Temi per il Consiglio Direttivo del 10 novembre 2018

Carissimi

In vista del prossimo Consiglio Direttivo, programmato per il 10 novembre, sarebbe per noi molto utile che ci indicaste argomenti e spunti di discussione prioritari per l’attività del Collegio.

Penso che il forum del sito sia il luogo più adatto per un proficuo dibattito.

Grazie del vostro aiuto

Cordialmente

Rocco

 

Per intervenire

Commenti (...)

  1. Ludovico Docimo 16 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Presidente,
    Il buon giorno si vede dal mattino!
    Suggerisco di affrontare i seguenti argomenti:
    Rapporti con le istituzioni
    Rapporti con le società scientifiche
    Crisi vocazionale, modalità di accesso e percorsi formativi dello specializzando in chirurgia generale
    Riforma delle modalità di accesso ai corsi di laurea in medicina (sembra che in questo momento il consiglio dei ministri abbia abolito il numero chiuso!)
    Monitoraggio nazionale docenti Med 18
    Un caro abbraccio e ancora Grazie a tutti per la fiducia accordatami, nella certezza che Rocco e tutto il nuovo consiglio direttivo mi vedranno al loro fianco e rafforzeranno il nostro ruolo in una complessa contingenza

    Ludovico

  2. Massimo Rossi 16 ottobre 2018 Rispondi

    Cari Presidenti
    Ludovico mi ha anticipato perche’ sono,i suoi, gli argomenti che vi avrei proposto.
    In particolare, ma solo per dare una mia idea di priorita’, quelli che riguardano le scuole di specializzazione ed i rapporti tra il Collegio e le Istituzioni li metterei come missione immediata. Ritengo, infatti, che dobbiamo affrontare questo nostro impegno nel Consiglio direttivo secondo una metodologia molto semplice: selezionare alcuni (pochi) obiettivi condivisi con tutti, ovviamente di alto livello come per esempio quelli gia’ citati, identificarli come missione del nostro mandato e su questi impegnarci ed essere valutati. Un abbraccio
    Massimo

  3. Paolo Bechi 16 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Rocco, credo che il tema cruciale sia quello della formazione medica. La formazione in medicina è , come si usa dire oggi, la cifra di noi professori universitari. Toni dimessi e perdenti, come quelli sentiti ieri al Collegio riguardo alle Scuole di Specializzazione, non sono ammissibili! All’Università della formazione medica compete il 90% (manca solo la formazione del medico di medicina generale, che deve essere dall’Università recuperata), quindi, quando si parla di formazione l’Università deve essere sentita! Non è possibile che si ascoltino, come fanno attualmente il MIUR ed il Ministero della Salute, soltanto l’Ordine dei Medici ed i rappresentanti degli studenti, degli specializzandi, dei sindacati e non si ascolti l’Università. E’ dannoso e fuorviante, come sentito dire ieri, che “ognuno di noi ha qualche politico di riferimento”. L’interlocuzione con la politica deve avvenire in modo trasparente e forte attraverso l’azione combinata degli organismi che ci rappresentano: CRUI, Intercollegio e Collegi. Iniziative individuali, forse utili ai singoli, ci indeboliscono come comunità accademica.E’ fuor di dubbio come l’obbiettivo irrinunciabile sia quello di mantenere la governance delle Scuole di Specializzazione e di tutta la formazione medica. Ma per presentarci alla politica come Università con autorevolezza occorre anche essere in regola con la vigente normativa. Non si può utilizzare la rete formativa delle nostre Scuole, comprensiva anche di U.O. ospedaliere, per conseguire l’accreditamento e, poi, non far ruotare sulla rete stessa gli specializzandi! Il ruolo del professore universitario è alto, il comportamento deve esserlo altrettanto e non da “furbetti del quartierino”!
    Cari saluti ed auguri per la tua presidenza, che, conoscendoti, so che interpreterai al meglio
    Paolo Bechi

