Profili di incostituzionalità del decreto legge n. 35 del 30/04/2019

Carissimi,

in allegato il documento proposto da Ludovico Docimo che riteniamo debba avere la massima diffusione e vada fatto proprio dalle figure più rappresentative del mondo accademico e politico.
Al di là dell’impegno personale di ciascuno di noi in questo senso invitiamo a proseguire la discussione sul sito del nostro Collegio considerata l’importanza della questione.
Considerato il tempo ristrettissimo (si parla di un passaggio in Senato il 18) risulta infatti impossibile convocare un’assemblea ad hoc.
La stessa verrà ovviamente prevista in caso di necessità.
A quanto ci risulta è in corso un vivace dibattito nell’ambito dello stesso partito (5 stelle) promotore del decreto dove soprattutto in commissione sanità esistono forti perplessità sullo stesso.
CRUI ed Intercollegio hanno già ieri sottolineato con nota scritta al Ministro dell’Università le incongruenze e le illegittimità dello stesso .
Purtroppo è una situazione da valutare momento per momento sfruttando tutte le leve di convincimento che ognuno di noi ha.
Ribadiamo comunque l’invito a tutti a proseguire il dibattito ed a fornire informazioni esclusivamente sul sito del Collegio ciò sia per garantire diffusione e visibilità sia per ribadire una voce comune.
Cordialmente

Il Consiglio Direttivo del Collegio


Profili di incostituzionalità del decreto legge n. 35 del 30/04/2019 (190604 – PDF 123 Kb)

Aggiornamenti del 05/06/2019

Carissimi,

Vi trasmetto quanto appena ricevuto dal Prof. Lenzi presidente dell’Intercollegio.

Rocco Bellantone

Email del Prof. Lenzi

Oggetto: Art 12 Dl Calabria e Scuole di specializzazione

Carissimi,

come potete immaginare gli ultimi due giorni sono stati infuocati in relazione a quanto scritto nella mia precedente email.

Vi allego per comodità la copia dell’Art 12 cosi come trasmesso dalla Camera al Senato.

Ho avuto decine di contatti e inviato e ricevuto decine di email e appunti, il tutto in stretta correlazione con CRUI (Eugenio Gaudio), CUN (Mario Amore) e Conferenza Presidi (Carlo della Rocca).

Per riassumere i contatti sono stati con PCdM, Camera, Senato e con MIUR e Ministero Salute oltre che con molti di voi.

La situazione è che abbiamo posto tutti i dubbi e chiarito che esistono margini di incostituzionalità e certamente di diffcioltà di conciliare la proposta (sia pur apparentemente emergenziale) con un riconoscimento europeo del titolo ed una accettabilità normativa e legale da parte degli Atenei e delle Direzioni delle Scuole.

Oggi il CUN proporrà una Mozione ad hoc e la CRUI un documento concordato (appena avrò i testi definitivi li farò circolare).

Vi anticipo che si richiederà:

  • che l’eventuale attività esterna (anche se correlata a concorsi vinti dagli specializzandi secondo quanto previsto nella legge di bilancio us) sia chiaramente limitata all’ultimo anno del corso e che comunque rientri nel periodo di attività che lo specializzando già oggi svolge nella rete formativa (e non aggiuntivo allo stesso),
  • che il tutto avvenga nelle strutture di qualità incluse nella rete formativa,
  • che la programmazione di tali attività si svolga sotto il coordinamento del Consiglio della Scuola al fine del completamento di tutte le attività ordinamentali e dell’acquisizione delle relative competenze.

Vi aggiornerò ad horas sugli sviluppi ringraziando tutti quelli di voi che si sono attivati e si stanno attivando sul tema anche con la propria rete di conoscenze.

Un caro saluto “dal fronte”.

Andrea

Allegato

Documenti CRUI

Aggiornamenti del 06/06/2019

Comunicato stampa del Consiglio Universitario Nazionale

5 giugno 2019

Specializzazioni mediche sotto attacco

Gravi pericoli si profilano per la formazione medica specialistica con profonde ripercussioni negative sulla salute dei cittadini.

La recente riforma prevista dal Governo con il DL n. 35 del 30.04.2019, noto come decreto “Calabria”, causa uno stravolgimento della formazione medica specialistica (Art.12). L’attività di formazione si verrebbe a configurare come sostitutiva del personale di ruolo nelle strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN), sopperendo in modo improvvisato alla carenza di personale medico.

Il rischio è in ciò: l’immissione nel ruolo di dirigente medico di ragazzi ancora in formazione espone la salute dei cittadini all’evidente pericolo di diagnosi  e trattamenti inappropriati. Con conseguenze tutte da valutare per la qualità della (non) formazione, per la (ir)responsabilità medica e la (non) adeguatezza diagnostica e l’efficacia delle terapie.

Il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) sottolinea con forza la necessità di garantire un sistema di formazione completo e solido in ogni disciplina medica, nel dialogo stretto e organico fra Università e strutture del SSN, onde evitare scivolamenti verso il basso dei Servizi medici ai cittadini e delle Scuole di specializzazione.

Articolo su Quotidianosanita.it

5 giugno 2019

Specializzandi all’ultimo anno assunti nel Ssn. Università in rivolta: “Decreto Calabria è incostituzionale”
Tre i motivi: il conferimento ai neo assunti non ancora specializzati della qualifica di dirigente; la messa a rischio della qualità delle prestazioni sanitarie e la non sussistenza dei motivi d’urgenza. Inviata una lettera firmata da 100 docenti universitari al presidente della Repubblica, ai presidenti e ai capigruppo di Camera e Senato e al presidente dei Rettori italiani. L’iniziativa parte dai professori delle due università di Napoli ma ha coinvolto i vertici nazionali delle università. LA LETTERA.

Leggi tutto… >

Aggiornamenti del 07/06/2019

Vi allego un articolo pubblicato oggi su Il Mattino di Napoli, ove si legge che la Regione Campania si dissocia dal Decreto Calabria per la copertura delle carenze di organico a seguito delle proteste del mondo universitario!
Non è molto ma è un segnale che potrebbe essere ripreso – ove possibile – su tutto il territorio nazionale.

Ludovico Docimo

Aggiornamenti del 10/06/2019

Grillo e Bussetti convocano gli universitari oggi pomeriggio al Miur.

Aggiornamenti del 11/06/2019

Articolo su Quotidianosanita.it

10 giugno 2019

Specializzandi nel Ssn. Incontro Miur, Salute, Università dopo le polemiche: le nuove assunzioni all’ultimo anno solo nelle strutture della rete formativa. In arrivo una circolare per attuazione Decreto Calabria

Incontro nel tardo pomeriggio al Miur tra i ministri Bussetti e Grillo e i rappresentanti del mondo universitario che la settimana scorsa avevano fatto fronte comune contro il decreto Calabria minacciando ricorsi alla Corte costituzionale per la norma sulle assunzioni degli specializzandi. Dai due ministri assicurazioni sulla rete formativa e sul progetto formativo che rimarranno sotto l’egida del Consiglio della scuola. Non sciolti invece i nodi su tempo parziale e specializzandi del penultimo anno.

Leggi tutto… >

Aggiornamenti del 12/06/2019

Carissimi

Vi allego la seguente, che documenta come anche i nostri ragazzi sono sulla stessa trincea.
Cordialmente

Rocco

Posizione SIGM FEDERSPECIALIZZANDI COSMEU relativa a decreto Calabria

Caro Professore,

Ho avuto modo di assistere a diversi suoi interventi relativi al decreto Calabria che, come una ghigliottina, rischia di far saltare il sistema “qualità” cui, con tutti i limiti e la migliorabilità del caso, stiamo lavorando.

