di autorizzare l’immissione nel mercato del lavoro. Una seconda, facoltativa, che preveda  delle Fellowship in grado di consentire l’approfondimento nel senso dell’alta specializzazione da sviluppare in presidi adeguati all’ambizioso iter formativo. Per ora la nostra scuola si sforza di dare allo specializzando un percorso standardizzato per i primi 3 anni che attraversi le varie realtà della chirurgia generale per poi invitarlo negli ultimi due a scegliere il percorso più consono alle sue attitudini  prevedendo un periodo all’estero ed il prosieguo del suo iter nell’area prescelta all’interno della rete formativa di competenza.  Un percorso di questo tipo svincola lo specializzando dall’afferenza a questo o quella realtà e si fa quasi automaticamente garante di una crescita che lo vede protagonista del proprio percorso. Percorso che monitorato non solo con i numeri ma anche con gli esiti deve certificarne il grado di autonomia con un meccanismo a semaforo che mi auguro di rendere definitivamente operativo e che esiti in una valutazione misurabile oggettivamente. Brevità del percorso, aumento dei numeri non programmato, e eterogeneità delle reti formative certamente possono far sembrare utopico il progetto, ma certe barriere non si superano di sicuro se non ci si prova almeno a farlo e di questo atteggiamento Nicolò è il capofila.

    Sul tema delle commissioni e delle pubblicazioni mi permetto di suggerire un parametro quale la leadership della produzione scientifica (1°,2°, ultimo nome o corr. author) oltre a H-index. Quest’ultimo è un valido elemento che può contribuire a delineare il peso della produzione scientifica ma si avvicina molto ai like dei social. Provate a pensare chi tra la Ferragni ed il Presidente Mattarella raccoglierebbe più like (citazioni) in una gara su twitter e forse converrete con me che l’H-index come i like non sempre corrisponde all’autorevolezza del messaggio (con tutto il rispetto per qualsivoglia influencer di professione).

    Un caro saluto a tutti ed un abbraccio a Franco per il grave lutto che lo ha colpito.

    Guido

     

  22. Achille Gaspari 10 Gennaio 2021 Rispondi

    Garo Guido per quanto riguarda l’abbreviazione del corso da 6 a 5 anni il responsabile sono io perché come referente delle scuole di specializzazione in chirurgia generale ho scritto lo statuto. Sono stato obbligato a questa riduzione che il MIUR ha voluto per ragioni economiche ma mi sono rifiutato di ridurre il numero degli interventi chirurgici che diversi direttori chiedevano. Nello statuto sono previste alcune attività prima presenti nel programma della chirurgia dell’apparato digerente (endoscopia digestiva diagnostica e chirurgica) che pure il Ministero ha voluto sopprimere. Nello statuto sono previste almeno 5 pubblicazioni indexate e 5 relazioni a congressi nazionali e internazionali per specializzando. Inoltre la necessità di avere dei laboratori di simulazione per l’approfondimento della anatomia topografica e delle tecniche micro chirurgiche e laparoscopiche. Non so se queste disposizioni vengono rispettate. Condivido l’idea di aggiungere delle fellowship per le sotto specialità della chirurgia generale.  Penso che si dovrebbe arrivare ad un esame finale nazionale e alla creazione di un Board  di Chirurgia Generale e a Board delle sotto specialità . Senza la relativa certificazione non dovrebbe essere permesso svolgere attività chirurgica se non in fase di apprendimento. Bisognerebbe infine omogeneizzare la preparazione degli specialisti a livello di Unione Europea per giungere ad un Board europeo certificato.

    Buon anno a tutti

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