  4. Franco Roviello 17 ottobre 2018 Rispondi

    Esimi colleghi in realtà ieri per me è stato il primo collegio ufficiale perché alle riunioni precedenti per una serie di motivi non ho partecipato. In realtà sono rimasto molto sorpreso da quanto ascoltato e visto… su alcune cose in maniera positiva su altre in maniera negativa. Ho letto con grande attenzione quanto scritto dai colleghi Docimo, Rossi e Bechi e concordo in pieno con quanto hanno scritto; in particolare il messaggio di Paolo Bechi esprime molto bene anche la mia idea.
    Dal 2015 dirigo la scuola di specializzazione a Siena e ho avuto una marea di problemi e di difficoltà che speravo fossero affrontati in una assemblea importante come quella del colleggio… invece sono rimasto molto deluso dall assenza di discussione o meglio dalla mancanza di proposte concrete. In tutta Europa ( e nel resto del mondo) le vocazioni chirurgiche sono in diminuzione questo quanto si percepisce girando o parlando con gli altri colleghi ( Francia, Inghilterra, Danimarca , Svezia etc) con una tendenza molto preoccupante. Nonostante ciò… i posti di specializzazione in chirurgia sono occupati dagli studenti migliori non dai peggiori come nel nostro caso. Anche quest anno Il primo chirurgo ha scelto nel terzo migliaio…. ridicolo…. ma questo non è un prodotto del sistema … o della politica… o addirittura degli ospedalieri…. e non è un problema che possiamo affrontare e risolvere con gli amici politici, magistrati o altro… che ci dovrebbe dare cosa??? Aumentare le borse di studio??? Costringere gli specializzandi a restare nelle nostre scuole??? Impedire che vadano fuori??? Impedire che abbandonino al secondo o terzo anno per andare a fare altro??? No…. cari colleghi questo dipende solo ed esclusivamente da noi; una scuola di specializzazione che non attrae o meglio che attrae il peggio è una scuola inutile che non funziona ed ha solo un unico ed esclusivo colpevole…. IL COORDINATORE O MEGLIO L EX DIRETTORE.
    Il sistema di arruolamento e cambiato ma continuiamo a gestire le cose come 10 anni fa… i ragazzi li scegliamo noi… fanno quello che diciamo noi… vanno in sala dove vogliamo noi etc…
    Questo sistema e totalmente finito, concluso, stop e L evoluzione del sistema che ha un impatto enorme e se noi non adeguiamo a questo sistema il nostro modo di pensare siamo finiti.
    Tronco comune…. responsabilizzazione… didattica frontale… laboratorio di simulazione…. sala operatoria con apprendimento progressivo… valutazione… impostazione scientifica ….. etc… questo è quanto i ragazzi si aspettano da noi.
    Tra 10 gg prendono servizio quelli del primo anno….. sanno già cosa si fa e dove si fa…. sanno perfettamente chi fa di più chi fa di meno chi lo fa bene chi lo fa peggio… ci sono chat e gruppi fb dei ragazzi che sono da brivido e che fanno giudizi a volte imbarazzanti e troppo severi… ed e in base a questo che scelgono cosa fare e dove farlo. Bene se non comprendiamo che è necessario cambiare la nostra struttura mentale e la nostra vita accademica allora possiamo anche lasciar perdere….. e ringraziare i colleghi ospedalieri che ospitano i ragazzi in sala facendogli credere che fare in ernia o una colecistectomia o un pezzo di emicolectomia destra vuol dire saper fare i
    Chirurghi. No. Fare i chirurghi vuol dire collegare le mani al cervello ed e questo che dobbiamo fare. I decreti di istituzione delle scuole di specializzazione sono molto chiari e se rispettati in maniera seria e secondo legge sono perfetti…. nessuno lo fa. Il libretto attività svolte… e il motore della formazione ma non sipuo compilare a fine anno… chiedendo alla segretaria se per favore se ne occupa che noi non abbiamo tempo.
    La mia proposta è quella di istituire un modello unico, uno schema unico, un sistema di valutazione progressivo di quello che devono fare, divieto di accettare o rilasciate specializzandi, divieto di lasciare i ragazzi in FAMOSI CENTRI DI RIFERIMENTO OSPEDALIERO perché così “ si sistemano meglio”.. e soprattutto valutazione…, non questi esami farlocchi che io personalmente mi rifiuto di fare. Sarei felice di poter partecipare ad un colleggio in cui si possa discutere solo di questo è ringrazio il prof Bellantone che sicuramente recepirà le problematiche relative alle scuole di specializzazione.