Gradivo offrirle le riflessioni dell’Associazione Italiana Giovani Medici, che sono in sintonia con la posizione a tutela della qualità nella formazione post-lauream e della patient safety, nel link Che segue.

Come potrà notare il comunicato è a firma SIGM, Federspecializzandi e COSMEU perché stiamo cercando di aggregare consensi sotto la bandiera della qualità e stiamo cercando di eseguire altre azioni forti di dissenso per far tutelare i Colleghi in primis ed i cittadini tutti di conseguenza.

La ringrazio dei contributi che in questi giorni ho potuto ascoltare.

Auguro una buona serata

Lillo

http://www.giovanemedico.it/attivitasez/decreto-calabria-ovvero-se-non-troviamo-nessuno-ci-mettiamo-lo-specializzando/

Aggiornamenti del 17/06/2019

Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia
Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica

Aggiornamenti del 18/07/2019

Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia
Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica

Commenti (...)

  1. Gilberto Poggioli 4 Giugno 2019 Rispondi

    Io la firmo . Ribadisco che ognuno di noi deve sensibilizzare come puo la politica . Credo che siamo giunti alla battaglia finale per l’universita ‘. Qualcuno sa se gli altri settori medici universitari si stanno muovendo oppure siamo solo noi ad avere capito lo scempio che si sta per consumare?

  2. Mario Morino 5 Giugno 2019 Rispondi

    Il dr Sileri, giovane chirurgo romano se non sbaglio ricercatore di Tor Vergata, è senatore M5S ed è presidente della commissione sanità del Senato. Credo che sia la persona giusta su cui agire. Personalmente sono stato commissario in due concorsi da PA con esito per lui negativo e dunque forse non sono la persona più adatta. Eventualmente potrebbe essere contattato ufficialmente dal direttivo del Collegio

  3. A parte le considerazioni sulla incostituzionalità della legge che equipara gli specializzandi a chi ha già conseguito una specializzazione, considerazioni che ovviamente condivido, bisogna anche tener conto che gli specializzandi in questo nuovo ruolo “di promozione sul campo” non potrebbero essere coperti da assicurazione; infatti anche se l’azienda sanitaria può teoricamente coprire la responsabilità civile, nessuna assicurazione, secondo me, coprirebbe la responsabilità penale. Un cordiale saluto a tutti. Prof. Salvatore Berretta

  4. Ieri, nel corso di una riunione, per altri motivi, abbiamo informato il rettore di Messina che ci ha detto di essersi già mosso in sede di Conferenza dei Rettori ( ritengo una posizione univoca dei Rettori oltre che quella dei Collegi INDISPENSABILE….).
    Il documento è molto buono ..ma è necessario che sia sostenuto anche politicamente…vi ricordo…al di là..delle appartenenze politiche di ognuno di noi…..che ..per esempio potremmo contare..sul fratello di Pippo che è anche ..un ex Rettore…
    Un abbraccio Mara

  5. La CRUI ha fatto una nota, a mio avviso troppo soft, allegando la nostra nota di incostituzionalità… provo a farvela allegare sul sito da parte del webmaster.

    Documenti CRUI:

  6. Marco Montorsi 5 Giugno 2019 Rispondi

    Cari tutti,
    Sileri è avvertito e cercherà di emendare – per quanto possibile ma con l’ordine dei 5 stelle di blindare il provvedimento – l’articolo in questione con le nostre osservazioni. Confermo che la CRUI ha inoltrato i documenti al Ministro.
    Mi dicono che sul punto che le aziende siano accreditate dalle Scuole non ci dovrebbe essere discussione ( a leggere l’articolo secondo Sileri è chiaro ).
    Dopodiché il problema dei concorsi che vanno deserti è un fatto ( almeno per alcune specialità ) e dovremmo fare delle controproposte sensate noi come Collegio se lo crediamo utile .
    Non basta avere 900 borse ( se ci saranno ) in più che arriveranno a regime fra 5 anni. O si riprende il vecchio DDL di F. Fazio che proponeva di assumere gli specializzandi al terzo anno nelle Aziende Sanitarie ( governando però la manovra ) o non so .
    Cari saluti

  7. Ludovico Docimo 5 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi Tutti,
    finalmente (!) c’è stata “comunque” una presa di posizione – seppure di diversa intensità – della CRUI, del CUN, forse anche del Collega Sileri (se fosse intensa potrebbe essere determinante), del Presidente della Conferenza dei Presidi, dell’Intercollegio e di molti Colleghi di diversi settori.
    All’interno della nostra comunità mi ha fatto piacere vedere viva e vivace la nostra componente, alcuni – devo sottolineare – particolarmente attivi; non si poteva rimanere ignari, remissivi o sconfitti in partenza, poiché laddove il provvedimento dovesse andare avanti senza le opportune modifiche si tratterebbe di una grave ed irreparabile sconfitta per le università, per il nostro ruolo, ma credo soprattutto per tutto il mondo della sanità.
    Vi ringrazio sinceramente, a nome di tutto il consiglio direttivo, del sostegno, ma vi sollecito ad insistere a tutti i livelli e non abbassare la guardia, in quanto il 18 giugno per certi versi è lontano e molto può ancora succedere nel bene e nel male.
    Rimaniamo attenti a cogliere ogni segnale e continuiamo a sollecitare i Colleghi all’interno dei nostri Atenei, anche negli altri settori, le nostre figure istituzionali, la stampa, eventuali politici di riferimento, per non pentirci di aver potuto fare di più.
    Uniti si può vincere, molto affettuosamente

  8. Achille Gaspari 5 Giugno 2019 Rispondi

    ho letto con attenzione tutti i commenti che trovo molto interessanti .Sono convinto che Sileri sia l’unico capace di riportare alla ragione il suo partito . Lo conosco molto bene sin da quando fui il suo relatore alla tesi di laurea. E’ un chirurgo accademico con lunghe esperienze negli Stati Uniti (Università dell’Illinois a Chicago) e in Gran Bretagna (Oxford).E’ dunque in grado di capire queste problematiche più di ogni altro parlamentare

  9. Giuseppe Tisone 6 Giugno 2019 Rispondi

    Approvo il documento

  10. Cari Colleghi ho già manifestato la mia approvazione a quanto espresso in questi commenti, ma come ex Ospedaliero giunto nel mondo Accademico nel 2015, prima come Professore Straordinario e oggi come Ordinario, mi chiedo come la pensino gli ospedalieri su questo argomento. Il problema di avere in staff personale chirurgico non completamente formato e con ovvie problematiche assicurative, che diventerebbero autonomi in molte procedure elettive e d’urgenza, non preoccupano i dirigenti medici ospedalieri sia delle reti formative che non ?!! Cosa ne pensa l’ACOI ? E’ impensabile una presa di posizione dell’ACOI in questo senso, che rafforzerebbe indubbiamente la nostra posizione coinvolgendo tutta la classe chirurgica ?? Al di là di, credo, considerazioni inopportune, per questo specifico argomento, sulla dialettica università/ospedale nella formazione dei giovani chirurghi, sarà soprattutto il reparto ospedaliero a subire concretamente gli svantaggi di questa proposta di legge.

  11. Vincenzo Minutolo 10 Giugno 2019 Rispondi

    Condivido pienamente tutte le considerazioni che sono state espresse e trovo particolarmente interessante la riflessione di De Carlis che approvo.

