Votazioni online del 27-28 aprile 2020

Elezione Segretario e Proposta alla Società Italiana di Chirurgia

Carissimi,

come forse molti di voi sapranno, il mio silenzio degli ultimi tempi è stato determinato da un lungo e pesante ricovero in sub-intensiva all’Ospedale Cotugno di Napoli, vera eccellenza internazionale per la cura dei pazienti COVID.

D’altra parte già in precedenza, con voi sottolineavo la particolarità del momento storico, che ci ha visto e ci vede tuttora in guerra contro un nemico insidioso, sottolineando che la classe medica con le sue innumerevoli vittime, ha affrontato coraggiosamente la sfida senza i mezzi adeguati; ancora oggi tutta l’attenzione è concentrata sulle mascherine, laddove queste rappresentano un diritto minimo scontato, sarebbe come parlare di ospedali e concentrare l’attenzione sulle siringhe e non sulle dotazioni dei farmaci; infatti, non si parla abbastanza del tipo da usare nelle diverse condizioni, della loro durata, della gestione dei filtri, della sterilizzazione degli ambienti, degli esami a cui obbligatoriamente sottoporre tutti gli operatori, alla loro periodica ripetizione e quindi di tutti i mezzi di protezione, non ultimi i trattamenti profilattici per i soggetti esposti e non voglio entrare ora sulle motivazioni a tutti note del mancato investimento negli ultimi anni nella sanità e sulle pesanti ripercussioni che andremo a rilevare in tema di mancati screening oncologici che si sono determinati.

Ora, però, abbiamo la necessità di provvedere ad alcuni adempimenti, primo fra tutti all’elezione del Segretario Generale del Collegio, carica indispensabile, per la cui copertura ad ora ha avanzato la sua candidatura soltanto Nicola Avenia.

Nei giorni 27 e 28 aprile, in modo assolutamente anonimo e democratico, tutti coloro i quali sono in regola con i pagamenti delle quote sociali potranno accedere a votazione telematica.
Chiarisco che potranno votare (elettorato attivo) anche i soci in quiescenza che abbiano pagato la loro quota, resta però inteso che nella prossima assemblea, in occasione del congresso Sic, regoleremo la materia, decidendo cioè se continuare a far pagare tale quota, continuando a considerare tali colleghi elettorato attivo, o piuttosto considerare la loro gradita partecipazione consultiva, eliminando ogni pagamento di quote, ma auspicando di mantenerne vivo l’interesse propositivo ed ideativo, attraverso l’accesso al sito e quindi al periodico aggiornamento delle nostre attività.

In quelle stesse date si procederà anche alla votazione, sempre in assoluto e democratico scrutinio segreto, della nostra proposta complessiva in merito alle quote di rappresentanza nella istituenda Società unica di Chirurgia o da proporre all’assemblea della Sic per la eventuale modifica del regolamento relativamente al cosiddetto “Lodo Cordiano”.

Tale proposta emerge evidentemente dai suggerimenti  pervenutimi da voi anche attraverso il dibattito aperto sul sito e concertate con il Presidente De Paolis, sulla base di quanto deliberato dagli ultimi Consigli Direttivi della SIC.

Tale proposta, che farà parte dello statuto dell’istituenda Società unica di Chirurgia, rappresenta soltanto la premessa imprescindibile per il prosieguo della fase istruttoria, che si riterrà conclusa e proponibile ad un’assemblea congiunta soltanto dopo l’approvazione in una Commissione paritetica di cui faranno parte la SIC, l’Acoi ed il Collegio, con il compito di approfondire analiticamente tutti i temi connessi, quali lo scioglimento delle Società, il nuovo statuto ed il nuovo regolamento, nonché gli aspetti economici e patrimoniali, organizzativi e sindacali.

Il nuovo soggetto manterrà in ogni caso in adeguata evidenza nel logo il riferimento alla Società Italiana di Chirurgia e al relativo anno di fondazione.

Le cariche di Presidente, Segretario Generale e Segretario Tesoriere verranno assegnate su base elettiva con la rigida alternanza tra componente universitaria ed ospedaliera, per come finora è avvenuto nella SIC.

I membri del Consiglio Direttivo risulteranno eletti garantendo una rappresentanza di almeno il 40% di ciascuna delle componenti universitaria (indicate dal Collegio degli Ordinari di Chirurgia) ed ospedaliera, il 20% sarà rappresentato da chirurghi under 35 anni, identificati sempre in accordo tra le suddette componenti universitarie ed ospedaliere in base a meriti scientifici ed assistenziali, garantendo nell’ambito dell’intero consiglio la presenza di almeno una quota rosa.

I punti sovraelencati saranno inseriti nello Statuto e saranno modificabili esclusivamente con votazione unanime da un’assemblea validamente costituita dai 3/4 dei Soci aventi diritto di voto nella nuova Società unica di Chirurgia.

IN ALTERNATIVA la stessa risoluzione costituisce oggetto di proposta di modifica di regolamento all’assemblea dei soci SIC nel prossimo congresso. Resta inteso, evidentemente, che tale modifica di regolamento farà decadere la necessità di creare una nuova Società unica di Chirurgia, semplificando l’iter di unificazione di tutti i Chirurghi Italiani nella Società Italiana di Chirurgia; tale modifica di regolamento, una volta approvata, entrerà in vigore soltanto dopo lo scioglimento dell’Acoi e della SICU.

Auspico la più ampia e ragionata partecipazione al voto.

Vi saluto molto cordialmente

Ludovico

VOTAZIONI DEL 27-28 APRILE 2020

Avvertenze per il voto

Commenti (...)

  1. Rocco Bellantone 17 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico

    Due belle notizie!

    La più importante è che tu sia di nuovo in forma!

    La seconda e’ che la proposta che avevo formulato assieme a Massimo Rossi del 40/40 più giovani, torna ora in auge come giusto compromesso per una unica società dei chirurghi.

    Spero stavolta passi !

  2. Giuseppe Pappalardo 17 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico, apprendo solo ora della tua brutta esperienza con il Covid. Ti faccio i migliori auguri di una rapida e completa guarigione. Manteniamo i contatti tramite i nostri rappresentanti nel consiglio direttivo della Sic per sapere il loro orientamento verso le nostre proposte e poi valutare quale posizione assumere.A presto, Pino Pappalardo

  3. Domenico Russello 17 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    Ti sono particolarmente vicino in questo periodo fortunatamente di ripresa dal Covid, Ti  auguro affettuosamente una solerte guarigione ed a presto

    Domenico

  4. Pietro Forestieri 17 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico,

    prima di tutto ti rinnovo il mio compiacimento, con un abbraccio fraterno, per la tua completa guarigione.

    La tua assenza si è fatta sentire, così come ho sentito l’assenza totale di commenti sulla newsletter SIC su carta intestata ACOI-SIC.

    Ribadisco che a norma di Statuto e Regolamento, per i numeri richiesti, è molto improbabile una modifica di Statuto e praticamente impossibile uno scioglimento della S.I.C.

    Mi dispiace ma non riesco a condividere l’istituzione di una nuova Società e non i rassegnerò a questa idea. Per me resta soltanto l’ultima alternativa contenuta nella tua lettera.

    Bentornato, carissimo Presidente.

     

  5. Vito D'Andrea 17 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico ,

    Ti rinnovo i più affettuosi Auguri di serena convalescenza e di ritorno alla normalità.

    Che vuol dire:Votazione sulla proposta complessiva in merito alle quote di rappresentanza nella istituenda Società unica di Chirurgia o in alternativa da sottoporre all’Assemblea dei Soci della SIC per la eventuale modifica del regolamento relativamente al cosiddetto “Lodo Cordiano” ?

    Tu scrivi che la “modifica di regolamento farà decadere la necessità di creare una nuova Società unica di Chirurgia, semplificando l’iter di unificazione di tutti i Chirurghi Italiani nella Società Italiana di Chirurgia; tale modifica di regolamento, una volta approvata, entrerà in vigore soltanto dopo lo scioglimento dell’ACOI e della SICU”.

    Quindi mi sembra che non si possa votare contemporaneamente la proposta di istituire la Società Unica di Chirurgia e in alternativa la proposta di modifica di regolamento.

    Si deve votare l’una o l’altra proposta, alternativa alla prima .

    Auguri di Buon Lavoro, Presidente!

     

  6. Mario Testini 17 Aprile 2020 Rispondi

    Bentornato Ludovico! Ti ho seguito con ansia .. ma ora con serenità! Ben vengano le proposte in un’ottica di paritaria collaborazione delle nostre componenti. A presto e un caro saluto a tutti,

    Tuo Mario

  7. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 17 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi,

    grazie per la vostra affettuosa partecipazione.

    Rispondo subito chiarendo i dubbi a Vito al fine di evitare confusione.

    La votazione sulle quote riguarda una proposta unica, pensavo di averlo espresso in modo chiaro, ma evidentemente non ci sono riuscito abbastanza.

    Approvate le quote di rappresentanza, premessa ad un’unica Società di Chirurgia, siamo disponibili a 2 possibilità:

    1.tali quote costituiranno la base di lavoro per costruire una nuova Società, secondo un iter istruttorio che si concluderà con l’approvazione di un’Assemblea congiunta;

    2.tali quote saranno proposte all’Assemblea dei Soci Sic per la modifica di regolamento, ed in questo la loro approvazione, unitamente allo scioglimento della SICU e dell’ACOI, realizzerà un’unica Società chirurgica nella SIC.

    Spero ora sia più chiaro.

     

     

     

     

     

     

  8. Achille Gaspari 17 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico, come già fatto in privato ti rinnovo le mie felicitazioni per aver recuperato il tuo stato di salute ,superando brillantemente questa brutta esperienza che ha contribuito a mettere in luce le gravi carenze organizzative per la sicurezza del personale medico. Ritengo opportuno che a noi accademici pensionati sia consentito di esprimere il nostro parere;i colleghi in servizio ne faranno l’uso che riterranno più. opportuno. Sono invece contrario, che si paghi o no una quota ad esercitare un diritto di voto attivo. Non vorrei infatti che si auspicasse l’arrivo di una qualche altra pandemia con tropismo verso i professori in pensione per evitare che si alteri l’equilibrio dell’elettorato. (naturalmente sto scherzando) Tornado a noi la candidatura di Avenia mi sembra ottima. Quanto alla SIC sono favorevole ad una modifica del regolamento e sfavorevolissimo allo scioglimento della Società Italiana di Chirurgia

  9. Andrea Renda 18 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico, un forte abbraccio e complimenti per l’iniziativa. Rimarrei lievemente piu’ favorevole al 45-45 + 10% (=1). Quest’ultimo svincolato dalla afferenza ed under 40 (non 35). La cosa importante è comunque che rimanga la SIC e che un eventuale compromesso non ci umilii. Un bacio virtuale Andrea

  10. Corrado Amodeo 18 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico bentornato ed un forte abbraccio “virtuale” da parte mia al miglior…………..