    Un grande saluto a tutti
    Franco Roviello

  5. Giuseppe Pappalardo 17 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Rocco, i temi finora proposti sono tutti di grande interesse. Metterei al primo posto gli accessi alle scuole di specializzazione in chirurgia generale, argomento già tante volte dibattuto e la liberalizzazione degli accessi alla facoltà di medicina ,argomento con potenzialità devastante. Ritengo che le scelte prese dal nostro collegio debbano essere portate all’ intercollegio, unica istituzione che può avere ,se non altro per massa critica , possibilità di interlocuzione istituzionale. Ritengo di essere stato frainteso,quando in assemblea , ho parlato di contatti personali con i politici. Tali contatti non servono a cercare favori personali che non ho mai cercato e che non mi interessano, ma per capire meglio quale siano i veri indirizzi della politica di turno al potere, per formulare proposte più incalzanti. Ti ricordo di far prenotare tramite Berloco l’auletta per la riunione del 10/11. G.Pappalardo

  6. Mario Morino 17 ottobre 2018 Rispondi

    Carissimi, ho finora poco interagito con il collegio e poco partecipato alle sue riunioni per la profonda delusione procuratami dalle mie rare partecipazioni in tempi ormai remoti.
    Ma questa volta l’appassionato intervento del prof Roviello risveglia in me la speranza che il Collegio sappia affrontare con serietà e determinazione il tema delle Scuole di Specialità. Concordo parola per parola con quanto detto da Franco. Ritengo urgente un Collegio interamente dedicato al tema e proporrei che un ristretto gruppo di 3-4 colleghi inzi da subito a lavorare su una proposta di schema/protocollo comune a tutte le sedi da sottoporre in tempi rapidissimi all’approvazione del Collegio.
    Un caro saluto,
    Mario

  7. Massimo Rossi 17 ottobre 2018 Rispondi

    Carissimi
    L’aula è ovviamente già prenotata per la nostra riunione.
    Un abbraccio
    Massimo

  8. Antonio Di Cataldo 17 ottobre 2018 Rispondi

    Concorsi universitari: dalla abilitazione ai concorsi decentrati.

  9. Giovanni de manzoni 17 ottobre 2018 Rispondi

    Penso che Franco Roviello abbia centrato il problema. La formazione e le scuole di specializzazione sono il centro della nostra attività. Questo dovrebbe essere nei prossimi anni l’unico o comunque il principale obiettivo del nostro collegio

  10. Vito D'Andrea 17 ottobre 2018 Rispondi

    Cari Presidenti,
    sottoscrivo convintamente i temi suggeriti da Ludovico e ne aggiungo uno:
    i Dottorandi senza borsa, istituiti con legge n°210/1998, con il vincolo di non poter superare il 50% dei posti complessivi.
    Il vincolo del 50% è stato abolito dalla legge Gelmini, n°240/2010, però poi l’A.N.V.U.R. ha approvato una linea guida che ha posto un vincolo ancora più drastico, del 25%.
    Questo significa che se i posti con borsa sono 6, i posti senza borsa non possono essere più di 2.
    Nelle Scienze Chirurgiche, il vincolo del 25% è inaccettabile ed il M.I.U.R. e l’A.N.V.U.R. lo hanno riconosciuto.
    Il Collegio potrebbe prendere posizione, chiedendo ai Rettori che nei Dottorati di Ricerca in Scienze Chirurgiche il numero dei posti senza borsa sia pari al numero di posti con borsa.
    Auguri di Buon Lavoro,
    Vito D’Andrea

  11. Web Team 18 ottobre 2018 Rispondi

    Riceviamo dal prof. D’Andrea per la pubblicazione:

    Risposta del MIUR del 19 marzo 2017 sul tema dei dottorandi senza borsa (PDF 149 Kb)

  12. Achille Gaspari 18 ottobre 2018 Rispondi

    cari amici scusate se mi intrometto ma essendo stato il responsabile delle leggi di riordino per la scuola di specializzazione pubblicate nel 2015 e 2017 penso sia giusto che esprima qualche opinione. Le ultime due leggi sono buone,certamente si poteva fare di meglio. Per ciò che non va bene mi assumo personalmente la responsabilità;per le cose buone il merito lo condivido con Barbarisi,De Manzini e Montorsi.Ecco un breve elenco delle cose da fare subito
    1) far rispettare da tutte le scuole le leggi vigenti
    2) rendere funzionante e operativo l’osservatorio nazionale
    3)migliorare il meccanismo di accesso e di selezione alla scuola
    in prospettiva
    1) creare il board nazionale con esame finale unico e logbook elettronico centralizzato
    2)introdurre le fellowship e i relativi board per le sotto specialità della chirurgia generale
    3) modificare la normativa di legge sull’orario di lavoro,sulla remunerazione,sugli aspetti medico legali che attengono agli specializzandi e ai tutors
    Quanto alla crisi di vocazione ciò non dipende soltanto da come sono oggi percepite le scuole oggi ,ma da come è percepita oggi la professione rispetto alle responsabilità,alla possibilità di guadagno e al prestigio sociale.
    Buon lavoro a tutti

  13. Gilberto Poggioli 18 ottobre 2018 Rispondi

    Ritengo che Roviello e Morino abbiano indicato il problema più urgente. Mi permetto di suggerire di coinvolgere da subito la CRUI.