  12. Marco Montorsi 10 Giugno 2019 Rispondi

    Infatti Acoi non è per nulla favorevole a questo provvedimento
    Cari saluti
    Marco Montorsi

  13. Gilberto Poggioli 10 Giugno 2019 Rispondi

    Pero l’annao si sta battendo in maniera leonina per questo decreto (vedi intervista al segretario dell’annao di venerdi su quotidiano sanità

  14. Claudio Bassi 10 Giugno 2019 Rispondi

    Ho avuto un lungo colloquio con il Sottosegretario Sanità Coletto (già assessore del Veneto) che mi ha garantito una procedura in armonia con il MIUR e che tale attività avverrà nelle strutture di qualità incluse nella rete formativa anche se mi parlava di 3/4 e 5° anno … ma su questo aspetto non mi pareva molto orientato …
    Ho cercato di “orientarlo” facendo capire che la cosa potrà essere solo eventualmente limitata all’ ultimo anno del corso e comunque nel periodo di attività che lo specializzando già oggi svolge nella rete formativa sotto il coordinamento del Consiglio della Scuola.

    C

  15. Nicolò de Manzini 10 Giugno 2019 Rispondi

    Luciano ha perfettamente ragione e ACOI dovrebbe avere l’opportunità di esprimersi. Sentiamo il loro presidente che è al congresso a Matera??
    Come dice Gilberto il vero problema è ANAAO, che strumentalizza vecchi livori antiuniversitari. Dove l’accademia può aver sbagliato il sindacato ha sguazzato da sempre con nomine per meriti tutto meno che di merito.
    La senatrice triestine è un fulgido esempio di nomina a Primario della Medicina d Urgenza con una specialità in Igiene e un terzo classificato al concorso…..ma è anche lei che vota

  16. Ludovico Docimo 10 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi,
    vi informo che oggi alle 18.30, FINALMENTE, i Ministri Bussetti e Grillo hanno convocato presso il MIUR i Presidenti di CUN, CRUI, Conferenza Presidi di Medicina e dell’Intercollegio di Area Medica……!!!!!
    Speriamo in bene

  17. Giorgio De Toma 10 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi,
    sono anch’io favorevole a qualsivoglia iniziativa il Collegio vorrà prendere.
    MI sono soffermato in Ateneo, insieme a qualche esperto, su alcuni aspetti lessicali del Decreto ed ho l’impressione che qualche margine ci sia ancora.
    Innanzitutto la temporaneità del provvedimento …2021 e poi la necessità di accordi tra Regione ed Università che rendono non ne del tutto scontata ed inesorabile l’applicazione.
    Insieme ad una grande e partecipata azione generale ritengo importante insistere proprio su questi punti
    un caro saluto a tutti.
    Giorgio De Toma

  18. Ludovico Docimo 10 Giugno 2019 Rispondi

    l’anaao su dott.net ha pubblicato una nota contro l’opposizione degli universitari…..ovviamente intercalati da video generici sui chirurghi e sulla formazione di Marini quale sedicente presidente dei Chirurghi….

  19. Annibale Donini 11 Giugno 2019 Rispondi

    In effetti ha ragione Docimo , l’ACOI non perde occasione per denigrare la formazione universitaria.
    Anche su questo dovremmo prendere una posizione comune.
    L’Università è cambiata e NOI ci stiamo mettendo al passo dei tempi, forse Marini non lo sa ma per dirigere una Scuola dobbiamo avere casistica e produzione scientifica.
    La realtà ospedaliera è fondamentale, nessuno lo nega , ma dobbiamo avere il coraggio di dire chiaramente che se vogliono partecipare dobbiamo avere le stesse regole (vedi produzione scientifica!!) e pretendere rispetto per il lavoro che facciamo.

  20. Ludovico Docimo 11 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi,
    Gli aggiornamenti come forse saprete non sono esaltanti.
    La Grillo nel corso della riunione di ieri è stata cordiale e disponibile ad ascoltare le istanze, anche se forse solo dall’incontro diretto ha finalmente compreso che i 18 mesi negli ospedali erano già previsti dagli ordinamenti vigenti.
    La stessa Grillo ha affermato che questo testo è il frutto di lunghe trattative e che, soprattutto su pressione di regioni e sindacati, le norme erano ancora più avverse al mondo universitario; ha pertanto suggerito di accogliere il Decreto favorevolmente senza alcuna modifica, anche perché laddove si dovesse procedere ad un nuovo testo, questo potrebbe danneggiare ulteriormente l’Accademia.
    In conclusione ha sostenuto che trattandosi del decreto migliore possibile, non stralciabile e nemmeno emendabile, occorre che sia approvato nella versione attuale, “impegnandosi” a riconvocare le parti per un non facile confronto con le Regioni ed i sindacati, nel quale (dopo la pubblicazione in gazzetta ufficiale) realizzare un decreto applicativo che possa comprendere le “giuste” istanze universitarie.
    Siamo certi che manterrà l’impegno? Pensiamo di poter prevalere nel confronto? Se come si dice ci sarà un rimpasto, il prossimo ministro a che titolo dovrebbe rispettare l’impegno assunto dal suo predecessore? Se oggi non riusciamo a contenere un’invasione, come potremo domani riassumere un ruolo che ci è stato ormai sottratto?
    Non c’è molto tempo, ma dobbiamo decidere se subire anche questa imposizione, oppure assumere un difficile posizione di protesta da definire: sciopero, blocco attività didattica, lettera aperta sui mezzi di stampa, altro?
    Rispetto al mondo ospedaliero mi sembra che finalmente il loro sogno si stia avverando, poiché non mi sembra che da parte loro ci sia alcun tipo di protesta o di avvicinamento per una battaglia condivisa.
    Sbaglio?

  21. Paolo Miccoli 12 Giugno 2019 Rispondi

    Intervengo soprattutto come Presidente ANVUR prima che come chirurgo: Donini ha perfettamente ragione, tanto che a suo tempo sia io che Vettor ed anche Vullo avevamo chiesto che nei bandi per attribuire un insegnamento ad un Collega del SSN nella Scuola, anche questo dovesse raggiungere almeno una delle soglie ASN previste. Che fine ha fatto tutto ciò? Anche la formazione pratica e non solo la banale lezione frontale deve essere supportata da un robusto impianto scientifico: la Specializzazione è a buon diritto n titoloni terzo livello della formazione, equiparabile al Dottorato di Ricerca.

  22. Mario Testini 12 Giugno 2019 Rispondi

    Cari Tutti, senza alcun dubbio bisogna andare avanti fino a misure drastiche a cui accennava Ludovico. Il mondo ospedaliero puro (esistono le Aziende miste come la mia) è sicuramente caratterizzato da molti aspetti positivi ma a macchia di leopardo. E’ impensabile che il tutoraggio e l’insegnamento di un medico in formazione possano essere “delegati” a strutture con presunti docenti che non solo non abbiano le “mediane” ma che non siano in grado – a volte – di scrivere un case report.
    Quanto all’ ACOI, caro Annibale, stendiamo un velo pietoso… “quando la volpe non può arrivare all’uva dice che è acerba… “. Sono stato due anni in Commissione ASN e ti assicuro che di ospedalieri che anelavano a ragione o a torto a fare il “grande salto” ne ho visti moltissimi …
    Un abbraccio a tutti. Mario Testini

  23. Ludovico Docimo 12 Giugno 2019 Rispondi

    vi invio il link dei video del congresso di Matera e contrariamente a quanto ritenuto da qualcuno, gli ospedalieri non mi sembrano distrutti dal Decreto, entrano nel merito della formazione e soprattutto della qualità della stessa nel nostro paese e stranamente nelle stesse ore organizzano lo streaming con la Grillo….vedere per credere….