     

  11. Diego Foschi 18 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    sono molto contento della tua ritrovata salute e mi congratulo con te per lo scampato pericolo. Sono certo che riprenderai saldamente il timone, affrontando con vigore  questo momento difficile.

    Mi sembra che i quesiti cui avevamo dato risposta con l’ultima votazione vengano nuovamente riproposti, con un nuovo crono-programma ma con il medesimo rischio: la convergenza verso un’unica differente Società di Chirurgia. In questo modo verrebbero introdotte le condizioni per la scomparsa della Società Italiana di Chirurgia, che magari persisterà come logo ma non come spirito. Io sono convinto che la SIC non deve scomparire: perché è storia e tradizione, con 138 anni di vita; perché si occupa di  chirurgia rivolgendosi a chirurghi generali che devono avere una visione ampia e non settoriale dei problemi; perché riunisce più di 1000 chirurghi, di tutte le estrazioni: universitari e ospedalieri; perché edita una rivista di livello internazionale e aggiornamenti biennali di valore assoluto; perché premia i giovani e li stimola ad impegnarsi nella chirurgia.  Sono ben consapevole del valore di ACOI, che oltre a vantare requisiti numerici più ampi ha assolutamente i suoi meriti e non credo che queste due società debbano sciogliersi. Sono i loro soci che devono decidere se e come le vogliono sostenere: una, nessuna o tutte due. Io sosterrò la SIC. Credo che le Società Chirurgiche in Italia siano oltre cinquanta, forse troppe, ma ridurle di un’unità non risolverebbe il problema.

    La proposta delle quote che tu descrivi è certamente accettabile, ma non deve essere il cavallo di Troia che porterà alla sparizione della SIC. E’ chiaro che tutti noi saremo favorevoli  all’ingresso in SIC dei chirurghi ospedalieri che seguendo il regolamento della nostra Società ne facessero richiesta. Sarei felice se la SIC divenisse la nostra unica casa comune, sarei molto dispiaciuto se la SIC scomparisse.

    A te e al Collegio, queste riflessioni con assoluto spirito di osservanza.

    Diego Foschi

     

     

  12. Giuseppe Buscemi 19 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    mi limito semplicemente a compiacermi e a congratularmi con te per la riacquistata salute !

    Per il resto condivido le tue scelte,ma nello stesso tempo cerca di tenere conto delle perplessità avanzate da Foschi!

    Ti abbraccio,

    Pippo Buscemi

  13. Achille Gaspari 19 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico, con più eleganza e concretezza di quanto io non sappia fare, Diego Foschi esprime le mie stesse perplessità e augura le stesse soluzioni  che a tanti di noi sembrano le migliori

  14. Vito D'Andrea 20 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico ,

    le perplessità che avevo espresse il 17 Aprile u.s. sono state spiegate con più chiarezza il giorno successivo dal grande Diego Foschi: “Io sono convinto che la SIC non deve scomparire: perché è storia e tradizione, con 138 anni di vita; perché si occupa di  chirurgia rivolgendosi a chirurghi generali che devono avere una visione ampia e non settoriale dei problemi; perché riunisce più di 1000 chirurghi, di tutte le estrazioni: universitari e ospedalieri; perché edita una rivista di livello internazionale e aggiornamenti biennali di valore assoluto; perché premia i giovani e li stimola ad impegnarsi nella chirurgia.”

    Auguri di Buon Lavoro,

    Vito

  15. Francesco Tonelli 20 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    apprendo ora del brutto momento che hai passato e mi fa molto piacere vedere che riprendi le tue attività.

    Stai portando avanti con fermezza e determinazione il progetto di non stravolgere la SIC che nacque per riunire tutti i chirurghi. Se nel passato si sono formati altri gruppi di chirurgia generale non è certo stata colpa dello statuto della SIC e dei suoi regolamenti. Quindi non vedo motivi di cambiare troppe regole poiché lo spazio ai giovani che è assolutamente giusto e che mi trova d’accordo, può essere trovato anche nelle regole vigenti.

    Un abbraccio e tantissimi auguri

    Francesco Tonelli

  16. Francesco Corcione 20 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi Tutti                          
    Avevo deciso di non intervenire ma i numerosi interventi di autorevoli colleghi mi hanna stimolato a manifestarvi il mio punto di vista. Innanzitutto da napoletano sono stato molto vicino a Ludovico perché è stato ricoverato nello stesso periodo di mio fratello Antonio ed entrambi ne sono usciti con grande gioia personale. Ritornando alla possibilità di una unica società ho da precisare :          
    1) da presidente Sic ebbi l’idea di organizzare un congresso congiunto delle società scientifiche perché pensavo ad un percorso che doveva avvenire partendo dal basso e poi gradatamente portare ad una unica grande società che potesse degnamente rappresentare tutti i chirurghi italiani. Ma la mia idea era una progressione tipo Europa unita in cui tutte le nazioni (e quindi le società) non dovevano sparire ma dialogare tra loro e conservare la loro autonomia. Ovviamente in una società unica i più forti hanno più potere come in Europa!              
    2) probabilmente si è un po’ affrettato il percorso e si è arrivati non ad una unione corale ma a un matrimonio tra Sic e Acoi (tra Italia e Germania!!!)con tutti gli annessi e connessi ignorando gli altri paesi pardon le altre società.            
    3) in ogni matrimonio c’è bisogno di accordo, amore , identità di vedute, sacrifici e chiarezza! In questo matrimonio tra Sic e Acoi non intravedo nessuna di queste premesse per cui ritengo che non si farà mai! Troppi litigi,troppe paure ,troppa preoccupazione ad ottenere più dell’altro, troppa diffidenza!  Così non solo non si va lontano ma non si parte neppure.
    4) parlare e scontrarsi su dote su potere economico e organizzativo su percentuali varie significa vanificare un percorso che necessita di identità di veduta , amicizia, meritocrazia!
    5) una società unica non è una religione da seguire ma doveva essere l’endpoint di una evoluzione delle nostre società sempre più sofferenti sempre meno rappresentative e sempre più povere di iscritti . Vi sembra normale avere in Italia 35 società la maggior parte delle quali contano come iscritti solo quelli del cd?E le aziende fino a quando potranno sostenere 30 congressi, scuole ripetitive etc.?  Ricordatevi che i tempi corrono vertiginosamente e che bisogna pensare all’evoluzione dei tempi per non morire: anche la gloriosa lira italiana ha ceduto il passo all’euro!
    6) Piccolo appunto finale: oggi parlare di quote rosa in chirurgia può essere anacronistico ed offensivo. Se vediamo le statistiche tra meno 10 anni avremo le quote “azzurre”!
    Forse sono stato prolisso e noioso ma ci tenevo da Presidente emerito sic a manifestare il mio pensiero che è sempre stato improntato all’amore per la sic e al rispetto dei colleghi di qualsiasi estrazione professionale. Un grande abbraccio a tutti

  17. Ludovico Docimo 21 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Vorrei chiarire che questa votazione non rappresenta la nostra decisione di sciogliere la SIC e nessuno deve sentirsi obbligato  ad approvarla, d’altra parte si tratta questa volta di uno scrutinio assolutamente segreto, per consentire a tutti di esprimersi in modo libero e ragionato.
    Penso anche che rispetto alla precedente proposta questa rappresenti un assoluto passo in avanti quanto a rappresentatività, oltre a chiarire che non costituisce una delega in bianco e ad evitare “forzature strumentali” sulle modifiche dell’attuale regolamento SIC.
    Laddove dalla consultazione dovesse prevalere l’accoglimento della proposta, auspico anche io che l’unificazione delle società di Chirurgia, se questo è il reale obiettivo che si vuole raggiungere, avvenga fisiologicamente nella SIC, ma in alternativa occorre prevedere un punto di partenza che rispetti la componente universitaria per una fase istruttoria da sottoporre all’assemblea sovrana dei soci SIC per un’eventuale applicazione definitiva.
    Un caro saluto, grato per l’affettuosa solidarietà che mi continuate a dimostrare sul sito ed in forma privata, che rafforzano i valori di sincera amicizia che percepisco forti e che devono animare almeno il nostro sodalizio
    Ludovico

  18. Nicola Basso 21 Aprile 2020 Rispondi

    Leggere quanto scritto con intelligenza ed “amore” da Franco Corcione mi ha spinto a mandare queste brevi note.

    Alla vigilia dei miei ottanta anni posso, a buon diritto, dire che”chirurgo una volta, chirurgo per sempre”. Ed il mio essere chirurgo ha sempre significato anche essere “orgogliosamente” un chirurgo della SIC.

    Apprendo in questo tempo che “questa” SIC non va bene e che c’è necessità di cambiarla anzi di sostituirla con un’altra società.

    Perché ?

    Cosa è che non si può fare se non abolendo questa vecchia gloriosa Società? Quali chirurghi sono esclusi e/o non rappresentati da essa? Quali sono i vantaggi che si perdono se non sostituendola con un’altra società?

    Solo una chiara, esaustiva risposta a queste, ed ad altre, domande potrà convincermi e convincere della bontà dei passi che si vogliono intraprendere.

    Nicola Basso, socio SIC.

  19. Stefano Puleo 21 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,

    apprendo con gioia della tua guarigione e Ti auguro di continuare al meglio il faticoso e difficile compito di rappresentare i chirurghi universitari e difendere la SIC così come l’abbiamo sempre vissuta con amore ed impegno.Le osservazioni di Corcione e Basso mi sembrano realistiche ed appropriate e Tu ,certamente,le terrai nella dovuta considerazione,affettuosamente

    Stefano Puleo,socio SIC

  20. Achille Gaspari 22 Aprile 2020 Rispondi

    Nicola Basso è come il buon vino rosso di marca, invecchiando migliora. Pertanto sponsorizzo le sue domande che hanno già implicita la risposta

     

  21. Cristina Marmorale 23 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi tutti,

    via il rosa  dai nostri discorsi (ci siamo sempre state senza nessuna etichetta ne’ colore) e si alla SIC adeguandola ai tempi

  22. Vincenzo Minutolo 23 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico

    mi fa molto piacere sapere che hai superato un momento difficile e che ora riparti con più vigore di prima. La SIC è la nostra radice e non può scomparire od essere sostituita. La SIC è in grado di rappresentare tutti i chirurghi di qualsiasi estrazione.

    Vincenzo Minutolo

  23. Roberta Gelmini 24 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico, sono felice della tua guarigione! Non posso che associarmi a quanto scritto da Franco Corcione, Nicola Basso e gli altri Colleghi. Inoltre, come già ribadito in precedenza e come scrive Cristina…. non parliamo di quote rosa (colore che, peraltro, non sopporto!). Che siamo uomini o donne, nella vita professionale siamo tutti docenti e chirurghi indipendentemente dal nostro genere.

