Saluto del prof. Vito D’Andrea


Al Collegio dei Professori Ordinari di Chirurgia:

Cari Amici e Colleghi,

sono davvero lieto ed onorato di far parte del VS Collegio.

L’ammirazione e la stima per il VS Collegio mi indusse, una dozzina di anni fa, a fondare l’omologo Collegio dei Professori Associati di Chirurgia Generale.

Penso che il Collegio debba perseguire, al tempo stesso, finalità scientifiche e di categoria. Tra le finalità scientifiche, le innovazioni tecnologiche in chirurgia ed i brevetti sono obbiettivi che il Collegio deve incoraggiare e promuovere. Tra le finalità “di categoria”,indico il diritto all’apicalità nelle aziende ospedaliere universitarie e l’aumento dell’età pensionabile da 70 a 72 anni, da perseguire con l’Intercollegio e con l’Associazione Nazionale Magistrati.

L’abrogazione del +2 nella presente legislatura contrasta con l’aumento dell’aspettativa di vita e risente dell’errata teoria secondo cui un più precoce pensionamento favorirebbe l’assunzione dei giovani. Al contrario, soltanto una riduzione del debito pubblico, conseguente all’aumento dell’età pensionabile da 70 a 72 anni, potrebbe favorire l’assunzione dei giovani.

Nella mia qualità di “Esperto di Sistema” dell’A.N.V.U.R., penso che le “soglie” del settore concorsuale 06/C1 Chirurgia Generale siano basse e che il sistema delle autocitazioni e dello scambio di citazioni sia da riformare, al fine di ottenere un più elevato rigore metodologico nelle valutazioni. La “co-authorship” dei lavori scientifici dev’essere regolamentata, dividendo l’impatto e le citazioni tra i co-autori, affinchè un lavoro di un unico autore valga molto di più di un lavoro condiviso da numerosi co-autori.

Vi saluto cordialmente,

Vito D’Andrea


Profilo e Curriculum Vitae del prof. Vito D’Andrea

 

 

Commenti (...)

  1. gianfranco 20 novembre 2017 Rispondi

    Benvenuto e grazie di stare con noi ,visto il tuo CV !
    Sono pienamente in accordo con le tue considerazioni !
    Benvenuto ,abbiamo bisogno di gente come te .
    Prof. Gianfranco Amicucci .

  2. G.Pappalardo 21 novembre 2017 Rispondi

    Caro Vito, ancora una volta benvenuto tra noi, Riguardo le tue considerazioni mi permetto le seguenti osservazioni. Innanzitutto esiste per i docenti universitari la SICU ,la cui prima finalità è promuovere la ricerca . Questo compito pertanto non è prioritario del collegio. Per quanto riguarda le cocitazioni è un problem noto da molto tempo.Ti basti sapere che circa 40 anni fa negli Stati Uniti ,per correggere questa stortura dell’I. F. e del citation index, fu messo a punto un algoritimo che eliminava questo problema . Oggi , grazie agli attuali sistemi informatici, sarebbe facilissimo mettere in pratica queste correzioni nelle valutazioni dei candidati. Sono assolutamente contrario a supervalutare i lavori ad un solo nome. Il nostro è un lavoro di equipe sia nella ricerca che nella clinica e pertanto è fondamentale coinvolger tutti i collaboratori. Non siamo letterati o giuristi !!! Con la stima di sempre, G.Pappalardo

  3. Buscemi Giuseppe 21 novembre 2017 Rispondi

    Caro Vito, ovviamente anch’io ti porgo il mio benvenuto ufficiale per tuo ingresso nel Collegio dei Professori Ordinari di Chirurgia, cosa che avevo già fatto personalmente a Genova in occasione del Congresso SICU !
    Nella tua lettera esprimi qualche spunto di riflessione, che meriterebbe di essere discusso in un contesto assembleare, ma per quanto riguarda i lavori in collaborazione mi trovo in sintonia con Pino Pappalardo, anche se il contributo di un Autore di pubblicazione va sempre valutato in una eventuale prova concorsuale, cosa che, mi pare, venga tenuta in debita considerazione dalle varie Commissioni esaminatrici sia in ambito dell’Abilitazione Nazionale che nei concorsi locali! Nel rinnovarti le mie congratulazioni, porgo un cordiale saluto e abbraccio a tutti i colleghi del Collegio e auspico che, da parte di tutti, si partecipi sempre più numerosi ai temi della nostra categoria e dell’Università in genere.