    https://www.google.it/search?client=safari&hl=it-it&q=acoi+matera&sa=X&ved=2ahUKEwjDspyboOLiAhVF2aQKHWTIAcsQ1QIwCnoECAwQAg&biw=375&bih=621

  24. Nicolò de Manzini 12 Giugno 2019 Rispondi

    ho letto i pareri di tutti ed ho ascoltato l’intervista di Marini. Credo che dobbiamo tutti abbassare i toni e riflettere al miglior modo di portare a casa un risultato positivo non tanto per noi ma per i futuri chirurghi. Reinnescare vecchie polemiche Università /Ospedale ci fa solo sbagliare di obiettivo.
    A vedere bene le cose un minimo di autocritica va fatta: se molti specializzandi o ex specializzandi non sono contenti (eufemismo) della loro formazione presente o passata , da qualche parte una nostra responsabilità ci deve essere. Parla uno che finì la specialità con 30 interventi da primo operatore e scappò dall’Italia per imparare a operare. Dall’altra parte parliamo pure di reparti ospedalieri che fanno 30 colon all’anno, tutti operati dal primario, senza spazi e con molte frustrazioni per gli strutturati (e non parlo degli specializzandi), senza linee guida o verifiche.
    Questo per dire che il nostro sistema è imperfetto da molte parti, ospedaliere e universitarie.
    In questo momento non credo quindi che condurre la battaglia contro gli ospedalieri sia proficuo.
    Con un ritardo colossale è ora di proporre qualcosa per rendere attrattiva e interessante la carriera chirurgica: ben vengano i primissimi punti ( e solo loro) del decreto incriminato: che uno specializzando possa concorrere prima della specialità e prendere servizio da specialista mi sembra utile e proficuo. Che ci sia una rotazione in tutta la rete formativa( da alcuni di noi completamente ignorata per anni) , mi sembra basilare, a patto che la rete abbia i requisiti previsti dalla legge, tra cui quelli di cui parlava Miccoli. Che il Direttore e il Consiglio di Scuola monitorino e seguano per bene la carriera di ogni specializzando è doveroso, e se viene fatto bene è gravoso ma utile. Che ci sia un tutoraggio non solo pratico ma anche scientifico, tale da mettere in grado uno specializzando di pubblicare almeno un paio di lavori su una rivista “peer reviewed” e non solo di fare una penosa comunicazione a SIC o ACOI senza rispetto dei tempi e della metodologia.
    CRUI e Conferenza dei Direttori di Dipartimento si sono orientate in tal senso, e hanno avviato un dialogo con due ministri, invece di uno scontro frontale. Se non è troppo tardi , solo la nostra capacità di governare la filiera formativa secondo la legge ma con forza e competenza potrà evitare che la Chirurgia sia insegnata solo sul campo, magari bene da qualcuno, ma senza una reale visione pedagogica.
    Sostengo con forza il nostro Presidente del Collegio, che è molto addentro ai meccanismi ministeriali per portare a casa un risultato.
    Non mi abbasserei a rispondere a grida di sindacalisti beceri o di ospedalieri col dente avvelenato per motivi personali.
    Scusate la lunghezza del messaggio,
    Nicolò

  25. Gilberto Poggioli 12 Giugno 2019 Rispondi

    Sono d’accordo con Niccolo’

  26. Ludovico Docimo 12 Giugno 2019 Rispondi

    Caro Nicolò,
    se ti riferisci ai miei toni, ti invito a rileggere le mie affermazioni, poiché non mi sembrano alti; piuttosto, rispetto ad altri interventi che immaginavano un disappunto del mondo ospedaliero rispetto al Decreto, che allo stato trasferisce la parte pratica agli stessi ospedali, invitavo a verificare i reali umori di chi ritiene di principio l’università non adeguata per la formazione dei chirurghi. Se poi i decreti attuativi saranno in grado di tutelare dapprima i pazienti, quindi gli specializzandi ed infine il ruolo universitario, sarò il primo a compiacermene, allo stato sono sinceramente preoccupato e prima di pentirmi di un esito sgradito caratterialmente cerco, affianco al nostro Presidente, di non rimanere inattivo.

  27. Gilberto Poggioli 12 Giugno 2019 Rispondi

    Vorrei aggiungere alcune cose :
    1) non e’ la possibilita di c partecipare ai concorsi ai ragazzi dell’ultimo anno il problema ( questo era gia’ presente nella finanziaria) quanto tutte queste sciocchezze sul part time e sulla possibilita di aziende regioni di usare gli specializzandi per tamponare i buchi , vedrete che molti di questi ragazzi verranno sbattuti nei pronto soccorsi dove non vuole andare nessunoriducendo ancora di piu la loro ( poca) voglia di fare i chirurghi . Allora il problema non sono gli ospedalieei anzi dovremmo coinvogere quelli di qualita usando i criteri che valevano per gli universitari nella banca dati di Agenas.
    2 ) dobbiamo puntare a rendere inoffensiva questa parte del decreto non rifiutandoci di parlare con le regioni ma anzi chiedendo che ci finanzino piu borse . Questa e’ la strada intrapresa dal veneto , dall’emilia e ceedo anche dalla lombardia

  28. Massimo Chiarugi 13 Giugno 2019 Rispondi

    Un saluto a tutti.
    Ho sentito molti commenti interessanti e ragionevoli e approvo il documento..Anche la Regione Toscana sta finanziando più borse, a vantaggio di quelle Scuole che hanno un potenziale formativo accreditato superiore al nr. delle borse ministeriali. Vedremo.
    Ho delle difficoltà interpretative del decreto sulle quali chiedo il vs. aiuto:
    1.Il SSN avvalendosi del Decreto Calabria potrebbe utilizzare specializzandi a basso costo rinnovando poi i contratti con altri specializzandi al termine di due anni. Di fatto potrebbe non esserci interesse per il SSN a fare concorsi per posizioni a tempo indeterminato se non obbligato in tal senso.
    2. L’attivazione di contratti SSN è obbligatorio per tutti gli specializzandi degli ultimi due anni o è discrezionale sulla base delle esigenze di personale delle UU.OO che fanno parte della rete formativa?
    E’ così?
    Perdonatemi infine la personale esternazione : di ritorno da Matera rabbrividisco al pensiero di affidare la formazione dei nostri studenti a molti dei chirurghi che ho ascoltato.

  29. Giuseppe Pappalardo 13 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi, ho letto con molta attenzione ed interesse tutti gli interventi e gli atti relativi al decreto Calabria.Il pericolo è che mentre noi facciamo quanto possibile per fermare l’attuazione di questo decreto , il governo vada avanti speditamente con decreti attuativi e colpi di mano. Ritengo che se vogliamo tutelarci sia opportuno presentare un ricorso al TAR del Lazio ,competente territoriale, con richiesta di sospensiva ed invio alla Corte Costituzionale per valutare eventuali profili di incostituzionalità. Comprendo le eventuali obiezioni di molti di voi sull’opportunità di percorrere una via giudiziaria ,ma la storia insegna che “mentre a Roma si discute, Segunto….” Ne ho parlato ad Andrea Lenzi come presidente dell’intercollegio e mi farà sapere sull’opportunità di seguire tale via. Questa procedura ci consentirebbe di prendere tempo e di evitare colpi di mano. Affido alla riflessione di tutti voi l’opportunità o meno di questa proposta. G.Pappalardo

  30. Ludovico Docimo 13 Giugno 2019 Rispondi

    Caro Massimo, caro Pino, cari tutti,
    mi scuserete se vi continuo ad inviare messaggi, ma la rassegnazione non è la mia dote migliore.
    Purtroppo il Decreto Calabria non specifica molti dettagli, ma apre il campo a quello che ampiamente a Matera è stato ribadito con enfasi: l’Ospedale di Scuola, ben diverso dalle nostre aziende universitarie.
    1) Al momento tale “opportunità” potrebbe essere utilizzata fino al 31 dicembre 2021, ma sappiamo bene che in Italia non c’è nulla di più definitivo del provvisorio……
    2) nello stesso articolo 12) c’è una frase che si presta a pericolose interpretazioni:…”La formazione teorica competerà all’Università. La formazione pratica è svolta presso l’azienda sanitaria o gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. In pratica all’esterno delle Università.
    Per quanto riguarda un eventuale ricorso in sede amministrativa, questo potràessere intentato soltanto dopo l’approvazione, ed in tal senso c’è già fermento, dovremo decidere se eventualmente aderire, ma non al Tar, bensì al Consiglio di Stato o al Presidente della Repubblica per profili di incostituzionalità.