    Cari saluti, Roberta

  24. Fabio Procacciante 24 Aprile 2020 Rispondi

    Non sono un nostalgico ma penso che la identità di un individuo, di un gruppo o di un popolo è fatta anche di simboli. In questa grave vicenda della pandemia gli italiani ne hanno riscoperti almeno due (per fortuna di diversa estrazione per cui posso citarli con imparzialità): “Bella ciao” e la “bandiera italiana”. Cantando ed esibendo il tricolore ci siamo sentiti più forti perché sentivamo di appartenere ad una grande comunità radicata nel passato. Il presente contiene anche il passato, che va sviluppato ed innovato, mai cancellato. Ognuno di noi ha dato il suo contributo per innovare in qualche modo la nostra scienza. Prima la laparoscopia, oggi la robotica ma senza cancellare o rinnegare la chirurgia tradizionale. Ogni bottega di antiche tradizioni ci tiene ad indicare nella insegna l’anno di origine: “… fin dal 1882” e più questo è lontano più ne sentono il merito. Nessuno oggi riparerebbe un’ernia con la tecnica di Bassini, eppure rimane un caposaldo, noto in tutto il mondo chirurgico, di cui essere orgogliosi perché dai suoi insegnamenti siamo progrediti. Non capisco proprio perché noi ed i nostri successori, che vantiamo un’origine lontana, non dovremmo sentirne l’orgoglio e perché addirittura dovremmo cancellarla.

    Caro Ludovico mi rallegro e ti faccio i miei auguri per aver superato una difficile prova e poter continuare il tuo lavoro con rinnovate energie.

    Fabio Procacciante

  25. Ludovico Docimo 24 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Le votazioni a scrutinio segreto rappresentano un elevato momento di democrazia, nel quale ognuno ha l’opportunità di esprimere il proprio parere in assoluta libertà di coscienza.
     
    Personalmente credo di avere sempre assunto con decisione la posizione più vicina alla Società Italiana di Chirurgia, alla sua tutela, alla sua storia e alla sua tradizione, con forte senso di appartenenza.
     
    Credo sia importante però, unitamente alla sua sopravvivenza, anche la nostra adeguata presenza nel suo direttivo.
     
    Oggi, per motivi che non vi sfuggono, entrambe queste esigenze sono esposte ad una deprecabile instabilità.
     
    La proposta oggetto di votazione scaturisce pertanto dalla volontà di far rispettare in ogni caso anche la adeguata rappresentanza universitaria all’interno della SIC  – fintanto che tutti (!) vorranno  salvaguardare questo ultracentenario patrimonio –  e di proporla, laddove questo fosse il “vero nobile obiettivo”, come unica Società di Chirurgia italiana con condizioni condivise; nel caso in cui dovessero prevalere nell’ampio e variegato mondo chirurgico italiano volontà diverse, il punto di partenza rimarrà la medesima proposta, che ribadisco rappresenta rispetto alla precedente un indubbio passo avanti, senza esporci a forzature di sorta; tale proposta allo stesso tempo senz’altro non costituisce deleghe in bianco, poiché il problema evidentemente non può e non deve esaurirsi nella composizione del suo Consiglio Direttivo.
     
    Rispetto al mio ruolo, ovviamente mi impegnerò doverosamente a sostenere con assoluta fermezza e responsabilità la volontà che emergerà dalla consultazione, alla quale invito tutti a partecipare.
     
    Un caro saluto
    Ludovico
     

    PS

    Carissime Roberta e Cristina,
    se confrontate la proposta in votazione con la proposta precedente, che prevedeva di inserire nel 20% un giovane under 35 e una donna, tenendo conto delle vostre precedenti giuste critiche, con molta difficoltà (nel confronto con il Presidente SIC) ho provveduto a trasformarla in questa formula che penso tuteli e non offenda nessuno; poiché era divenuta un @aspetto irrinunciabile”.

  26. Nicola Avenia 25 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi scusate se, come lo stile dell’Accademia avrebbe suggerito, non ho personalmente chiamato e parlato con ciascuno di Voi per sottoporre la mia candidatura a Segretario Generale del Collegio ma, in questo momento così particolare per tutti, ho ritenuto di non arrecare ulteriore aggravio. Conscio dell’importanza dell’impegno, consapevole del momento difficile che la comunità accademica sta attraversando e con la determinazione di dedicarmi appieno alle attività del Collegio, massima rappresentanza della nostra categoria, auspico che questa mia candidatura possa essere condivisa da tutti voi. Un caro saluto Nicola Avenia

  27. Achille Gaspari 25 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Nicola, non ti posso votare ,perchè in pensione, ma faccio il tifo per te anche se stai per segnare una rete a porta vuota

  28. Giuseppe Buscemi 28 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Nicola,

    sono certo che saprai mettere a disposizione del Collegio il tuo entusiasmo, che sempre hai dimostrato in tutte le imprese in cui ti sei cimentato! Sono certo che non sarà una rete a porta vuota! Permettimi di fare il tifo per te, perché ti conosco da anni e sono certo che , se eletto, porterai nuovi impulsi al Collegio, di cui mi sento ancora virtualmente di far parte, malgrado in quiescenza e mi onoro di continuare a seguire.

    Pippo Buscemi

  29. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 29 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Come avrete riscontrato sul sito, si sono concluse con ampia partecipazione le procedure di voto telematico a scrutinio segreto, con l’elezione di Nicola Avenia quale Segretario del Collegio e con l’approvazione delle quote nel Consiglio Direttivo di una Società unica di Chirurgia, auspicando sin d’ora che tale unificazione possa avvenire all’interno della SIC, con cauta apertura ad un eventuale nuovo soggetto, secondo un corretto iter procedurale.
    Mi complimento sinceramente con Nicola per l’ottimo risultato, nella certezza del suo importante contributo alle nostre attività.
    Procederò nei prossimi giorni ad inviare comunicazione al Presidente della SIC De Paolis sull’esito delle votazioni, nei chiari termini che abbiamo espresso.
    Tale proposta rappresenta infatti soltanto la premessa imprescindibile al prosieguo della fase istruttoria, che si riterrà conclusa e proponibile ad un’Assemblea congiunta soltanto dopo l’approvazione di una Commissione paritetica di cui faranno parte la SIC, l’Acoi ed il Collegio, con il compito di approfondire preliminarmente tutti i temi, quali lo scioglimento delle Società confluenti, il nuovo statuto ed il nuovo regolamento, gli aspetti economici e patrimoniali, organizzativi e sindacali.
    Il nuovo soggetto manterrà in adeguata evidenza il logo con il riferimento alla Società Italiana di Chirurgia e al relativo anno di fondazione.
    Le cariche di Presidente, Segretario Generale e Segretario Tesoriere verranno assegnate su base elettiva con la rigida alternanza tra componente universitaria ed ospedaliera, per come finora è avvenuto nella SIC.
    I membri del Consiglio Direttivo risulteranno eletti garantendo una rappresentanza di almeno il 40% di ciascuna delle componenti universitaria (indicate dal Collegio degli Ordinari di Chirurgia) ed ospedaliera, il 20% sarà rappresentato da chirurghi under 35 anni identificati sempre in accordo tra le suddette componenti universitarie ed ospedaliere, in base a meriti scientifici ed assistenziali, garantendo nell’ambito dell’intero consiglio la presenza di almeno una quota rosa.
    I punti sovraelencati saranno inseriti nello Statuto e saranno modificabili esclusivamente con votazione unanime da un’assemblea validamente costituita dai 3/4 dei Soci aventi diritto di voto nella nuova Società unica di Chirurgia.
    IN ALTERNATIVA la stessa risoluzione costituisce oggetto di proposta di modifica di regolamento all’Assemblea dei Soci SIC nel prossimo congresso. Resta inteso, evidentemente, che tale modifica di regolamento farà decadere definitivamente la necessità di creare una nuova Società unica di Chirurgia, semplificando in tal modo l’iter di unificazione di tutti i Chirurghi Italiani nella Società Italiana di Chirurgia; tale modifica di regolamento peraltro, una volta approvata, entrerà in vigore soltanto dopo lo scioglimento dell’Acoi e della SICU.
    Un sentito abbraccio a tutti
    Ludovico

  30. Alfonso Barbarisi 29 Aprile 2020 Rispondi

    Cari Ludovico e Nicola, complimenti e buon lavoro, alfonso

  31. Vito D'Andrea 29 Aprile 2020 Rispondi

    Cari Ludovico e Nicola,

    la mia preferenza va alla Società Italiana di Chirurgia, piuttosto che alla Società Unica di Chirurgia.

    Le vostre capacità diplomatiche saranno messe alla prova nel confronto in Commissione Paritetica.

    Auguri di Buon Lavoro,

    Vito

    https://web.uniroma1.it/dscienzechir/governo/direttore

     

     

  32. Giorgio De Toma 29 Aprile 2020 Rispondi

    Congratulazioni vivissime a Nicola Avenia da parte del D.U.     P. Valdoni.

    Giorgio De Toma, Enrico Fiori. Andrea Mingoli

  33. Giovanni Ramacciato 29 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi Ludovico e Nicola complimenti vivissimi e auguri di buon lavoro.

    Giovanni

     

  34. Mario Testini 29 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Ludovico e caro Nicola, complimenti per il lavoro svolto e per la nomina plebiscitaria. Sono convinto che il Collegio (con tutti i suoi componenti) darà un apporto fondamentale per un corretto sviluppo della Nostra SIC. A presto!

  35. Achille Gaspari 29 Aprile 2020 Rispondi

    Caro Nicola complimenti vivissimi. Per quanto riguarda l’esito delle votazioni ritengo assai difficile da un punto di vista giuridico addivenire allo scioglimento della SIC considerato quanto dispone il codice civile  per questo tipo di associazioni. Dovrebbero essere tutti d’accordo, ma basta che uno solo in corso di Assemblea chieda la verifica del numero legale con riscontro dei documenti di identità  che può saltare tutto. Staremo a vedere

  36. Corradino Campisi 29 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi Amici e Colleghi,

    sono felice per l’esito delle votazioni e per l’indirizzo societario futuro assunto dal nostro Collegio.

    Complimenti vivissimi a Nicola per il meritatissimo successo ed a Ludovico per il grande e paziente lavoro di coordinamento.