  14. marco montorsi 19 ottobre 2018 Rispondi

    Cari amici,
    in questi due anni di Presidenza SIC e di contatti molto stretti con il mondo ospedaliero , vi posso assicurare (come ho detto a molti di voi in più occasioni anche pubbliche ) che il tema della formazione degli specializzandi è quello che più stimola e mantiene una conflittualità più o meno forte con l’accademia. L’accenno che ne ho fatto nel mio discorso inaugurale a Roma era proprio finalizzato a richiamare una maggiore attenzione al rispetto delle regole introdotte dalla nuova legge ma assai poco univocamente applicate nelle nostre Scuole . Se fossimo inattaccabili su questi aspetti, dopo si possono affrontare tutti gli altri ben evidenziati dai colleghi negli interventi precedenti fino a formulare una proposta di modifica legislativa per rendere l’attività e la figura dello specializzando consona con le aspettative attuali e le realtà europee ( su questo stiamo lavorando anche nella mia Istituzione ) .
    A disposizione ove lo riteniate utile.
    Un caro saluto a tutti

  15. Agnes Salvatore 19 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Presidente,
    credo – come è stato sottolineato anche nei discorsi d’inaugurazione del Congresso appena finito e come è testimoniato dall’interesse manifestato nelle sessioni congressuali dedicate all’argomento – che uno dei problemi fondamentali della chirurgia universitaria sia l’assetto da dare alle nostre Scuole di Specializzazione. A mio avviso è opportuno capire a) se possiamo raggiungere degli standard condivisi, b) se possiamo adeguare la qualità del training a quella dei Paesi ove esso è tradizionalmente più efficace, c) se è possibile rivedere normativamente il ruolo dello specializzando nell’attività professionale in genere e chirurgica in particolare

  16. cristina marmorale 21 ottobre 2018 Rispondi

    Carissimi,
    anche secondo me il problema e’ coinvolgere i nostri colleghi ospedalieri nella formazione dei giovani .La nostra Scuola lo sta facendo da anni e con molta soddisfazione, lo standard e’ alto e la risposta ospedaliera entusiasta, credo che sia il momento giusto per uniformarci a cio’ che la legge ci chiede ma dobbiamo farlo molto rapidamente altrimenti il timore espresso da molti puo’ diventare una realta’.
    un caro saluto

  17. Paolo Bechi 22 ottobre 2018 Rispondi

    Cari amici, emerge dagli interventi di tutti l’interesse per il tema “scuole di specializzazione”. Mi permetto di farvi presente che l’approfondimento di tale tema va contestualizzato in quello più ampio della non più procrastinabile revisione della formazione medica (polemiche sul numero chiuso, imbuto formativo, carenza di medici etc.). L’Università deve essere al centro del dibattito relativo al tema. Ma per parteciparvi con autorevolezza deve essere uniformemente rispettosa su scala nazionale della vigente normativa (come molti di voi hanno sottolineato). Un’ultima notazione: se alcuni di noi, come rivela Achille, hanno partecipato alla stesura delle due ultime leggi, almeno l’obbrobrio della migrazione disciplinare (es. un’aspirante psichiatra che va a fare il chirurgo) poteva essere evitato!
    Saluto caramente tutti e mi zittisco, dato che da Novembre sarò in quiescenza
    Paolo

  18. Achille Gaspari 22 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Paolo avrò (avremo) delle colpe ma non questa;noi abbiamo solo elaborato i testi che riguardano la chirurgia generale e abbiamo messo a punto una bozza di statuto e di regolamento ,rispettosi del testo di legge, che avrebbero potuto essere adottati senza grandi variazioni da tutte le Università che hanno una scuola di specializzazione in Chirurgia Generale. I 5 anni di durata e la soppressione /inclusione della specializzazione in Chirurgia dell’Apparato Digerente ce lo ha imposto il Ministero.