  31. Silvestro Canonico 13 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi,
    vi inoltro quanto pubblicato oggi su QuotidianoSanità, che mi sembra assolutamente condivisibile. Non molliamo!
    Un abbraccio
    Silvestro Canonico
    PS Scusate per alcune imperfezioni nel copia-incolla

    I tre pericoli degli specializzandi dirigenti

    12 GIU – Gentile Direttore,
    quanto previsto dall’articolo 12 del Decreto Calabria (Inquadramento nella dirigenza del ruolo sanitario dei medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno di corso o, nel caso di corsi durata quinquennale, al penultimo anno) introduce una serie di potenziali pericoli per il binomio medico-paziente, per il Servizio Sanitario Nazionale, per il sistema universitario della Scuole di Specializzazione.

    E’ un pericolo per il paziente, che viene esposto al giudizio diagnostico e all’atto terapeutico di un Medico che non ha ancora completato il suo percorso formativo specialistico e quindi si caratterizza per maturità decisionale e tecnico-operativa incompleta. La qualità dell’assistenza erogata al paziente in queste condizioni, in particolare nelle discipline della Medicina d’urgenza, non è garantita in alcun modo, come garantito non è il rapporto medico-paziente nella sua reciprocità.

    E’ un pericolo per il Servizio Sanitario Nazionale, che nella illusione di colmare l’ obiettiva carenza di Medici specialistici non soddisfa con la necessaria qualità l’aspettativa di cura del paziente ma di fatto ne abbassa il livello e introduce il rischio di situazioni rilevanti anche in termini responsabilità civile e penale.

    E’ infine un pericolo per il sistema universitario delle Scuole di Specializzazione. Occorre ricordare che grazie anche ai requisiti strutturali e assistenziali imposti dal Decreto Interministeriale 2017/402 le Scuole hanno grandemente migliorato l’offerta sia teorica che professionalizzante, garantendo agli Specializzandi un percorso scandito da gradualità nella autonomia e da esperienze in una rete formativa costruita sui principi della qualità e della integrazione di competenze. In questo percorso formativo lo Specializzando è costantemente supervisionato o affiancato da tutors che ne giudicano e al contempo incoraggiano autonomia e spirito di iniziativa in un contesto di sicurezza che oltre a tutelare lo Specializzando protegge il paziente e il Servizio Sanitario, proprio laddove gli effetti del Decreto Calabria avrebbero effetti destabilizzanti. L’inquadramento accelerato degli Specializzandi degli ultimi anni nei quadri del servizio Sanitario Nazionale interrompe questo percorso nel suo momento finale e più delicato.

    I tre pericoli connaturali all’articolo 12 del Decreto Calabria si aggravano quindi l’uno con l’altro. Non si formano Medici capaci e responsabili né si aiuta il Servizio Sanitario Nazionale e il suo fruitore, il paziente, con accelerazioni nell’accesso alla professione specialistica oppure marginalizzando il ruolo delle Scuole alla sola formazione teorica, come vorrebbe il citato articolo. Né consola più di tanto il fatto che l’inquadramento dello Specializzando nei ruoli del Servizio Sanitario avverrebbe in una struttura della rete formativa selezionata dal consiglio della Scuola. Una cosa è usufruire della rete formativa per completare, per l’appunto, un percorso protetto di formazione, ben altra cosa è ritrovarvisi in situazioni di incompleta maturità professionale e obiettiva vulnerabilità sia per lo Specializzando che per il paziente.

    Altre sono le misure necessarie per risolvere la carenza di Medici specialistici. Si dovrebbe iniziare da una maggiore attenzione al numero e alla distribuzione delle borse di specializzazione tra le varie discipline. Qualcosa si è messa in moto in tal senso, questo va riconosciuto. Il Decreto Calabria è una deviazione non molto sensata da questo percorso virtuoso. Ben venga il dialogo tra Ministeri competenti e rappresentati del mondo universitario, compresi gli specializzandi, ma lo stralcio dell’articolo 12 dovrebbe essere la cosa più sensata da fare in questo momento.

    Giorgio Minotti
    Università Campus biomedico – Roma

  32. Giuseppe Pappalardo 14 Giugno 2019 Rispondi

    Caro Ludovico, per quanto ne so io,se si volesse intraprendere la via del ricorso , è ovvio che bisogna attendere che venga pubblicato in gazzetta il provvedimento, ma poi non ci si può rivolgere direttamente al consiglio di stato ,che rappresenta il secondo grado di giudizio amministrativo senza passare dal Tar (primo grado). Rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica o alla Corte Costituzionale , non consente di ottenere la sospensiva e quindi interrompere immediatamente l’attuazione dell’eventuale decreto. G.Pappalardo

  33. Scusatemi, condivido moltissimo di quello che è stato pubblicato fino ad ora. Tutti dobbiamo cercare ,in ogni modo di contrastare questa….consentitemelo…porcheria. Sicuramente ,se viene approvata , tentare di fare pronunciare il TAR de Lazio .Credo, inoltre , che sarebbe opportuno cercare di fare pronunciare le associazioni dei cittadini…comitati civici etc…Vogliono essere curati da medici non specialisti ?
    Che rispondano….un caro saluto Mara

  34. Ludovico Docimo 14 Giugno 2019 Rispondi

    Lettere al direttore
    HomeCronacheGoverno e
    ParlamentoRegioni e
    Vi allego alcune mie riflessioni inviate al Direttore di Quotidiano Sanità e pubblicata oggi

    segui quotidianosanita.it

    Contro la carenza di medici, si renda la professione attrattiva

    14 GIU – Gentile Direttore,
    mi associo alle giuste preoccupazioni di chi opportunamente su queste colonne ha focalizzato le potenziali e pericolose ripercussioni del “Decreto Calabria”. Da clinico sottolineo i rischi di curare il sintomo e non le cause di una malattia; sarebbe come dare un antidolorifico in caso di peritonite invece di intervenire per rimuoverne il fattore scatenante.

    Se oggi mancano oltre 1.300 Chirurghi nel nostro Paese, questa è la conseguenza di errori del passato, senz’altro non imputabili alle Università, bensì al mancato turnover, al numero limitato dei posti disponibili e soprattutto alla crisi vocazionale, per la quale occorre una approfondita riflessione sulle reali cause e sui possibili rimedi; a titolo esemplificativo, infatti, lo scorso anno in Italia, su 6.700 iscritti a tutte le scuole di specializzazione di area medica, soltanto 40 hanno indicato come prima scelta Chirurgia generale.