  4. Autore
    VITO D'ANDREA 21 novembre 2017 Rispondi

    Carissimi,
    Vi ringrazio del gradito benvenuto nel Collegio e dei commenti che avete voluto benevolmente esprimere.
    I lavori scientifici di un unico autore sono rari in Chirurgia Generale, perchè il nostro è un lavoro di equìpe.
    Il confronto dev’essere fatto tra un lavoro pubblicato da 10 co-autori ed un altro lavoro pubblicato da 100 co-autori.
    Con le attuali regole A.N.V.U.R., le citazioni ottenute dal lavoro vengono attribuite ad ogni co-autore.
    Se il lavoro dei 10 co-autori ha ottenuto 10 citazioni, ogni co-autore riceve, su Scopus, 10 citazioni, per un totale di 100 citazioni attribuite ai co-autori.
    Se il lavoro dei 100 co-autori ha ottenuto 10 citazioni, ogni co-autore riceve, su Scopus, 10 citazioni, per un totale di 1000 citazioni attribuite ai co-autori.
    10 citazioni diventano 1000, come la moltiplicazione dei pani e dei pesci.
    I miracoli lasciamoli fare a Nostro Signore Gesù Cristo!
    Io penso che le citazioni di un lavoro debbano essere divise tra i co-autori, al fine di disincentivare la moltiplicazione dei co-autori nei lavori scientifici.
    Cordiali saluti,
    Vito D’Andrea

  5. gianfranco amicucci 21 novembre 2017 Rispondi

    Ottima deduzione !

  6. Buscemi Giuseppe 22 novembre 2017 Rispondi

    Non ti posso dar torto, Vito! Ecco perché potrebbe essere un tema da discutere in Assemblea e, comunque, utile sentire il parere di tutti anche a mezzo di questo nostro sito del Collegio!
    Un abbraccio
    Pippo Buscemi

  7. Massimo Falconi 22 novembre 2017 Rispondi

    Il problema a mio avviso è molto più semplice: dobbiamo seguire le regole dell’authorship stabilite a livello internazionale!
    Scusate la semplificazione
    Vostro ingenuo
    Massimo

  8. Claudio Bassi 22 novembre 2017 Rispondi

    Siamo in due a essere ingenui Massimo!

  9. Ludovico Docimo 22 novembre 2017 Rispondi

    Caro Vito,
    benvenuto con stima ed affetto!
    Il problema dei lavori e delle citazioni è concreto….alcuni nosri colleghi anche di altri settori superano i 100 lavori all’anno, mentre la valutazione ci dovrebbe “pesare” individualmente…un buon ricercatore, se è realmente parte attiva dei lavori che pubblica, non può pubblicarne più di una decina all’anno su riviste qualificate, fatto salve le moltiplicazioni di Gesù Cristo già citate da altri…..
    Un abbraccio

    Ludovico

  10. Nicolò de Manzini 23 novembre 2017 Rispondi

    Il problema è che anche in questo campo il ladro è diventato giudice, e ha dimenticato la dignità per strada

  11. Massimo Falconi 23 novembre 2017 Rispondi

    Mai frase fu più ben detta!
    Facciamoci tutti un piccolo esame di coscienza, cambiamo i nostri comportamenti laddove sbagliati e forse riusciremo ad avere più dignità e credibilità. Inoltre guardiamo in avanti e non al passato.
    E’ una scommessa che tutti noi dobbiamo fare: lo dobbiamo ai colleghi più giovani, come esempio, ed a tutta la fatica che facciamo quotidianamente per dare dignità alla nostra professione.
    vostro
    M forse sempre più ingenuo

  12. Claudio Bassi 23 novembre 2017 Rispondi

    Grazie Nicolò!
    E siccome lo dobbiamo ai Colleghi più giovani come l'”Ingenuo” segnala, forse … dico FORSE, il corpo docente più anziano del mondo dovrebbe interrogassi anche sugli agognati 72 …

    Claudio

  13. Di Cataldo Antonio 24 novembre 2017 Rispondi

    Vedo che tutti scopriamo cose di cui sapevamo da tanto tempo. Sappiamo di cordate di autori che sono giunti alla fase finale della loro carriera “scambiandosi” lavori e citazioni. Ora cosa vogliamo? Sostengo da tempo che non si può vincere abilitazione o concorsi solo contando su Scopus etc.. Il Ministero non avrebbe avuto bisogno di noi come Commissari, avrebbe utilizzato degli ottimi ragionieri. Non si sta contando più, tanto per fare esempio, se uno va o non va in sala operatoria. Ci sono colleghi che stanno a pubblicare e non vanno in sala operatoria e poi protestano dicendo che hanno un altissimo IF. Credo che sia “tutto”, dico “tutto” da rivedere nei nostri concorsi

  14. Gianfranco Amicucci 25 novembre 2017 Rispondi

    Bravo Antonio , quello che tu dici è una pura e sacrosanta verità !
    Noi PO ci stiamo facendo scippare tutto , infine ance la dignità !
    La colpa è solo nostra !
    Il mio gruppo concordale si era ripromesso di esaltare la Chirurgia Universitaria a fronte di una Chirurgia Ospedaliera dirompente !
    Alla fine non abbiamo minimamente combattuto la lobby politica , che ci ha resi schiavi di un sistema meritocratico fasullo è da loro gestibile !
    Tutti sappiamo i colpevoli di tutto ciò , però nessuno di noi ,se non tu, finora ha parlato !
    Io per primo .
    Ciao a tutti
    Gianfranco Amicucci
    I titoli e la casistica operatoria li trovati sul mio CV Europeo !