  19. Claudio Bassi 23 ottobre 2018 Rispondi

    Caro Franco,

    grazie della tua. Trovo solo ora il tempo di rispondere.
    Per sapere come la penso a riguardo ti invito,sempre su queste pagine, a rileggere l’eventuale programma che avrei perseguito come potenziale candidato alla SIC: il centro era costituito dalla trasmissione del sapere chirurgico come fulcro non solo di cultura intergenerazionale, ma come fulcro di dialogo tra componenti universitarie ed ospedaliere. Il successo della proposta è stato pari all’attuale classifica della squadra di calcio del mio quartiere … SIC ! (…appunto!)
    In tutta franchezza, la recente e per me amareggiante assemblea del Collegio non mi pare viatico ideale per affrontare temi così seri e non legati a mancate “riverenze” e non considerazione di titoli scientifici di grande impatto quale le carte d’identità a fini concorsuali …
    Comunque non dubitare che io continuerò a perseguire la qualità nella Scuola di Verona assieme a Giovanni, Alfredo e tanti altri straordinari Colleghi Ospedalieri che ci aiutano …
    Con questo passo e CHIUDO

    Claudio

  20. Pietro Forestieri 23 ottobre 2018 Rispondi

    Cari Amici,
    dopo la riunione del Collegio molti Colleghi mi hanno avvicinato per stringermi la mano e per significarmi che DOVEVO replicare alla “lezioncina” del Presidente della Commissione che non aveva dato alcuna risposta nel merito delle contestazioni sollevate. Non l’ho fatto per non esacerbare gli animi e per rispetto a Franco Corcione, Collega indiscusso ed indiscutibile. Ho sbagliato, però, a non farlo e me ne rendo conto, ancor di più, per il riferimento ironico che il Presidente della Commissione ha pure il coraggio di fare in riferimento a mancate “riverenze” o alla “non considerazione di titoli scientifici di grande impatto…”.
    Tornerò diffusamente sull’argomento, con dovizia di particolari (peraltro i verbali sono pubblici), se sarà necessario e se sarò costretto. Per ora solo due accenni.
    In merito alla mancate “riverenze” il Presidente della Commissione ha omesso di dire che il concorso era stato chiamato da un D.U. diretto da una Prof.ssa di Igiene in cui non c’era alcun Ordinario MED 18. La sera prima del concorso il Presidente della Commissione, che trovava addirittura sconveniente “ossequiare le autorità locali”, è andato a cena, insieme con il membro Falconi, con la Prof.ssa di Igiene! Perché?
    Il Presidente della Commissione ci ha insegnato con supponenza e continua a farlo ironicamente che esiste l’H index. Debbo dedurre che non sa leggere i numeri o contare oltre venti (un PA e l’altro Primario avevano un HI superiore, quest’ultimo anche del 50%; due altri PA avevano un HI perfettamente eguale, ma, ovviamente, ben altre attività didattica e gestionale).
    Mi dispiace riprendere queste considerazioni, ma il Presidente della Commissione poteva avere il buon gusto di non replicare, prima, e di non tirare nuovamente in ballo quanto fatto, peraltro con tono ironico e supponente.
    A parte queste miserie umane, benvenuto ed auguri a Franco Corcione.

  21. ALFONSO BARBARISI 23 ottobre 2018 Rispondi

    Cari Colleghi,
    a volte si confonde l’apporto tecnico di ciacun di noi, coinvolti dal MIUR, e gli ambiti e decisioni politiche in cui ai tecnici non permettono di farli neppure sfiorare con qualche giusta osservazione. La distribuzione delle borse, le modalità di concorso di ammissione e varie decisioni strategiche e fondamentali vengono prese solo a livello politico. Questo l’ho detto già in collegio. Il problema che in sede politica, nonostante il deciso aumento del ruolo dell’Intercollegio, siamo ancora insignificanti perchè del tutto divisi: molti dei nostri Colleghi, ad esempio e non è il solo, sono più soddisfatti di carpire qualche posto in più per la propria Scuole, che fare massa critica su decisioni importanti. Auguro a chi continuerà a lavorare e rappresentare l’Accademia riesca a far capire ciò ai Colleghi e si abbia una inversione di tendenza. cordialmente Alfonso Barbarisi