    Un abbraccio corale, anche se virtuale,

    Corradino Campisi

  37. Nicola Avenia 30 Aprile 2020 Rispondi

    Carissimi vorrei ringraziare tutti per il consenso che avete riservato alla mia candidatura e per    le splendide parole di incoraggiamento. Con il vostro sostegno sarà sicuramente meno gravoso assolvere i compiti dell’incarico nel rispetto delle regole dell’Accademia, consapevole che il patrimonio che i nostri Maestri ci hanno affidato dovrà essere trasferito agli Allievi che ci seguiranno. Un caro saluto Nicola

  38. Giuseppe Pappalardo 30 Aprile 2020 Rispondi

    Complimenti Nicola. Auguri.
    G.Pappalardo

  39. Mario Musella 30 Aprile 2020 Rispondi

    Un caro saluto e complimenti sinceri a Nicola e Ludovico…

  40. Ludovico Docimo 7 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi,
    Vi rappresento che sabato 2 maggio u.s. la nostra proposta è stata discussa in Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia ed è stata bocciata a maggioranza, nonostante il voto contrario di Basile, Roviello e Canonico, poiché gli altri nostri rappresentanti non hanno ritenuto (ancora una volta!) di sostenere la volontà espressa dal Collegio nella nostra recente consultazione.
    Di fatto, quindi, alcuni nostri “rappresentanti” non ci hanno “rappresentato”. Ritengo si tratti di una pagina buia per la nostra Comunità, poiché la loro presenza in Consiglio Direttivo è diretta espressione del nostro Collegio,  attraverso la nostra designazione sono stati di fatto automaticamente eletti, e nessuno ha impedito la loro partecipazione al dibattito sulla condivisione della proposta e conseguentemente al voto, lascio a voi tutti le considerazioni.
    Vi allego uno stralcio del nostro Codice Etico
    “…..Appartenere ad un Collegio vuol dire esser disposti ad ascoltare i propri Colleghi, provare soddisfazione per i successi degli altri docenti, farsi carico dei problemi e condividere le difficoltà che il Collegio Federato 06/C1 ha di fronte, nel rapporto con gli altri Collegi, con il CUN, con il MIUR, con il Ministero del Welfare (Lavoro, Salute e Politiche Sociali) e con le Società scientifiche nazionali ed internazionali, tra le quali in primis la Società Italiana di Chirurgia. Il senso di leale appartenenza obbliga moralmente ogni singolo appartenente al Collegio a rispettare le decisioni prese dall’Assemblea anche a maggioranza semplice,deliberate ai sensi dello statuto e del regolamento.”
    Cordiali saluti a tutti

  41. Pietro Forestieri 7 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Amici,

    concordo pienamente con quanto scritto dal nostro Presidente.

    Anzi, dirò di più.

    Il nostro Codice delle sanzioni recita testualmente: “Qualora, a seguito di una decisione assunta dal Collegio o dopo aver votato una candidatura, anche attraverso procedure complesse, ma necessarie a garantire la massima partecipazione e trasparenza (ad esempio la votazione attraverso il CINECA) un Membro del Collegio non intendesse rispettarne il risultato e decidesse di candidarsi comunque o in altre occasioni si comportasse in maniera sostanzialmente opposta a quanto deciso dal Collegio, questo deve essere sospeso dal Collegio, così come è avvenuto per il passato, per un periodo non inferiore a tre anni”. Cosa, appunto, che gli Amici e Colleghi più anziani ricorderanno di essere già avvenuta e non una sola volta.

    Ancora, il nostro Codice Etico al paragrafo – Linearità e trasparenza dei processi decisionali – recita testualmente: “… I membri che fanno parte della Giunta devono essere consapevoli che stanno svolgendo un preciso compito su mandato di tutti i Colleghi”. Per analogia ed estensione lo stesso dovrebbe verificarsi per i nostri delegati alla S.I.C. Nessuno si è candidato ed è stato eletto se non attraverso il Collegio a cui, quindi, DEVONO rendere conto,

    Concordo con tutti quanti hanno ribadito imprescindibile la affiliazione dei chirurghi italiani alla S.I.C. e cito solo, per tutti, gli Amici di maggiore anzianità associativa quali Achille Gaspari e Francesco Tonelli. Ponti d’oro a chi vuole andarsene. Non che la S.I.C. si debba sciogliere o confluire in altra Società per trattenere alcuno.

    Ribadisco che in Assemblea chiederò il numero legale, l’identificazione dei presenti e la regolarità delle loro quote associative.

    Cari saluti.

    Pietro Forestieri

     

  42. Alfonso Barbarisi 7 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi Amici,

    mi sento in dovere di esprimere la mia esacrazione nei confronti del comportamento dei colleghi nel Direttivo SIC e di essere totalmente d’accordo con le considerazioni del Presidente a cui va il mio plauso e il mio apprezzamento.

    Vorrei ricordare la sostanziale differenza tra il mandato parlamentare e un mandato dato da un gruppo lobistico, come il Collegio.

    Il mandato parlamentare in una Democrazia rappresentativa è in capo al Popolo sovrano e la militanza nel Partito è solo il mezzo per conseguirlo, essendo i partiti “corpi intermedi” della Società civile per il raggiungimento del proprio bene, per cui, il Deputato risponde solo ai suoi elettori e se non è più d’accordo con la linea del partito lo deve lasciare per perseguire liberamente il bene per il popolo, secondo la sua coscienza. Altro è la delega di un gruppo di persone che si riunisce “lobisticamente” al  solo scopo di fare gli interessi del gruppo stesso e in questo caso, chiarito, quale sia, dalla maggioranza del gruppo, l’interesse, ad onta di ogni altro interesse. Il delegato deve, dico dev,e perseguirlo, e se ha una crisi di “identità” non è affatto libero di perseguire altri intendimenti, perchè questo interesse è privato, non pubblico. Questo è il caso del Collegio, che è una lobby ben manifesta  e il suo mandato è vincolante! I delegati devono rimettere il mandato, se non vogliono più rappresentare gli interessi del Gruppo stesso!

    Caro Presidente tira tu le conseguenze per gli atti consequenziali, ne hai il diritto-dovere.

    Cari affettuosi saluti a tutti, alfonso

  43. Nicola Basso 7 Maggio 2020 Rispondi

    Le vicende illustrate nella lettera di Ludovico Docimo mi hanno colto di sorpresa, direi di dolorosa sorpresa.

    Ricevere un mandato implica un obbligo d’onore a sostenerlo. Se ciò non è possibile per qualunque motivo od ove il mandato stesso risultasse in contrasto con i propri convincimenti, c’è una unica via d’uscita, chiara ed inequivocabile: rimettere il mandato.

    La storia dell’Accademia, per quanto Essa possa essere oggi bistrattata, ancora lo merita ed ancora lo pretende.

    E’ doloroso, forse anche antico, dire queste cose, ma del resto io sono antico, spero solo di non essere un sopravvissuto.

    Con l’orgoglio di sempre

    Nicola Basso

  44. Carissimi,

    è andato smarrito il senso di appartenenza all’Accademia che pur si presenta vitalissima ed indispensabile al paese, oggi come come in passato, tragedia Covid docet.

    Appare evidente un conflitto d’interesse che impedisce ad alcuni dei nostri Rappresentanti (Membri del Collegio indicati dal Collegio stesso) di … rappresentarci. La votazione di fine aprile era stata inequivoca: 60 voti a favore della proposta avanzata da Ludovico Docimo versus 6 contrari. Auspico, incassato l’ambito premio il 2 maggio, che chi ha ritenuto indegno rappresentare i Colleghi si dimetta da rapprentante della conponente Universitaria nel Collegio direttivo SIC.

    Grande stima per chi ha mantenuto ferma la barra.

    Un abbraccio a tutti

  45. Giuseppe Navarra 7 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Colleghi,

    il messaggio definitivo inviato dal Presidente eletto il 7 u.s. non lascia dubbi in alcuno dei membri del Collegio compreso il sottoscritto. Cito testualmente… ‘la nostra proposta è stata discussa in Consiglio Direttivo della Società Italiana di Chirurgia ed è stata bocciata a maggioranza, nonostante il voto contrario di Basile, Roviello e Canonico, poiché gli altri nostri rappresentanti non hanno ritenuto (ancora una volta!) di sostenere la volontà espressa dal Collegio nella nostra recente consultazione’.

    Andando però con la mente a quel Consiglio direttivo del 2 maggio, cui ho partecipato, non ricordo si sia votato…

    Ho ritrovato l’ordine del giorno che riporto di seguito:

    1) Approvazione verbale seduta precedente;

    2) Comunicazioni Presidente;

    3) Linea SIC in merito ai rapporti SIC ACOI e futura società

    3) Comunicazioni Segretario Generale;

    4) Comunicazioni Segretario Tesoriere;

    5) Congresso 2020;

    6) Comunicazioni Presidenti di Commissione;

    7) Varie ed eventuali.

    Ed ho avuto conferma che non era stata prevista alcuna votazione, neanche al punto 3.

    Ricordo tra l’altro che ebbi a comunicare al Prof. Docimo, per le vie brevi e quasi in tempo reale, che non si svolse alcuna votazione. Infatti il Presidente De Paolis chiese a ciascuno dei presenti solo una valutazione sul testo votato a larga maggioranza dal Collegio e trasmesso come proposta alla SIC.

    Le dichiarazioni espresse dai colleghi prima di me, prefiguravano una chiara prevalenza di opinioni avverse alla proposta del Collegio. Giunto il mio turno provai a trovare una terza via… Presa la parola, dichiarai che finchè non si fosse trovata o ri-trovata, qualora ci fosse mai stata, una minima fiducia tra le due componenti rappresentate in Consiglio, qualsiasi tentativo di ridisegnare la chirurgia italiana non avrebbe potuto avere successo. Ed è alla luce della considerazione appena espressa che mi astenni dal dare un giudizio alla proposta di ridisegno delle quote di rappresentanza in seno alla SIC o Chirurgia Italiana Unita del futuro proposta dal Collegio.

    Alla luce di questa mia ricostruzione, permettetemi alcune considerazioni personali.

    Sono profondamente dispiaciuto che nella estrema semplificazione del racconto, il presidente abbia sacrificato il mio distinguo, nonostante lo avessi a lui comunicato e motivato per le vie brevi quasi in tempo reale. Il dispiacere è stato ulteriormente acuito dal fatto che la semplificazione cui alludevo prima mi ha reso anche recidivo (ancora una volta!).