    Il motivo di questo drammatico allontanamento rispetto a tale professione, che fino a qualche decennio fa era al contrario molto ambita, con un numero di candidati 10 volte maggiore rispetto ai posti disponibili, ritengo sia da individuare – soprattutto, ma non soltanto, nei Pronto Soccorso – nei maggiori ritmi lavorativi rispetto ad altre discipline e alle più gravose responsabilità, per non parlare delle crescenti aggressioni, per le quali poco o nulla le istituzioni hanno finora realizzato; il medico che lavora in ospedale non è ancora considerato un Pubblico ufficiale. A questi problemi si aggiungono le sempre più frequenti azioni di rivalsa, che nella maggior parte dei casi si dimostrano prive di alcun fondamento ed intentate ai soli fini speculativi, che fanno aumentare notevolmente i costi delle coperture assicurative, che a loro volta superano gli stessi guadagni dei giovani specialisti, quando trovano collocazione lavorativa nei pronto soccorso e nelle strutture private, al punto da indurli a preferire l’emigrazione verso altri paesi europei, contribuendo alla preoccupante fuga di cervelli dei nostri giovani.

    Al di là della scarsa remunerazione rispetto al resto dell’Europa occidentale, la scelta di diventare Chirurghi nella maggior parte dei casi rappresenta un ripiego, talvolta anche temporaneo, poiché spesso negli anni successivi – prima di conseguire il titolo – , dopo ripetuti tentativi, lo stesso specializzando in Chirurgia riesce finalmente ad accedere alla scuola desiderata, perdendo uno specialista di domani e precludendo a chi avrebbe voluto fare il Chirurgo di accedere al suo posto attraverso scorrimenti di graduatoria, non previsti dalle normative vigenti.

    A questo problema si aggiunge un mancato sostegno dei mezzi di informazione, che dovrebbero stimolare il senso di emulazione con una visione in positivo, laddove invece spesso vengono enfatizzati potenziali errori, dando risalto a giudizi di parte, che poi si dimostrano il più delle volte errati, senza dare la stessa enfasi alle assoluzioni e alla buona sanità che viene quotidianamente offerta ai cittadini.

    Si confonde il numero degli specialisti disponibili e le carenze di organico con la qualità della formazione erogata finora dalle Università, già organizzata con ben definiti percorsi negli ospedali della rete formativa.

    Oggi, come per il passato, i nostri Specialisti – dopo aver completato il loro percorso – vengono apprezzati ovunque riescono a trovare collocazione lavorativa, confermando la grande tradizione formativa del nostro Paese, in quanto tutti gli specialisti oggi operanti in Italia (molti dei quali con prestigiosi ruoli apicali negli Ospedali) sono stati formati nelle attuali Scuole di Specializzazione e sempre più frequentemente realizzano il desiderio di tornare a lavorare ed insegnare nelle Università.

    Un Governo attento e lungimirante ha quindi il dovere di analizzare le cause delle criticità che attraversa il Paese e di prevenirne le condizioni di rischio, evitando insufficienti soluzioni tampone che potrebbero complicare un quadro già grave.

    In conclusione, al di là della possibile incostituzionalità del Decreto Calabria, affidare la responsabilità di Dirigenza medica a giovani specializzandi ancora in formazione, li esporrebbe a traumatiche ripercussioni sulla loro serenità, oltre ad incidere evidentemente sulla sicurezza dei pazienti; sarebbe come affidare un pulmino scolastico ad un giovane autista più o meno prossimo all’esame di patente. Occorre, invece, realizzare una programma strategico, che attragga i giovani alla meravigliosa professione della Chirurgia, sostenendone il fascino e la dignità della scelta, ma soprattutto tutelandone il ruolo, sotto il profilo umano, giuridico e patrimoniale.

    Ludovico Docimo
    Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università della Campania “Luigi Vanvitelli”

    14 giugno 2019
    © Riproduzione riservata

  35. Annibale Donini 14 Giugno 2019 Rispondi

    Bravo Ludovico
    Mi sembra che sei riuscito , senza alzare i toni, a comunicare in modo corretto le varie problematiche che si stanno affrontando in questi giorni .
    Forse sarebbe utile che anche il Collegio prenda una posizione pubblica , non lasciamo che a parlare di formazione sia solo l’ACOI e l’ANAO .

  36. Rocco Bellantone 15 Giugno 2019 Rispondi

    Caro Annibale
    Stiamo preparando un comunicato che uscirà nelle prossime ore a firma della Conferenza dei Presidi e dell’intercollegio.
    Assieme ad altri Collegi stiamo preparando una proposta articolata.
    Stiamo sollecitando un parere del Consiglio Superiore di Sanità che costituirà un gruppo di lavoro ad hoc rapidamente.
    Continuo infatti a ritenere che al di là della soddisfazione di sfogarsi, soltanto azioni istituzionali condivise e coinvolgenti hanno qualche minima possibilità di far presa. Comunque il 12 luglio in Assemblea decideremo con la massima partecipazione cosa fare ancora.
    Cordialmente
    Rocco

  37. Giuseppe Pappalardo 15 Giugno 2019 Rispondi

    Caro Ludovico, ho molto apprezzato la tua esaustiva analisi della crisi della professione del chirurgo che rappresenta un problema in tutto il mondo occidentale e non solo in Italia. Ritengo che sia arrivato il momento di evidenziare ,oltre alla nostre indubbie responsabilità, anche quelle della politica. Rocco e Nicolò ricorderanno certamente l’incontro al ministero della Salute che avemmo con l’allora ministro in carica . Presentammo , come collegio dei chirurghi universitari, alcune proposte che rappresentavano solo l’inizio del recupero della dignità e della necessaria sicurezza che dovrebbero essere garantite ai chirurghi nell’esercizio della loro professione , fin dal momento della selezione. Uscimmo con la sensazione che le nostre proposte fossero considerate più che degne di attenzione e quindi di conseguenti scelte politiche. Poco dopo uscì un decreto che andava in senso opposto. Evidentemente, fu ritenuto più opportuno ascoltare altre istanze che garantivano maggior consenso elettorale. Questo è il punto critico del nostro paese, e forse non solo di questo, sia per la formazione che per tanti altri aspetti. La ricerca continua del consenso elettorale (c’è sempre un elezione vicina da considerare) impedisce di prendere decisioni per il bene della collettività a prescindere dal consenso immediato. Dobbiamo comunque andare avanti con quello spirito di servizio e con la tenacia che ha caratterizzato la vita professionale di tutti noi. G.Pappalardo

  38. Gilberto Poggioli 15 Giugno 2019 Rispondi

    Rocco e’ persona equilibrata e lungimirante . Apprezzo molto quello che stai facendo , cosi come apprezzo tutti quelli che pur con declinazioni diverse stanno dando vota ad un dibattito che a volte puo sembrare rabbioso ma che dimostra entusiasmo e amore per questa professione . Mentre il paese sta andando giu questo entusiasmo ritrovato del collegio ame da grande forza

  39. Annibale Donini 15 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimo Rocco
    ti ringrazio per la precisazione ma a mio parere le questioni sul tavolo vanno separate . Da un lato esiste il problema del tentativo di sottrarre la formazione specialistica all’università tutta, su questo ritengo che l’approccio che hai descritto sia il più corretto (Intercollegio Conferenza dei Presidi …) .
    Esista però anche un problema che riguarda unicamente noi Chirurghi Universitari.
    E’ a noi e solo a noi che si rivolge l’ACOI quando dice che non siamo in grado di formare chirurghi ed era a questo aspetto che mi riferivo quando dicevo che dovremmo prendere una posizione pubblica.
    Cordialmente
    Annibale