  15. Autore
    VITO D'ANDREA 26 novembre 2017 Rispondi

    I Professori Ordinari delle Università Italiane erano 13.401 nel 1998, 19.625 nel 2008 e si sono ridotti a 9.496 nel corrente anno accademico 2017-2018.

    I Professori Associati erano 15.617 nel 1998, 18.733 nel 2008 e si sono ridotti a 13.579 nel corrente anno accademico.

    I Ricercatori Universitari erano 20.166 nel 1998, 23.571 nel 2008 e si sono ridotti a 21.769 nel corrente anno accademico, di cui soltanto poco più della metà a tempo indeterminato.

    Pertanto è urgente spostare in avanti di due anni, su base volontaria, il pensionamento dei Docenti Universitari.

    La sensibilità istituzionale dei Docenti garantirà un’elevata adesione al posticipo della pensione.

    Si tratta di un provvedimento urgente da mettere nella legge di bilancio,per ridurre la spesa pubblica e per aiutare i giovani.

    E’ dimostrato che un elevato tasso di occupazione degli anziani si accompagna ad un elevato tasso di occupazione dei giovani e quindi non è vero che il pensionamento degli anziani favorisca l’assunzione dei giovani, ma è vero il contrario.

    Per di più, gli anziani, rimanendo in servizio, possono insegnare ai giovani.

    Infine, mi sembra che il pensionamento faccia aumentare l’incidenza di alcune malattie, per cui lo spostamento in avanti di due anni dell’età pensionabile migliora la sanità pubblica.

    Prof.Vito D’Andrea, medaglia d’oro 2006 al merito della sanità pubblica

    @profvitodandrea

    Tel. **39 06 4997.5550 / 335 722.36.99 /TIM) / 349 87.295.87 (Voda)

    https://scienze.chir.uniroma1.it/users/vito-dandrea

    http://www.quirinale.it/elementi/dettaglioonorificenze.aspx?decorato=185714

    http://www.policliniconews.it/storie/prof-vito-dandrea-riconoscimento-ufficiale-dellarma-dei-carabinieri

  16. Roberto Coppola 26 novembre 2017 Rispondi

    L’annoso dilemma della valutazione dei titoli ha subito nel corso degli anni una sostanziale modifica. Tale evoluzione ci ha lasciati inizialmente spiazzati ma poi, un pò tutti, ci siamo allineati alle nuove regole ed abbiamo cercato di agire sempre nel modo più corretto. E’ questa l’unica strada che dobbiamo percorrere se vogliamo sostenere, o riguadagnare, una giusta autorevolezza. Concordo con Nicolò che non possiamo essere sempre utopisti ma sono profondamente convinto che dobbiamo cercare con tutte le nostre possibilità di emarginare e censurare condotte non idonee al nostro ruolo e dare valore al nostro equilibrato giudizio rispetto ad un semplice calcolo numerico di dati precostituiti nel laboratorio dell’arte della pubblicazione, anche senza sostanza.
    A tutti sarà capitato di vedere stratosferici IF in altre discipline e poi di leggere i contenuti che alla fine, secondo il mio modesto parere, risultano totalmente sterili e senza valore scientifico.

    Mi fermo qui perché penso di aver scritto troppo
    Una buona domenica a tutti
    Roberto

  17. Nicolò de Manzini 26 novembre 2017 Rispondi

    fa molto piacere vedere che il nostro sito finalmente viva!
    In anni lontanissimi (1992) feci il concorso di Associato e il mio allora Direttore mi proibì di citare la mia casistica operatoria fatta quasi tutta all’estero “perché superiore a quella di molti commissari”. Fu saggio
    Oggi comunque la legge dell’ASN parla solo di criteri bibliometrici, e farei quindi due considerazioni:
    – come abbiamo fatto in alcuni concorsi, valutiamo anche in sede di ASN il ruolo del candidato nella pubblicazione con un valore numerico , abolendo commenti che servono solo a pararci la schiena
    -nei concorsi descriviamo molto bene il profilo delle persone che cerchiamo, valorizzando la chirurgia, quella fatta e non scritta.
    Buona serata a tutti

  18. gianfranco 26 novembre 2017 Rispondi

    Bravo Nicolò, con poche parole “chirurgiche” hai detto tutto !
    Gianfranco .

  19. Claudio Bassi 26 novembre 2017 Rispondi

    Ovvio Nicolò … ma evidentemente non per tutti!

  20. Vincenzo Minutolo 27 novembre 2017 Rispondi

    Concordo perfettamente con tutte le considerazioni che sono state fatte. Sta a noi ed al nostro impegno se vogliamo cambiare le regole.
    Buon inizio di settimana a tutti.
    Vincenzo

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