    Sono fin da subito pronto a rimettere il mandato, qualora si ritenga il comportamento tenuto sulla vicenda dal sottoscritto censurabile ed in contrasto al codice etico cui si fa talvolta riferimento, al di fuori dal caso di specie, quando va applicato ad altri…

    Pippo Navarra

  46. Carissimi, ho seguito con molta amarezza lo sviluppo degli eventi che hanno riguardato la proposta del collegio per le rappresentanze nell’istituenda nuova società di chirurgia.Era chiaro da molto tempo che prima o poi le attuali rappresentanze sarebbero state modificate a nostro svantaggio. Quello che non mi è chiaro è se tutti siamo coscienti di quello che sta avvenendo relativamente al ruolo ed ai compiti dei professori universitari e non solo i chirurghi. Temo che presto saranno cambiati gli statuti delle scuole di specializzazione e che l’attuale ruolo dei docenti universitari verrà via via ridimensionato ed alla fine saremo relegati a fare lezioni frontali magari a distanza e poco altro. Ci sono battaglie che si possono perdere, soprattutto quando esiste una grande sproporzione delle forze in campo che non è solo numerica. L’unica differenza deriva dal modo con cui queste battaglie si perdono e da questo dipende il diverso ruolo nella fase di ricostruzione. Durante questi mesi “diversamente vissuti” ho fatto un sogno. Tutti i professori universitari si dimettevano non solo dalle cariche direttive della SIC ma dalla stessa stessa società che verrà istituita. Tutti si impegnavano al massimo delle proprie possibilità a potenziare la società dei chirurghi universitari,tutti contribuivano con i frutti delle proprie ricerche a far crescere la rivista dei chirurghi universitari. Tutti mettevano a disposizione dell’accademia le proprie idee e le proprie conoscenze per ridisegnare il ruolo dei docenti clinici. Avrete capito che sto parlando di dignità, quella che dobbiamo a noi stessi ,ai nostri maestri , ma soprattutto a chi verrà dopo di noi. Purtroppo mi sono svegliato ed il Covid 19 era ancora intorno a me. Rimango a disposizione di tutti voi senza alcuna ambizione personale. Un abbraccio a tutti voi con la stima di sempre, G.Pappalardo

  47. Carissimi colleghi,

    in questo periodo non ho potuto partecipare molto per ragioni di salute, ma, dal mio attuale isolamento, mi sento di dovere intervenire.

    Intanto bisognerebbe avere maggiori informazioni da parte SIC e capire esattamente se si è votato e cosa si è votato, anche visto cosa era scritto nell’ordine del giorno. Aspettiamo un verbale ufficiale. Ma a prescindere dalla forma, dobbiamo tornare alla sostanza. E’ evidente che nel Collegio ci sono posizioni diverse, anche se minoritarie, ed è altrettanto evidente che in SIC si vuole portare avanti delle posizioni e votarle senza che siano state ampiamente condivise. Probabilmente in tutto ciò il fatto di non potersi incontrare di persona non aiuta e facilita i malintesi.

    Vorrei solo portare la vostra attenzione su due punti:

    i colleghi che sono stati da noi indicati devono portare in CD SIC le istanze, le opinioni e le proposte del collegio. Se non si sentono di poterlo fare, se non si sentono più in sintonia con quanto portato e proposto dalla maggioranza (peraltro molto ampia), hanno il dovere morale di rimettere il mandato. Se questo non avviene il collegio deve procedere secondo regolamento. E questo indipendentemente da chi sono i colleghi (ho la massima stima ed il massimo rispetto per i colleghi che ci rappresentano) ma solo per il bene del collegio che diversamente perde di credibilità
    Io credo che la proposta del Collegio fosse più che accettabile o quantomeno una ottima base per una trattativa. Penso che una trattativa debba essere ancora tentata, perché ho la sensazione che ci siano questioni personali e di principio e pregiudizi che la blocchino più che la sostanza. Bisogna trovare una mediazione e fare in modo che si vada in CD SIC con delle proposte comuni e condivise da prima. Diversamente si continua a spaccare le parti ed il danno non è agli ospedalieri o agli universitari ma a tutta la Chirurgia Italiana. Io credo che i margini per una ripresa della trattativa si possano e si debbano trovare.

    Se poi le comunicazioni difficili di questo periodo hanno creato dei malintesi e tutto è nato da questo tanto meglio, perché sarà più semplice la soluzione.

    Un grazie a Ludovico per quanto sta facendo con grande impegno, tatto e sapienza. Sono sicuro che riuscirà con la sua maestria e con l’aiuto di noi tutti a trovare il bandolo di questa difficile situazione.

    Cari saluti a tutti.

  48. Massimo Chiarugi 8 Maggio 2020 Rispondi

    Il sogno di Giuseppe è affascinante, ….moooolto affascinante! Non serve scomodare Freud per spiegarne il significato.

  49. Alfonso Barbarisi 8 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Giuseppe, capisco il sentimento del tuo sogno, ma, a mio modesto parere, le guerre, specie quelle per la propria dignità, si combattano facendosi legare ai cannoni e non indietreggiando. Ricordati come è andata con l’Aventino.

    Piuttosto sarebbe opportuno una buona ed esatta informazione sulle cose dette e fatte perchè è tempo di chiarezza e non di nebbie (certo il votare o dichiarare è la stessa cosa in questo caso e  distinguo da bizzantinismi non sono proprio accettabili). Chi più dei nostri Colleghi ed amici, che ci rappresentano alla SIC, possono chiarire l’ accaduto ? Consiglio, che il Direttivo del Collegio li teleconvochi, nei modi più opportuni ed in breve tempo e da qui ripartire.

    Saluti Alfonso

  50. Rimango esterrefatto del comportamento dei colleghi che mi rappresentano nel CD della SIC e che hanno espresso parere negativo (o votato) riguardo la proposta del collegio scaturita da una ampia maggioranza nella votazione del 27 aprile. I rappresentanti della componente universitaria nel CD sono stati indicati dal collegio e come tali debbono rappresentarne le esigenze e le direttive. Il codice etico parla chiaro come riportato da Pietro , il loro comportamento e’ censurabile.                                                                     Cordiali saluti a tutti

  51. Ugo Boggi 8 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente, Caro Ludovico,

    ti ringrazio per il tuo continuo ed appassionato impegno. Resto sorpreso e perplesso di quanto ci hai riferito. Penso che i nostri “delegati” in SIC dovrebbero riferire al Collegio e chiarire le loro opinioni/posizioni. Forse questa occasione può essere utile anche per chiarire i limiti di “interpretazione personale” dei mandati che il Collegio può assegnare ai singoli anche se, a termini di regolamento, sembrerebbero già chiari.

    Ciao

    Ugo

  52. Roberta Gelmini 8 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi Colleghi,

    con estremo dispiacere prendo atto di questa situazione. Il Collegio si è espresso mediante una consultazione telematica che ha portato ad una espressione di volontà ben precisa, sebbene non unanime. Ritengo che i nostri rappresentanti nel Consiglio Direttivo della SIC, in quanto tali e quindi espressione del Collegio, debbano avere il mandato di portare in tale sede le istanze e le posizioni chiaramente espresse dal Collegio stesso.

    Non posso che concordare con il Presidente e i Colleghi Barbarisi, Forestieri ed altri che si sono già espressi in questo senso. Qualora le posizioni dei rappresentanti non coincidano con quelle del Collegio e loro non ritengano di poter sostenerne le istanze, sarebbe opportuno che rimettessero il loro mandato. Nel caso specifico credo sia ininfluente che in seno al Direttivo della SIC si sia proceduto ad una votazione formale oppure sia stato richiesto di esprimere un parere; resta il fatto che la proposta espressa e votata dal nostro Collegio non è stata appoggiata da tutti i Colleghi che ci dovrebbero rappresentare.

    Non posso far altro che concludere che si tratta di un momento triste e buoi della nostra storia.

  53. Mario Testini 8 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Amici,
    mi dispiace molto di questa situazione creatasi. Mi dispiace perché, ex juvantibus, deduco che si stia parlando di tre colleghi che stimo moltissimo e che sono indubbiamente tre miei cari amici e con uno dei quali ho anche condiviso un percorso professionale importantissimo per la mia formazione, da cui è nata un’ amicizia ventennale… e a cui -ancora oggi- talvolta mi rivolgo per avere consigli “illuminanti” su casi clinici specifici.
    Le regole però sono le regole … se – per quanto mi riguarda in modo del tutto rispettabile – le loro idee specifiche non corrispondano a quelle del Collegio da cui sono stati scelti per portare all’esterno la voce unitaria dello stesso, ritengo che così come hanno fatto in modo encomiabile Rocco Bellantone e Massimo Rossi (leggasi a riguardo – credetemi – lo stesso sentimento personale di cui sopra) debbano dimettersi dal ruolo per cui il Collegio li ha scelti.
    Con grande rammarico mi trovo a scrivere queste righe, frutto di una opinione del tutto personale, certo che il sentimento che ho sottolineato rimanga nel tempo identico. Questo, ripeto, se la mia deduzione dei fatti è corretta.
    Un affettuoso saluto a tutti Voi,
    Vostro Mario.

  54. Giuseppe Navarra 8 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Colleghi,

    vista la richiesta pressante e assolutamente condivisibile di conoscenza del dibattito avvenuto all’interno al CD SIC, mi permetto di sottolineare come la ragione principale, se non unica, di quella che il Presidente del Collegio definisce ‘bocciatura’ della proposta targata Collegio risieda nelle 11 parole sottolineate ed in grassetto: ‘I membri del Consiglio Direttivo risulteranno eletti garantendo una rappresentanza di almeno il 40% di ciascuna delle componenti universitaria (indicate dal Collegio degli Ordinari di Chirurgia) ed ospedaliera, il 20% sarà rappresentato da chirurghi under 35 anni identificati sempre in accordo tra le suddette componenti universitarie ed ospedaliere, in base a meriti scientifici ed assistenziali, garantendo nell’ambito dell’intero consiglio la presenza di almeno una quota rosa.

    Una precisazione: votazione o espressione di parere o opinione fanno si la differenza. La votazione avrebbe avuto delle conseguenze anche formali, la espressione di voto riassunta genericamente in un comunicato del Presidente SIC lascia la porta aperta… se poi la strategia è quella di rompere comunque ed in ogni caso con il mondo non ‘accademico’, diciamolo chiaramente così che i delegati in CD SIC conoscano fino in fondo quale sia la mission… e si possano regolare di conseguenza confrontandosi con le proprie idee e principi e con il codice etico del Collegio.

     

     

  55. Gaspare Gulotta 8 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi Colleghi,

    mi è particolarmente gradito il ricordo dell’ultima nostra Assemblea, dove è stata scritta una bella pagina di storia della nostra Istituzione in cui tesi diverse, sostenute da autorevoli Colleghi, si sono confrontate con lo scopo unico di dare una voce univoca ad una grande e gloriosa Accademia pur in un momento così difficile e complesso.

    Per raggiungere questo obiettivo si è proceduto ad una consultazione democratica che ha espresso, a grande maggioranza, questa precisa linea di pensiero e di strategia.

    Alla luce di quanto detto, trovo sorprendente che alcuni tra i nostri rappresentanti abbiano votato in seno al Consiglio Direttivo della S.I.C. in maniera difforme rispetto alla decisione che doveva esprimere il sentimento unitario del Collegio, appellandosi ad una loro autonomia di pensiero ed azione.

    La legittimità di una posizione autonoma, in dissenso rispetto alla decisione dell’assemblea, è ovviamente fuori discussione, ma sarebbe stato preferibile che questa fosse stata espressa in una posizione del tutto sganciata dal vincolo morale che consegue al ruolo di rappresentanza da essi ricoperto.

    Si sarebbe così evitato, con un onorevole “passo indietro”, di sconfessare la linea risultata maggioritaria nella consultazione elettorale.

    Auspico, e sono certo, che questi Colleghi sapranno, con la loro indubitata saggezza, porre rimedio a questo sgradevole evento.