  40. Rocco Bellantone 15 Giugno 2019 Rispondi

    Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Al Ministro della Salute
    Mozione
    La Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia La Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica
    specializzazione nella disciplina oggetto del concorso”;
    VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica n. 483 del 10 dicembre 1997 e nello specifico l’art.
    24 nel quale, tra i requisiti specifici di ammissione ai concorsi per l’accesso alla Dirigenza Medica,
    declina il possesso della “
    VISTO il Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 368 e, in particolare, l’art. 20, così come modificato
    dall’art. 21 del Decreto Legge 12 settembre 2013 n.104, convertito in legge 8 novembre 2013 n. 128
    e dall’art. 15 del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 114;
    VISTO il Decreto Ministeriale 1 agosto 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258 del 5
    novembre 2005, recante “Riassetto delle scuole di specializzazione di area sanitaria” e successive
    modifiche e integrazioni;
    VISTA la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005 VISTO il Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015, n. 68, “Riordino scuole di specializzazione di
    area sanitaria”;
    VISTO il Decreto Interministeriale 402/2017, “Decreto interministeriale recante gli standard, i requisiti e gli indicatori di attività formativa e assistenziale delle Scuole di specializzazione di area sanitaria”;
    VISTO l’emendamento 12.200 all’art. 12 del “Disegno di Legge: Conversione in legge del Decreto- legge 30 aprile 2019, N.35, recante misure emergenziali per il servizio sanitario della regione Calabria e altre misure urgenti in materia di sanità” di seguito riportato:
    “All’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, sono apportate le seguenti modificazioni:
    a) al comma 547, le parole: «I medici in formazione specialistica iscritti all’ultimo anno del relativo corso» sono sostituite dalle seguenti: «I medici e i medici veterinari iscritti all’ultimo anno del corso di formazione specialistica nonché, qualora questo abbia durata quinquennale, al penultimo anno del relativo corso»;
    b) al comma 548, dopo le parole: «dei medici» ovunque ricorrono, sono inserite le seguenti: «e dei medici veterinari»; c) dopo il comma 548, sono aggiunti i seguenti:
    «548-bis. Le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio e nei limiti di spesa per il personale previsti dalla disciplina vigente, possono procedere fino al 31 dicembre 2021, all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato con orario a tempo parziale in ragione delle

    esigenze formative, disciplinato dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, di coloro che sono utilmente collocati nella graduatoria di cui al comma 547, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea relativamente al possesso del titolo di formazione medica specialistica. Il contratto non può avere durata superiore alla durata residua del corso di formazione specialistica, fatti salvi i periodi di sospensione previsti dall’articolo 24, commi 5 e 6, primo periodo, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e può essere prorogato una sola volta fino al conseguimento del titolo di formazione medica specialistica e comunque per un periodo non superiore a dodici mesi. L’interruzione definitiva del percorso di formazione specialistica comporta la risoluzione automatica del contratto di lavoro. I medici e i medici veterinari specializzandi assunti ai sensi del presente comma sono inquadrati con qualifica dirigenziale e al loro trattamento economico, proporzionato alla prestazione lavorativa resa e commisurato alle attività assistenziali svolte, si applicano le disposizioni del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale della dirigenza medica e veterinaria del Servizio sanitario nazionale. Essi svolgono attività assistenziali coerenti con il livello di competenze e di autonomia raggiunto e correlato all’ordinamento didattico di corso, alle attività professionalizzanti nonché al programma formativo seguito e all’anno di corso di studi superato. Gli specializzandi, per la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato, restano iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e la formazione specialistica è a tempo parziale in conformità a quanto previsto dall’articolo 22 della direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005. Con specifici accordi tra le Regioni, le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Università interessate sono definite le modalità di svolgimento della formazione specialistica a tempo parziale e delle attività formative teoriche e pratiche previste dagli ordinamenti e regolamenti didattici della scuola di specializzazione universitaria. La formazione teorica compete alle Università. La formazione pratica è svolta presso l’azienda sanitaria o l’ente d’inquadramento, purché accreditati ai sensi dell’articolo 43 del decreto legislativo n. 368 del 1999, ovvero presso gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico. Nel suddetto periodo gli specializzandi non hanno diritto al cumulo del trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica di cui agli articoli 37 e seguenti del decreto legislativo n. 368 del 1999, fermo restando che il trattamento economico attribuito, con oneri a proprio esclusivo carico, dall’azienda o dall’ente d’inquadramento non può essere inferiore a quello già previsto dal contratto di formazione specialistica. A decorrere dalla data del conseguimento del relativo titolo di formazione medica specialistica, coloro che sono assunti ai sensi del presente comma sono inquadrati a tempo indeterminato nell’ambito dei ruoli della dirigenza del Servizio sanitario nazionale ai sensi del comma 548.
    548-ter. L’assunzione di cui al comma 548-bis è subordinata al previo accertamento delle seguenti condizioni:
    a) preventiva definizione della programmazione dei fabbisogni di personale;
    b) indisponibilità di risorse umane all’interno dei medesimi aziende ed enti, anche in relazione al ricorso a tutti gli istituti previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente;
    c) assenza di valide graduatorie regionali di concorso pubblico o avviso pubblico, alle quali attingere per eventuali assunzioni a tempo indeterminato o a tempo determinato;
    d) in presenza delle graduatorie di cui alla lettera c), rifiuto dell’assunzione da parte dei soggetti utilmente collocati nelle graduatorie stesse;
    e) indizione, nell’ipotesi di assenza di graduatorie, successivamente al 1o gennaio 2019, di procedure per l’assunzione di personale con contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, risultate infruttuose, relative alle medesime funzioni.».
    TENUTO CONTO di quanto emerso nel confronto avvenuto in data 10 giugno 2019 presso la sede del MIUR
    La Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia La Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica
    PRENDONO ATTO delle convergenze emerse durante la citata riunione del 10 giugno 2019 nella convinzione che possano essere alla base dello sviluppo di un costruttivo dialogo in grado portare ad una fattiva collaborazione nell’interesse di un sempre maggiore qualificazione della formazione medica specialistica e dell’assistenza erogata dalle strutture del SSN.
    PRENDONO ATTO con rammarico della comunicata impossibilità per motivi politici e tecnici di procedere all’auspicato stralcio e/o emendamento dell’art. 12 del D.L. n. 35 del 30 aprile 2019 così come approvato dalla Camera dei Deputati