  22. de Manzini Nicolò 23 ottobre 2018 Rispondi

    Cari Colleghi.
    credo anch’io che il punto sulle Scuole di Specializzazione sia cruciale, non solo per la formazione delle future generazioni, ma anche per l’esistenza stessa dell’accademia.
    Mi riallaccio a quanto ha scritto Franco Roviello e ad una sessione cui sono stato invitato dalla SPIGC. Un sondaggio anonimo della società dei giovani chirurghi ha illustrato con ampia significatività che più dell’80% degli specializzandi di chirurgia è pesantemente insoddisfatto della formazione e che quasi nessuno consiglierebbe chirurgia ad un amico, a causa della scarsa formazione che sta ricevendo. Passo sui logbook taroccati e sulla sala operatoria vista col cannocchiale.
    Quattro anni fa avevo proposto un aggiornamento della lista degli interventi, cui alcuni colleghi avevano contribuito con note e precisazioni, lista che permetteva di quotare parti di intervento (colecistectomia open in corso di gastrectomia totale, anastomosi biliodigestiva in corso di…). La lista era stata spedita al Collegio (e vi figura ancora) e individualmente a tutti i direttori di Scuola: orbene solo uno specializzando su quattro sa che tale lista esiste.
    Partecipare a convegni in cui giovani chirurgi hanno festeggiato l’uscita dall’università come l’uscita da un necessario purgatorio fa male a chi crede nel nostro lavoro. Leggere una recente nota ministeriale in cui si raccomanda di far effettuare le rotazioni significa che nella maggior parte dei casi queste non vengono neppure immaginate!
    Aggiungiamo un osservatorio che forse comincia appena a manifestarsi ma che finora non ha dato neppure un’allerta individuale seria a nessuno.
    In questo contesto come non capire qualche collega ospedaliero arrabbiato (a torto o a ragione) che ci accusa di un totale flop formativo, e come non meravigliarsi se ACOI spinge a livello politico per accaparrarsi la direzione delle Scuole: è facile dire che siamo noi l’Accademia, ma lo stiamo dimostrando nei fatti ? Purtroppo no.
    Negli anni abbiamo parlato di abbassamento delle nostre asticelle, di ospedalieri che ci odiano, di quote associative non pagate, di recriminazioni su concorsi, di litigi interpersonali, di candidature a questa o a quella presidenza.
    Credo si stia arrivando o si sia arrivati a una resa dei conti: o ci diamo una scossa forte e parliamo di questo argomento con franchezza, aiutandoci l’un l’altro per colmare imperfezioni e per migliorare il livello medio delle nostre Scuole, o assisteremo impotenti alla loro migrazione.
    Non si tratta neanche di dialogare con la politica, come ha detto Alfonso: è tanto che si sia riusciti ad evitare danni maggiori: concentriamoci sul rispettare la legge, con serietà, con metodo, con disciplina, considerando che chi formiamo dovrà essere in grado di operare noi o i nostri figli. Possiamo mantenere la leadership anche solo organizzando alla perfezione una rete formativa, lavoro pesante, con contratti chiari con i colleghi, con un controllo di qualità severo.
    Mi concentrerei su questo argomento, che , lo ripeto, è la chiave di tutto; Lucio Gaspari ha elencato dei punti importanti. Mario Morino pure, ma possiamo tutti contribuire. Un mandato fa ci ho provato con scarso successo: mi auguro che la bruciante necessità di oggi, l’ingresso nel Collegio di idee nuove e la presidenza di Rocco faranno molto meglio.
    Buon lavoro a tutti.

    • Mario Taffurelli 25 ottobre 2018 Rispondi

      Le parole di Nicolò sono molto amare e dure, ma le condivido pienamente. Caro Nicolò hai toccato i punti fondamentali su cui tutti dovrebbero riflettere.

  23. Massimo Falconi 24 ottobre 2018 Rispondi

    Se posso a mia volta permettermi: le cose sottolineate da Nicolò sono profondamente giuste e quella è, a mio avviso, l’unica direzione percorribile e da intraprendere. Questa è la cosa più importante che dobbiamo fare subito. Al professor Forestieri: sono sto in silenzio per rispetto ed educazione nel corso dellì’asemblea del collegio, ma non posso tacere adesso dopo che vengo nuovamente accusato di scorretteza. Credo che ndare a cena con il responsabile del dipartimento presso cui è stato chiamato il concorso sia l’esatto segnale di rispetto istituzionale nei confronti della università che ci ha nominati commissari di concorso. Ogni altra considerazione è agli atti e non è questa la sede per “rifare” il concorso. Ce ne siamo assunti la responsabilità e, in chiaro conflitto di interesse, sono convinto che il professor Bassi, Costamagna ed io abbiamo fatto il nostro dovere istituzionale con spirito di sacrificio e dedicandovi tempo. Non credo, quindi, sia questa la sede per ulteriori recriminzioni e polemiche, a maggior ragione, visto che il professor Forestieri stesso esprime ed ha espresso a più riprese l’apprezzamento per il professor Corcione, vincitore del concorso di prima fascia. Questo credo che rappresenti l’ulteriore testimonianza della serietà ed onestà con cui abbiamo svolto il nostro compito. Chiedo, pertanto, educatamente al professor Forestieri di rsipettarmi come collega, professionista e persona, chiudendo, almeno in questa sede, ogni querelle. Resto naturalmente a disposizione per parlare personalmente con lui, se lo desidera, da collega a collega e da persona a persona. I processi si fanno nelle sedi competenti e non nelle assemblee o su questo sito.
    Con rispetto.