    Mi sia infine consentito di sottolineare che mi riempie di orgoglio e gioia il contributo di tre colleghi, i Proff. Basile, Roviello e Canonico. Essi, con la loro scelta, hanno dato ulteriore forza ad una tesi che vuole valorizzare le eccellenze in uno spirito unitario.

    Gaspare

  56. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 8 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi,

    Al fine di chiarire lo svolgimento dei fatti e per consentirvi di trarre le dovute conclusioni, vi allego lo scambio integrale di mail successive al CD SIC oggetto del dibattito, che ritengo inequivocabili (anche se potrei sbagliarmi), nelle quali in sintesi

    De Paolis afferma chiaramente: “E’ sufficiente e bastevole per ricusare tale proposta che non può essere fatta propria dal CD della SIC che a larga maggioranza ha sottoscritto  quanto ti scrivo in questa doverosa mia.”

    Montorsi integra affermando: “…Proseguirei con il nostro progetto…”

    Falconi aggiunge: “…alla rappresentanza universitaria del Collegio che nel rispetto di una delega non sono esseri acefali, telecomandati senza diritto di pensiero..”

    De Paolis conclude:  “La SIC ha non solo capacità la capacità ma il dovere di delineare la propria linea di condotta in autonomia vista l’indiscussa rappresentatività dei componenti del proprio Consiglio Direttivo….”

    Personalmente rispondo: “…Se si vuole considerare il mondo universitario è un conto, se si vuole considerare un parere disgiunto dal Collegio, riferendosi a considerazioni personali, seppure provenienti da personalità, che per quanto prestigiose, parlano a titolo personale, la questione capirai bene diventa totalmente diversa.

    La storia della SIC con le sue grandi anime ospedaliere e universitarie dura da molti anni grazie a regole di rispetto reciproco….”

     

    Da: Paolo De paolis
    Inviato: sabato 2 maggio 2020 15:23:43

    Caro Ludovico,
    Nel compiacermi ancora per la Tua ripresa devo però al contempo rammaricarmi nel constatare,a quanto mi scrivi, che i contenuti della proposta non corrispondono a quanto mi avevi fatto intendere.
    Era infatti ben chiaro che la ripartizione delle quote dovesse riconoscere un minimo garantito del 40% per ciascheduna componente universitaria ed ospedaliera e la rimanente quota del 20% non fosse vincolata ad alcuna componente e per questo identificabile con altro criterio ad esempio anzianità o altro.
    Aver vincolato anche questa quota al controllo preventivo delle componenti snatura nella sostanza la proposta che si voleva almeno in questa piccola quota rappresentasse quel superamento di rigidi schemi ormai come più volte sottolineato anacronistici.
    Aver voluto far rientrare dalla finestra il “50 e 50” non era francamente quanto atteso per così tanto tempo da tutta la classe chirurgica italiana che non sottolineo quanto sia in questo tragico momento sommersa da altri ben più pressanti problemi.
    Quel coraggio che dovrebbe confidare in una consapevolezza del proprio valore e nella stima reciproca delle componenti non ha trovato spazio ed ha prevalso l’egoistica garanzia dei propri privilegi.
    Non è su queste basi che avevamo ipotizzato un rilancio della Nostra Società.
    Non è necessario che entri nel dettaglio degli altri cavilli che sottolineerebbero ulteriormente questo concetto.

    E’ sufficiente e bastevole per ricusare tale proposta che non può essere fatta propria dal CD della SIC che a larga maggioranza ha sottoscritto  quanto ti scrivo in questa doverosa mia.

    È con delusione e amarezza che chiudo questa lettera non senza chiederTi però di pregare i Componenti del Collegio che tu presiedi di astenersi dall’ usare toni e verbi nei pubblici scritti che Vi scambiate che risultano offensivi nei riguardi di tutto o parte il Consiglio Direttivo da me presieduto.
    Questo per il rispetto e la stima dovuti.
    Il più cordiale saluto

    Paolo De Paolis

    Il giorno 3 mag 2020, alle ore 19:17, Ludovico Docimo ha scritto:

    Al Presidente della SIC e a tutto il Consiglio Direttivo

    Caro Paolo,

    Mi dispiace molto ricevere la tua lettera per i contenuti che mi rappresenti.

    Non è nel mio stile affrontare un problema o una discussione entrando dalle finestre, sono abituato ad essere ben accolto entrando sempre dalla porta principale!

    Non utilizzo le persone e tanto meno Te, forse altri Ti espongono e Ti tirano per la giacca, io non ho padroni, doppi scopi o paure, affronto ogni controversia sempre a viso aperto! Vorrei che fosse chiaro a te, come a tutto il Consiglio Direttivo, tra i quali peraltro ci sono numerosi Colleghi Ospedalieri ed Universitari che mi conoscono molto bene.

    Forse, ma evidentemente non ne hai colpa, Ti sei rapportato negli ultimi tempi ad altre personalità con modelli comportamentali diversi dai miei, che ad esempio utilizzano una delega per assumere un mandato e poi ne disconoscono la rappresentatività.

    Ricorderai bene che ero assolutamente contrario ad una votazione frettolosa e telematica, non sussistendo caratteri di urgenza e nemmeno le condizioni per affrontare un tema così importante senza un confronto diretto in una assemblea, tuttavia nelle nostre conversazioni ho compreso il Tuo imbarazzo, la Tua travagliata posizione nel dover rispettare l’opinione delle diverse componenti per raggiungere un’indispensabile unanimità soprattutto nel Tuo direttivo.

    Per questo motivo, nonostante fossi in Terapia Intensiva in gravissime condizioni, potrà confermartelo Franco Corcione che penava negli stessi giorni per le sorti del fratello, col quale mi divideva una parete dell’ospedale, e nonostante non parlassi al telefono con nessuno per oggettive difficoltà, sospendendo la mia cpap ho definito con Te la soluzione, che  – avrai notato nei Tuoi accessi nel sito del Collegio –  ha avuto non poche critiche al suo interno, e mi dispiace se hai riscontrato toni offensivi, ma al di là del fatto che si trattava di conversazioni tra soci, personalmente ignoro i contenuti degli scambi di opinioni in ambito ACOI, il cui presidente  – durante la mia malattia –  non ha ritenuto di inviarmi  alcun tipo di messaggio di solidarietà, tra i pochi colleghi – per altro con un ruolo istituzionale – su tutto il territorio nazionale a non avvertirne l’opportunità, ma credimi è solo un riscontro, poiché sinceramente non ne ho percepito la mancanza.

    Ebbene, pensavo di esserTi venuto incontro e come promesso, entro la fine del mese di aprile, è stata approvata la proposta che avevamo concertato, specificando che il 20% venisse assegnato agli under 35, cosa è cambiato? Avevamo definito insieme che il criterio di selezione sarebbe consistito nella valutazione dell’attività scientifica ed assistenziale (proprio per evitare sbilanciamenti)….leggi forse 10% agli universitari e 10% agli ospedalieri? “Ognun col proprio cuor l’altrui misura” diceva Metastasio, mentre il più nobile Ordine della Giarrettiera ha per motto “honni soit qui mal y pense”….intelligenti pauca; devo credere che nel “retropensiero di qualcuno” il timore di non avere l’assoluta certezza di controllare questo 20% è prevalso sulla volontà di raggiungere un sofferto obiettivo, che peraltro solo una componente continuava a voler perseguire da tempo e ad ogni costo….grazie per avermelo chiarito, poiché a questo punto l’interpretazione a cui noi non avevamo pensato, e che qualcuno ha voluto ricercare, diventa la nostra! Meglio chiarire come dividere questo 20% e quindi utilizzare la capziosa interpretazione del 10% a componente.

    D’altra parte se la volontà era quella di limitare la componente universitaria ad un rigido 40%, ebbene questa possibilità è stata bocciata dapprima dalla nostra assemblea e poi da ben 2 votazioni telematiche, che una parte della Tua maggioranza in Consiglio dovrebbe tenere ben presente prima di bocciare, per senso di appartenenza al Collegio, che li ha voluti in Consiglio anche con ruoli di vertice. Grazie alla designazione del Collegio, infatti, chi ti affianca è stato eletto dall’assemblea della SIC, ma nell’ambito di una lista blindata di diversa estrazione! È bene che non lo dimentichi nessuno.

    Credo che tutto questo amareggi molto più me che chiunque altro ha contribuito a ricusare una proposta ahimè sinceramente condivisa con te.

    Con la stima e la cordialità di sempre

    Ludovico Docimo

    Da: MONTORSI Marco ICH
    Inviato: domenica 3 maggio 2020 19:46

    Cari amici

    non ci tengo a commentare oltre una risposta di questo tono piena di arroganza e larvate minacce.

    Proseguirei con il nostro progetto

    Cari saluti

    MM

    Prof. Marco Montorsi

    Da: “FALCONI MASSIMO”
    Inviato: Domenica, 3 maggio 2020 20:00:21

    Mi associo a quanto scritto dal professor Montorsi. Trovo questa lettera assolutamente offensiva alla alla rappresentanza universitaria del Collegio che nel rispetto di una delega non sono esseri acefali, telecomandati senza diritto di pensiero

    Massimo Falconi

    Da: Paolo De paolis
    Data: lunedì 4 maggio 2020 11:00

    Caro Ludovico,

    non credo sia il caso di alimentare ulteriori polemiche limitandosi ad osservare come le posizioni siano del tutto chiare per tutti quelli che hanno obiettività di analisi e di giudizio.

    La SIC ha non solo capacità la capacità ma il dovere di delineare la propria linea di condotta in autonomia vista l’indiscussa rappresentatività dei componenti del proprio Consiglio Direttivo

    Cosi è sempre stato, così continuerà ad essere nella fedeltà ai principi che governano la nostra Società.

    Molto cordialmente

    Paolo De Polis

    Da: giambattista catalini
    Data: lunedì 4 maggio 2020 11:59

    Buon giorno… che dire ?

    Certo l’ordine della Giarrettiera e’ del 1348 ,

    la SIC e’ molto più recente , per non parlare dell’ACOI 1980 …

    Metastasio … 1698 – 1782 … anche lui di storia ne’ ha …

    Che dire : i riferimenti storici ci sono , noi però come sappiamo abbiamo il presente e l’eventuale futuro a cui pensare …

    Rispetto e mi sento vicino ai commenti del Prof Falconi e del Prof Montorsi .

    Condivido la risposta del Presidente Paolo De Paolis .

    Giambattista

     

    Da: Ludovico Docimo
    Data: lunedì 4 maggio 2020 14:34

    Caro Paolo,

    non alimento polemiche ma ho il dovere di chiarire…soprattutto quando i toni riferiti alla mia persona e all’istituzione che rappresento vanno oltre.

    La storia non si dimentica e talune regole, anche di buona educazione non invecchiano. Se si vuole considerare il mondo universitario è un conto, se si vuole considerare un parere disgiunto dal Collegio, riferendosi a considerazioni personali, seppure provenienti da personalità, che per quanto prestigiose, parlano a titolo personale, la questione capirai bene diventa totalmente diversa.