    CONTINUANO A ESPRIMERE PERPLESSITÀ, in completo accordo con quanto osservato dalla CRUI nella nota del 5 giugno ultimo scorso, per gli effetti che l’approvazione definitiva di tale emendamento potrebbe comportare per la corretta attuazione del percorso formativo degli assistenti in formazione delle Scuole di Specializzazione di area medica, con evidente rischio di perdita della validità del titolo rilasciato dalle Università per mancato rispetto delle direttive europee in materia di standard formativi degli specializzandi; in questo senso si sottolinea la discussa evidente incongruità, correttamente rilevata anche da alcune autorevoli organizzazioni degli specializzandi di area medica e dei giovani medici, di quanto previsto in termini di applicazione concreta del concetto di “formazione a tempo parziale” che comporterebbe, secondo quanto disposto dalla citata direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo, un inevitabile allungamento del percorso di specializzazione per il conseguimento dei crediti formativi, stabiliti per legge, e evidentemente incomprimibili, sia ai fini del raggiungimento degli standard europei, sia per non dequalificare la formazione medica specialistica (l’allungamento necessario peraltro facilmente supererebbe i tempi massimi di rinnovo dei contratti previsti dall’emendamento stesso); si prende atto della disponibilità manifestata durante il citato incontro ad affrontare la problematica in ulteriori confronti al fine di giungere ad una soluzione condivisa.
    RILEVANO l’ineludibilità del fatto che, ai fini di un’adeguata formazione, la frequenza degli assistenti in formazione presso i presidi ospedalieri e le strutture territoriali del Servizio Sanitario Nazionale non possa avvenire se non all’interno di quelle facenti parte delle reti formative delle Scuole di Specializzazione e accreditate un base ai requisiti strutturali e di qualità di cui ai citati D.I. 68/2015 e 402/2017 e prendono atto dell’impegno assunto in tal senso nel citato incontro;
    RILEVANO, in accordo con quanto osservato anche dal Consiglio Universitario Nazionale, che il concetto di assunzione progressiva di responsabilità non può essere in nessun modo confuso con la piena assunzione di responsabilità che può essere raggiunta dallo specializzando solo al termine del percorso formativo; quindi in ogni caso la funzione dello specializzando non può essere considerata sostitutiva dell’attività del Dirigente Medico e la sua attività deve essere costantemente supervisionata dai tutor, individuati dai Consigli delle Scuole, che assumono piena responsabilità degli atti medici svolti dallo specializzando in formazione e questo a tutela sia degli assistenti in formazione, sia degli assisti e prendono atto in tal senso dell’impegno assunto nel citato incontro circa la necessità che la totalità del progetto formativo resti sempre sotto l’egida della Scuola di Specializzazione;
    RILEVANO LA NECESSITÀ che all’interno della circolare applicativa, la cui stesura è stata concordata nel citato incontro, sia valorizzato l’enorme lavoro effettuato dall’Osservatorio Nazionale della Formazione Medica Specialistica, dagli Atenei e dalle strutture accreditate nelle reti formative nel percorso di accreditamento nazionale delle Scuole di Specializzazione di area medica, prevedendo chiaramente che il periodo degli eventuali contratti sia ricompreso nei 18 mesi già previsti per la frequenza al di fuori delle strutture di sede della Scuola al fine di rendere più omogenea possibile la formazione degli assistenti in formazione che, come è noto, su base volontaria e tramite partecipazione a concorso, adiranno i contratti e di quelli che non lo faranno e prevenire la possibile creazione di percorsi formativi di diversa qualità all’interno anche della medesima scuola.
    RICORDANO il rischio dei profili di incostituzionalità dell’emendamento in questione di cui alla memoria, elaborata da illustri giuristi, che ad ogni buon conto si allega alla presente mozione (All.1).
    SEGNALANO come gran parte delle criticità da risolvere si sia verificata anche per la mancanza di qualsiasi forma di preventiva consultazione dei diretti interessati dalle misure proposte (organizzazioni degli specializzandi e istituzioni universitarie) e come sia indispensabile ai fini della corretta stesura della circolare applicativa procedere alla consultazione di tutti i portatori di interesse,

    e far ampio riferimento a quanto già declinato dal comma 4 dell’art. 3 del citato Decreto Interministeriale 4 febbraio 2015, n. 68, “Riordino scuole di specializzazione di area sanitaria”
    La Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia La Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica
    CHIEDONO ai Sig.ri Ministri in indirizzo l’istituzione del tavolo tecnico, per il quale si dichiara pronta disponibilità a partecipare, al fine di poter giungere alla stesura della concordata circolare applicativa, da promulgare possibilmente nel momento stesso della pubblicazione della conversione in legge del decreto in questione, per dare fin da subito le indicazioni necessarie a non mettere a rischio la qualità della formazione medica specialistica attualmente sempre più garantita dal sistema di accreditamento delle Scuole di Specializzazione, ormai in fase avanzata di attuazione, che correttamente prevede, sotto la guida e la gestione degli Atenei, la costituzione e l’utilizzo delle reti formative per ottenere Specialisti di fatto già inseriti nel SSN e nei SSR e sempre più grado di garantire ai cittadini alti livelli di qualità e appropriatezza di diagnosi e cura.
    Roma 14 giugno 2019
    Il Presidente della Conferenza Permanente Il Presidente dell’Intercollegio di Area Medica Facoltà e Scuole di Medicina e Chirurgia Prof. Andrea Lenzi
    Prof. Carlo Della Rocca
    Seguono gli elenchi dei componenti della Conferenza Permanente delle Facoltà e delle Scuole di Medicina e Chirurgia (All.2) e della Conferenza Permanente dei Collegi di Area Medica (All.3) che all’unanimità hanno votato la presente mozione

  41. Rocco Bellantone 17 Giugno 2019 Rispondi

    Carissimi
    Vi girò quanto fattomi pervenire dal Prof. Lenzi Presidente Intercollegio

    Carissimi,
    vi invio il testo di un’intervista a QS (http://www.quotidianosanita.it/) che è già on line sul sito ed andrà nella newsletter di domani mattina.
    http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=74999

  42. Marco Montorsi 7 Luglio 2019 Rispondi

    https://www.readcube.com/articles/10.1007/s13304-019-00672-x

    Carissimi
    Con piacere vi allego un paper di prossima pubblicazione su UPIS sul tema della formazione postgraduate in chirurgia a firma di Nicolò De Manzini e mia .
    Lieti di ricevere vostri commenti e suggerimenti
    Cari saluti
    Marco Montorsi

  43. Gilberto Poggioli 7 Luglio 2019 Rispondi

    E’ perfetto . Chiaro sintetico e molto efficace . Poche chiacchiere e regole certe

  44. Mario Taffurelli 7 Luglio 2019 Rispondi

    Ottimo! Esplicito ed efficace. Giustissima presa di posizione, ci voleva!

  45. Vito D'Andrea 7 Luglio 2019 Rispondi

    Mi congratulo e mi compiaccio con Marco e Nicolò per l’elegante editoriale, di prossima pubblicazione su UPIS, che fa il punto sulla specializzazione in Chirurgia Generale, proponendo anche due innovazioni:

    1) la valutazione preventiva fondata sulla motivazione del candidato specializzando;
    2) la limitazione della scelta alle tre grandi aree, medica, chirurgica, dei servizi.

    Mentre la seconda innovazione è già operativa, la prima è più difficile da apportare al sistema.

    Intanto l’Art.12 del Decreto Calabria è diventato legge: all’Università rimane soltanto la formazione teorica dello specializzando, che può essere assunto, con incarichi dirigenziali, prima ancora di avere conseguito la specializzazione. E’ una normativa incostituzionale, sbagliata, facile da cancellare con un ricorso ben fatto .

    http://vitodandrea.it

  46. Ludovico Docimo 9 Luglio 2019 Rispondi

    Caro Marco,
    Condivido assolutamente i concetti espressi, proporrei soltanto la seguente modifica: “but it is (no longer) tolerable that newly trained specialists do not achieve adequate technical skills in their curriculum, a cur-riculum that is also validated by the Ministry of Education, University and Research”
    In quanto credo sia giusto affermare quanto non siano tollerabili limiti formativi, eliminerei decisamente il “no longer” che rappresenterebbe un’ammissione di autocritica che dobbiamo riservarci nei confronti interni,
    Guardiamo al futuro e affermiamo più semplicemente che non è tollerabile….

  47. Francesco Corcione 10 Luglio 2019 Rispondi

    Bravissimi Marco e Nicoló. Ho una sola preoccupazione: non so se i nostri politici leggono l’inglese….

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