  24. Franco roviello 1 novembre 2018 Rispondi

    In bocca al lupo ai colleghi Rossi Carlo, Amicucci Gianfranco,Campanelli Giampiero, Boggi Ugo e Di Carlo Isidoro per la nomina in commissione Abilitaziine Scientifica Nazionale. Questo turno di valutazioni sarà molto
    Importante per il mondo accademico considerando che nei prossimi 3 anni ci sarà un turnover importante.

  25. ALFONSO BARBARISI 28 novembre 2018 Rispondi

    Caro Rocco e carissimi Amici Colleghi,
    come Collega, piuttosto che membro dell’Osservatorio Naz. delle Specializzazioni, mi permetto di segnalarvi ( qualora non lo abbiate letto) l’emendamento M5S alla legge finanziaria, che sarà approvata senza discussione, chiedendo la fiducia: ci sarà UNA DRASTICA RIDUZIONE DEGLI ANNI (a solo 3 o 4 anni) DI SPECIALIZZAZIONE, sin dal prossimo anno. Vi compiego una nota di Paola Binetti: SPECIALIZZAZIONI SANITA’, BINETTI (UDC): OPERAZIONE MARKETING (9 Colonne) Roma, 28 nov – “Non è affatto chiaro a che tipo di Sanità stia pensando questo governo per il prossimo futuro… Da un lato vuole trasformare le Facoltà di Medicina in una sorte di strutture open, a cui chiunque può avere accesso… fossero anche i 70.000 che quest’anno si sono presentati alle selezioni! Poi decide di botto di ridurre gli anni delle scuole di specializzazione, con l’unico evidente obiettivo di fare cassa, risparmiando un anno di borsa di studio, circa 30.000 euro per anno, per ognuno degli attuali 8500 specializzandi, con la ragguardevole cifra di oltre 250 milioni di euro, che nella migliore delle ipotesi si tradurrà in altre borse di studio per neo-laureati in attesa. E così a costo zero riuscirà ad implementare il numero dei potenziali specialisti. In verità il costo da pagare sarà quello che si chiama costo della non-qualità o della qualità mancata. Una operazione di puro marketing”. Lo afferma la senatrice Paola BINETTI, UDC, che parla di “oscura manovra economica” e chiede invece “maggiore competenza e maggiore formazione, non una sua brutale riduzione, perfino con effetto retro-attivo, come è stato annunciato. Anche in questo ambito il governo, perché di questo si tratta: di un emendamento del governo in legge finanziaria, imprime una brutta svolta allo sviluppo della nostra sanità e fa del nostro SSN un malato cronico, con elevato indice di disabilità E lo fa con un suo emendamento, sottraendolo al dibattito parlamentare e a quello delle forze sociali”. (PO / red) 281304 NOV 18.
    CERCATE DI FAR QUALCOSA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
    Mi scuso con tutti voi dell’intrusione, ma la situazione sembra veramente grave, anche se forse la Chirurgia è la meno coinvolta!
    Qualche tempo fa si organizzò una Petizione contro la proposta della Min. Giannini per l’ingresso in Medicina aperto al primo anno e con sbarramento negli anni successivi alla francese, si raccolsero in pochissimi giorni circa 5000 firme.
    Mi raccomando non abbandonate la Formazione Medica pre e post Laurea a degli incapaci.
    cordialmente Alfonso Barbarisi

  26. Giuseppe Pappalardo 29 novembre 2018 Rispondi

    Approvo pienamente la proposta di Barbarisi di intraprendere iniziative contro questo abominevole decreto legge. G.Pappalardo

  27. Rocco Bellantone 29 novembre 2018 Rispondi

    Carissimi
    Comunico di aver espresso nelle dovute sedi istituzionali la forte contrarietà dei Professori di Chirurgia alla proposta in questione.
    Ciò sia per il contenuto del tutto svilente sia per la forma che continua a prevedere la negazione di consultazione agli esperti come i Professori a favore di presuntuose ed autoreferenziate prese di posizione.
    Qui siamo all’assurdo concetto che medici in formazione siano più accreditati di professionisti che alla formazione hanno dedicato la vita professionale.
    Cordialmente
    Rocco