    La storia della SIC con le sue grandi anime ospedaliere e universitarie dura da molti anni grazie a regole di rispetto reciproco

    Molto Cordialmente

    Ludovico Docimo

  57. Luigi Zorcolo 8 Maggio 2020 Rispondi

    Gentilissimi,

    ho letto tutti gli interventi e non voglio ripetere cose che sono state ampiamente già scritte da esimi colleghi.

    Mi associo a coloro che sostengono che chi è stato eletto per rappresentarci nel CD della SIC non debba sempre farsi portavoce di quanto deciso dalla maggioranza del collegio.

    Saluti e auguri di buona guarigione ai colleghi che ancora stanno combattendo contro il corona virus

    Gigi

     

     

     

     

  58. Massimo Chiarugi 8 Maggio 2020 Rispondi

    Perdonami Gigi, mi sfugge di cosa dovresti farti portavoce.

    Massimo

  59. Luigi Zorcolo 8 Maggio 2020 Rispondi

    Scusate, nel mio breve messaggio precedente c’era un “non” di troppo.

    Mi associo a coloro che sostengono che chi è stato eletto per rappresentarci nel CD della SIC debba sempre farsi portavoce di quanto deciso dalla maggioranza del collegio.

    Saluti e auguri di buona guarigione ai colleghi che ancora stanno combattendo contro il corona virus

    Gigi

     

  60. Ludovico Docimo 8 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi,

    Al fine di chiarire lo svolgimento dei fatti e per consentirvi di trarre le dovute conclusioni, vi allego lo scambio integrale di mail successive al CD SIC oggetto del dibattito, che ritengo inequivocabili (anche se potrei sbagliarmi), nelle quali in sintesi

    De Paolis afferma chiaramente: “E’ sufficiente e bastevole per ricusare tale proposta che non può essere fatta propria dal CD della SIC che a larga maggioranza ha sottoscritto  quanto ti scrivo in questa doverosa mia.”

    Montorsi integra affermando: “…Proseguirei con il nostro progetto…”

    Falconi aggiunge: “…alla rappresentanza universitaria del Collegio che nel rispetto di una delega non sono esseri acefali, telecomandati senza diritto di pensiero..”

    De Paolis conclude:  “La SIC ha non solo capacità la capacità ma il dovere di delineare la propria linea di condotta in autonomia vista l’indiscussa rappresentatività dei componenti del proprio Consiglio Direttivo….”

    Personalmente rispondo: “…Se si vuole considerare il mondo universitario è un conto, se si vuole considerare un parere disgiunto dal Collegio, riferendosi a considerazioni personali, seppure provenienti da personalità, che per quanto prestigiose, parlano a titolo personale, la questione capirai bene diventa totalmente diversa.

    La storia della SIC con le sue grandi anime ospedaliere e universitarie dura da molti anni grazie a regole di rispetto reciproco….”

     

    Da: Paolo De paolis
    Inviato: sabato 2 maggio 2020 15:23:43

    Caro Ludovico,
    Nel compiacermi ancora per la Tua ripresa devo però al contempo rammaricarmi nel constatare,a quanto mi scrivi, che i contenuti della proposta non corrispondono a quanto mi avevi fatto intendere.
    Era infatti ben chiaro che la ripartizione delle quote dovesse riconoscere un minimo garantito del 40% per ciascheduna componente universitaria ed ospedaliera e la rimanente quota del 20% non fosse vincolata ad alcuna componente e per questo identificabile con altro criterio ad esempio anzianità o altro.
    Aver vincolato anche questa quota al controllo preventivo delle componenti snatura nella sostanza la proposta che si voleva almeno in questa piccola quota rappresentasse quel superamento di rigidi schemi ormai come più volte sottolineato anacronistici.
    Aver voluto far rientrare dalla finestra il “50 e 50” non era francamente quanto atteso per così tanto tempo da tutta la classe chirurgica italiana che non sottolineo quanto sia in questo tragico momento sommersa da altri ben più pressanti problemi.
    Quel coraggio che dovrebbe confidare in una consapevolezza del proprio valore e nella stima reciproca delle componenti non ha trovato spazio ed ha prevalso l’egoistica garanzia dei propri privilegi.
    Non è su queste basi che avevamo ipotizzato un rilancio della Nostra Società.
    Non è necessario che entri nel dettaglio degli altri cavilli che sottolineerebbero ulteriormente questo concetto.

    E’ sufficiente e bastevole per ricusare tale proposta che non può essere fatta propria dal CD della SIC che a larga maggioranza ha sottoscritto  quanto ti scrivo in questa doverosa mia.

    È con delusione e amarezza che chiudo questa lettera non senza chiederTi però di pregare i Componenti del Collegio che tu presiedi di astenersi dall’ usare toni e verbi nei pubblici scritti che Vi scambiate che risultano offensivi nei riguardi di tutto o parte il Consiglio Direttivo da me presieduto.
    Questo per il rispetto e la stima dovuti.
    Il più cordiale saluto

    Paolo De Paolis

    Il giorno 3 mag 2020, alle ore 19:17, Ludovico Docimo ha scritto:

    Al Presidente della SIC e a tutto il Consiglio Direttivo

    Caro Paolo,

    Mi dispiace molto ricevere la tua lettera per i contenuti che mi rappresenti.

    Non è nel mio stile affrontare un problema o una discussione entrando dalle finestre, sono abituato ad essere ben accolto entrando sempre dalla porta principale!

    Non utilizzo le persone e tanto meno Te, forse altri Ti espongono e Ti tirano per la giacca, io non ho padroni, doppi scopi o paure, affronto ogni controversia sempre a viso aperto! Vorrei che fosse chiaro a te, come a tutto il Consiglio Direttivo, tra i quali peraltro ci sono numerosi Colleghi Ospedalieri ed Universitari che mi conoscono molto bene.

    Forse, ma evidentemente non ne hai colpa, Ti sei rapportato negli ultimi tempi ad altre personalità con modelli comportamentali diversi dai miei, che ad esempio utilizzano una delega per assumere un mandato e poi ne disconoscono la rappresentatività.

    Ricorderai bene che ero assolutamente contrario ad una votazione frettolosa e telematica, non sussistendo caratteri di urgenza e nemmeno le condizioni per affrontare un tema così importante senza un confronto diretto in una assemblea, tuttavia nelle nostre conversazioni ho compreso il Tuo imbarazzo, la Tua travagliata posizione nel dover rispettare l’opinione delle diverse componenti per raggiungere un’indispensabile unanimità soprattutto nel Tuo direttivo.

    Per questo motivo, nonostante fossi in Terapia Intensiva in gravissime condizioni, potrà confermartelo Franco Corcione che penava negli stessi giorni per le sorti del fratello, col quale mi divideva una parete dell’ospedale, e nonostante non parlassi al telefono con nessuno per oggettive difficoltà, sospendendo la mia cpap ho definito con Te la soluzione, che  – avrai notato nei Tuoi accessi nel sito del Collegio –  ha avuto non poche critiche al suo interno, e mi dispiace se hai riscontrato toni offensivi, ma al di là del fatto che si trattava di conversazioni tra soci, personalmente ignoro i contenuti degli scambi di opinioni in ambito ACOI, il cui presidente  – durante la mia malattia –  non ha ritenuto di inviarmi  alcun tipo di messaggio di solidarietà, tra i pochi colleghi – per altro con un ruolo istituzionale – su tutto il territorio nazionale a non avvertirne l’opportunità, ma credimi è solo un riscontro, poiché sinceramente non ne ho percepito la mancanza.

    Ebbene, pensavo di esserTi venuto incontro e come promesso, entro la fine del mese di aprile, è stata approvata la proposta che avevamo concertato, specificando che il 20% venisse assegnato agli under 35, cosa è cambiato? Avevamo definito insieme che il criterio di selezione sarebbe consistito nella valutazione dell’attività scientifica ed assistenziale (proprio per evitare sbilanciamenti)….leggi forse 10% agli universitari e 10% agli ospedalieri? “Ognun col proprio cuor l’altrui misura” diceva Metastasio, mentre il più nobile Ordine della Giarrettiera ha per motto “honni soit qui mal y pense”….intelligenti pauca; devo credere che nel “retropensiero di qualcuno” il timore di non avere l’assoluta certezza di controllare questo 20% è prevalso sulla volontà di raggiungere un sofferto obiettivo, che peraltro solo una componente continuava a voler perseguire da tempo e ad ogni costo….grazie per avermelo chiarito, poiché a questo punto l’interpretazione a cui noi non avevamo pensato, e che qualcuno ha voluto ricercare, diventa la nostra! Meglio chiarire come dividere questo 20% e quindi utilizzare la capziosa interpretazione del 10% a componente.

    D’altra parte se la volontà era quella di limitare la componente universitaria ad un rigido 40%, ebbene questa possibilità è stata bocciata dapprima dalla nostra assemblea e poi da ben 2 votazioni telematiche, che una parte della Tua maggioranza in Consiglio dovrebbe tenere ben presente prima di bocciare, per senso di appartenenza al Collegio, che li ha voluti in Consiglio anche con ruoli di vertice. Grazie alla designazione del Collegio, infatti, chi ti affianca è stato eletto dall’assemblea della SIC, ma nell’ambito di una lista blindata di diversa estrazione! È bene che non lo dimentichi nessuno.

    Credo che tutto questo amareggi molto più me che chiunque altro ha contribuito a ricusare una proposta ahimè sinceramente condivisa con te.

    Con la stima e la cordialità di sempre

    Ludovico Docimo

     

    Da: MONTORSI Marco ICH
    Inviato: domenica 3 maggio 2020 19:46

    Cari amici

    non ci tengo a commentare oltre una risposta di questo tono piena di arroganza e larvate minacce.

    Proseguirei con il nostro progetto

    Cari saluti

    MM

    Prof. Marco Montorsi 

    Da: “FALCONI MASSIMO”
    Inviato: Domenica, 3 maggio 2020 20:00:21

    Mi associo a quanto scritto dal professor Montorsi. Trovo questa lettera assolutamente offensiva alla alla rappresentanza universitaria del Collegio che nel rispetto di una delega non sono esseri acefali, telecomandati senza diritto di pensiero 

    Massimo Falconi

     

    Da: Paolo De paolis
    Data: lunedì 4 maggio 2020 11:00

    Caro Ludovico,

    non credo sia il caso di alimentare ulteriori polemiche limitandosi ad osservare come le posizioni siano del tutto chiare per tutti quelli che hanno obiettività di analisi e di giudizio.

    La SIC ha non solo capacità la capacità ma il dovere di delineare la propria linea di condotta in autonomia vista l’indiscussa rappresentatività dei componenti del proprio Consiglio Direttivo

    Cosi è sempre stato, così continuerà ad essere nella fedeltà ai principi che governano la nostra Società.