  28. marco montorsi 29 novembre 2018 Rispondi

    Questa è la comunicazione del prof. Lenzi, Presidente dell’Intercollegio che mi hanno inviato :
    “Carissimi,
    da fine scorsa settimana si parla di questo emendamento governativo predisposto dal M5S, che, a distanza di soli tre anni dalla precedente riforma ordinamentale (68/15), vorrebbe portare a soli 3 anni la durata di molte specializzazioni lasciandone solo alcune a 4 anni (forse qualcuna ma non tutte di quelle che attualmente sono a 5 anni).
    Ora è di dominio pubblico. http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=68416&fr=n
    Personalmente mi sono speso con tutti i siti e livelli politici possibili della PdCM, del MIUR del Min Salute e Parlamento spiegando che usciremmo dall’Europa e che è un falso che in Europa esistano scuole di durata di soli 3 anni, ma che sono solo quelle che hanno 2 anni di tronco comune.
    Sto continuando ad agire, ma l’emendamento potrebbe essere inserito come norma di risparmio di spesa, nel maxi emendamento della legge di bilancio e quindi passerebbe con la “fiducia” allo stesso. ”
    Rocco ho capito che hai già fatto circolare un comunicato a nome del Collegio Med 18 sullo stesso tono ?
    Grazie
    Marco

  29. Achille Gaspari 29 novembre 2018 Rispondi

    Cari amici non commento questa iniziativa del Governo che pensa di mettere nella legge finanziaria una norma per ridurre la durata delle scuole di specializzazione. Ho segnalato la mia preoccupazione al Presidente della Commissione Sanità del Senato on. sen. prof. Pierpaolo Sileri che da chirurgo accademico quale è si rende perfettamente conto del significato di questa operazione. Credo sia la persona più adatta per recepire le nostre obiezioni ed agire di conseguenza Vi prego pertanto di sommergerlo di e-mail di protesta. Fatelo fare anche ai membri degli altri collegi.
    Cordiali saluti

  30. MARA 30 novembre 2018 Rispondi

    Ritengo il provvedimento una vergogna , ancora più vergogna per le scuole per le specializzazioni che sono state già portate a 5 anni!!
    Poveri noi…che ci avviamo…verso….la Senectude e Senescentia..e non si sa in che mani ..cadremo..
    Un caro saluto

  31. francesco pisani 30 novembre 2018 Rispondi

    Condivo pienamente tutte le perplessità del collega Barbarisi,il quale evidenzia, con la massima chiarezza, le carenze e le criticità della proposta di Governo e le gravi compromissioni che queste comporterebbero alla formazione professionale del Medico. Considerato l’utilizzo disinvolto che il neoGoverno fa dei social network,
    proporrei di combattere ad armi pari e di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla questione attraverso la possibilità di esprimere il proprio parere in merito alla proposta. In tal modo,benchè i pareri possano provenire da persone non competenti in materia ma sicuramente utenti del servizio, si potrebbe indurre le Autorità preposte a rivedere l’attuale proposta.

  32. ALFONSO BARBARISI 30 novembre 2018 Rispondi

    Cari Colleghi,
    sembra che sta rientrando l’emendamento alla finanziaria ( modalità del tutto blindata ) questo è una ottima cosa, ma bisogna sempre vigilare!
    Cordialità, alfonso

  33. Achille Gaspari 30 novembre 2018 Rispondi

    risulta anche a me che ci sia un ripensamento e anche se non me lo ha esplicitato ritengo che il ruolo giocato dal senatore Sileri sia stato determinante

  34. Alessandro Cappellani 1 dicembre 2018 Rispondi

    Credo che il nostro impegno non debba essere solo quello di spenderci per cassare una contrazione degli anni di durata delle Scuole ma soprattutto quello di sollevare il problema del “collo di bottiglia” all’ingresso delle specializzazioni e perfezionare le modalità di reclutamento che rende la capacità di scelta da parte dei giovani quasi impossibile e sicuramente poco utile alla Società. Tra brevissimo avremo pochi chirurghi che peraltro neanche volevano fare questo mestiere..

  35. Achille Gaspari 1 dicembre 2018 Rispondi

    giuste le osservazioni di Cappellani. Aggiungerei qualcosa sul funzionamento delle Scuole di Specializzazione in Chirurgia Generale. le leggi del 2015 e 2017 sono buone leggi (naturalmente si può fare di meglio) ma esiste il fatto che non tutte le scuole le rispettano alla lettera e basta sentire gli specializzandi per rendersene conto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*