    Molto cordialmente

    Paolo De Polis

    Da: giambattista catalini
    Data: lunedì 4 maggio 2020 11:59

    Buon giorno… che dire ?

    Certo l’ordine della Giarrettiera e’ del 1348 ,

    la SIC e’ molto più recente , per non parlare dell’ACOI 1980 …

    Metastasio … 1698 – 1782 … anche lui di storia ne’ ha …

    Che dire : i riferimenti storici ci sono , noi però come sappiamo abbiamo il presente e l’eventuale futuro a cui pensare …

    Rispetto e mi sento vicino ai commenti del Prof Falconi e del Prof Montorsi .

    Condivido la risposta del Presidente Paolo De Paolis .

    Giambattista

     

    Da: Ludovico Docimo
    Data: lunedì 4 maggio 2020 14:34

    Caro Paolo,

    non alimento polemiche ma ho il dovere di chiarire…soprattutto quando i toni riferiti alla mia persona e all’istituzione che rappresento vanno oltre.

    La storia non si dimentica e talune regole, anche di buona educazione non invecchiano. Se si vuole considerare il mondo universitario è un conto, se si vuole considerare un parere disgiunto dal Collegio, riferendosi a considerazioni personali, seppure provenienti da personalità, che per quanto prestigiose, parlano a titolo personale, la questione capirai bene diventa totalmente diversa.

    La storia della SIC con le sue grandi anime ospedaliere e universitarie dura da molti anni grazie a regole di rispetto reciproco 

    Molto Cordialmente

    Ludovico Docimo

  61. Sergio Alfieri 9 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente,

    Cari tutti,

    ho lungamente riflettuto su quanto è stato scritto e accaduto . E devo dire che ho il timore di non aver completa conoscenza delle regole del nostro collegio ed esporrò pertanto il mio pensiero sulla base di quello che mi sembra il buon senso , la lealtà e l ‘onore .

    Ho anche in verità atteso , sperando di leggere la versione dei nostri delegati prima di dare un parere. Ma salvo che mi sia sfuggito , questo non è avvenuto . O almeno non da tutti . Sarebbe sempre meglio sentire tutte le versioni .

    Prima considerazione : era già stato detto che non c era fretta di decidere vista l emergenza COVID . Il nostro Presidente è stato ricoverato lui stesso in terapia intensiva per COVID e mi sarei aspettato ,da chi doveva , una sensibilità diversa nell incalzarlo con questa improrogabile scadenza !
    Ma forse ci sono degli aspetti che mio sfuggono e non pretendo di conoscerli .

    Seconda considerazione:

    ritengo poco elegante che ci sia qualcuno che vada a riferire o a far leggere scambi epistolari (Se questo è Poi veramente avvenuto ) che appartengono alla chat del nostro collegio . Non c’è nulla da nascondere per carità , anche perché una chat con più di 3 partecipanti non può avere l ambizione di rimanere riservata ; ma chi si prodiga a diffondere i nostri scambi di idee al di fuori del collegio indebolisce il collegio stesso e a mio avviso non è fair !

    Terza considerazione : se non ricordo male , nella prima votazione  (Presidenza  Bellantone) veniva ricordato il codice  etico e quindi sottolineato che tutti avrebbero dovuto allinearsi a all esito  della votazione qualsiasi essa fosse stata.  Lo trovo lineare, onesto e coerente .
    Non credo che nel frattempo sia cambiato il codice etico o forse mi sfugge ancora qualcosa .
    Anche perché allinearsi o sostenere la Volontà del collegio non solo ritengo sia doveroso ma preserva il collegio  stesso da possibili divisioni o fratture (che invece mi sembra stiano avvenendo…) . Ci si confronta , si possono anche usare toni accesi etc nell affrontare le varie problematiche , ma una volta presa la decisione , l’onore e il dovere imporrebbero di sostenere tutti la stessa linea !

    Bellantone, uomo per bene, onesto e di alto profilo istituzionale , dopo la votazione ha garantito il suo appoggio alla mozione votata dal collegio ma preferi’ dimettersi da Presidente, dando una volta ancora una  lezione di stile, una lezione di comportamento, correttezza e coerenza.

    Quarta considerazione : ma se si fa una votazione , questa termina con una netta risultanza e poi non viene sostenuta da chi dovrebbe , ma che abbiamo votato a fare ?

    O i delegati SIC sono liberi dal vincolo del mandato del collegio e allora dobbiamo rivedere le regole o se hanno il vincolo mi sfugge qualcosa .
    Insomma se fossi io un delegato Del collegio nel direttivo SIC  , ritengo che dovrei sostenere le idee e le determinazioni del collegio non le mie convinzioni personali . E non posso credere che sia venuto diversamente dopo tutto iL dibattito (e i Sabati passati a incontrarci!) che abbiamo avuto negli ultimi mesi !

    E’ indispensabile Che i nostri delegati tengano un confronto continuo con Il Presidente del Collegio che a mio avviso , nella circostanza , potrebbe essere anche inviato Dal direttivo SIC data L importanza dell argomento.

    Sono certo che con De Paolis, di cui ho avuto modo di apprezzare recentemente le capacità, L onesta’ e la voglia di tenere unita la chirurgia italiana in questa vicenda , si possa trovare una soluzione condivisa senza fare morti e feriti . Ma è necessario che tutti remino dall stessa parte .

    Rinnovo la mia stima a Docimo e lo ringrazio per tutto il lavoro che sta facendo , sopratutto durante la sua permanenza in terapia intensiva e la convalescenza ( non credo facile sia dal punto di vista fisico che psicologico !).  Soero che non si perda L unità del collegio e si ritrovi una via unica .

    Volevo essere conciso ma non sono riuscito !

    Un pensiero affettuoso e di vicinanza a tutti i  colleghi che hanno sperimentato Personalmente questo maledetto Virus,

    Sergio Alfieri

     

     

  62. Andrea Renda 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico , seguo la situazione SIC con molta tristezza sopratutto perche’ e’ estranea alla casualita’. A me sembra che il Collegio non possa stare a guardare  e debba seguire il codice etico, nel contempo per la stima e l’affetto che nutro per Te e per alcuni degli attori della controparte auspicherei di continuare a lavorare per un compromesso onorevole per tutti. Sono convinto che tra dieci anni ( chi ci sara’) sorrideremo pensando all’oggi!  Sono contento che sia Tu a rappresentarci ma non ti invidio!  Un abbraccio Andrea

  63. Mario Guerrieri 9 Maggio 2020 Rispondi

    cari colleghi

    ho letto con attenzione tutta la corrispondenza e la discussione su questa vicenda. Ho riflettuto un attimo prima di esprimere la mia opinione.

    La votazione dei membri del collegio del 17-19 Febbraio scorso è stata democratica e trasparente. Nella premessa era scritto chiaramente: ” esprimo il mio impegno ad accettare e rispettare il voto espresso dalla maggioranza dei membri del collegio…” , pertanto ritengo che i Delegati avrebbero dovuto attenersi a questo impegno.

    Concordo quindi pienamente con le considerazioni del Presidente Docimo che ringrazio per la coerenza e la determinazione con le quali sta portando avanti il suo mandato.

    cari saluti

    Mario Guerrieri

     

  64. Carissimi,

    la numerosa e “calda” affluenza di voci che nelle ultime ore ha invaso il nostro sito dimostra in maniera incontrovertibile come la stragrande maggioranza di noi sia permeata da un evidente e leale senso di appartenenza al Collegio e sia, contemporaneamente, legata al concetto tradizionale della SIC come naturale approdo di chiunque in Italia, indipendentemente dal proprio ruolo, eserciti l’attività chirurgica.

    E’ giusto il desiderio di arrivare ad una Società unica nella quale finalmente ci si potrà riunire e confrontare, uniti dal comune scopo di garantire alla SIC il giusto ruolo nel panorama della chirurgia internazionale, continuando il cammino dei nostri predecessori.

    Se, però, una qualunque componente vuole coltivare questo desiderio di una Società unica pensando che poi, a traguardo raggiunto, possa imporre ogni regola futura, la situazione diventa poco chiara, non appare equa e naturalmente non riveste alcuna nobiltà d’intento.

    La nostra compattezza nell’ultima votazione e la decisa ed autorevole guida di Ludovico – che ammiro per l’impegno continuo ed appassionato che sta profondendo a difesa del nostro Collegio – hanno dimostrato chiaramente che si può in tutta onestà arrivare ad una soluzione finale: non possiamo, però, ogni volta ricominciare la discussione, si deve “solo” definire un 20%, ma se chi vuole definire questo 20% vuole solo arrivare ad una posizione “dominante”, vengono meno, a mio modesto parere, le nobili motivazioni che possono indurre tutti i chirurghi italiani ad avere una casa comune.   Come Ludovico molto opportunamente ha sottolineato, il Collegio ha stabilito con l’ultima votazione che questa quota può essere attribuita agli under 35, così daremo un ruolo attivo alla parte più giovane della componente chirurgica italiana, consentendo loro, molto prima di quanto sia avvenuto nel passato, di  entrare nel vivo dei meccanismi della nostra SIC.

    Un caro saluto.

    Antonio Di Cataldo

  65. Fabio Cianchi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente, cari Colleghi,

    solo ora sono riuscito a leggere la corrispondenza e sono rimasto veramente amareggiato nel vedere che alcuni dei nostri rappresentanti non abbiano appoggiato nel CD della SIC la proposta scelta democraticamente dal nostro Collegio. Credo proprio che sussistano gli estremi perchè questi rappresentanti rimettano il proprio mandato.

    Un abbraccio a tutti

    Fabio

     

  66. Buongiorno

    Ringrazio Ludovico per il suo tenace impegno per l’unità del nostro Collegio dei Professori Ordinari di Chirurgia. 

    Ringrazio ancora Ludovico per il suo costante e trasparente aggiornamento

    Ringrazio Forestieri, Boggi, Testini e Guerrieri per aver ricordato le precise Regole dell’Accademia e, sopratutto, le conseguenze per un comportamento disunito, non fedele alla maggioranza del Collegio.

    E’ auspicabile rispettare quanto democraticamente deciso dalla maggioranza del Collegio il 27-28 Aprile 2020 

    Grazie

    Buon lavoro

    Gianlorenzo

  67. Annibale Donini 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi amici ,

    come molti di voi anche io avverto un profondo disagio e difficoltà ad affrontare questa situazione che coinvolge amici e stimati colleghi.

    D’alto canto ritengo, in questo particolare frangente della nostra vita accademica, quasi obbligatorio esprimere un commento 

    Venendo direttamente al punto ritengo profondamente censurabile il comportamento dei colleghi che nel CD della SIC, in rappresentanza del Collegio, si sono espressi con una posizione contraria alla linea emersa nelle recenti votazioni 

    Con questo atteggiamento offendono tutti noi e ci danneggiano indebolendo il nostro Collegio  che si accinge ad una complessa trattativa con la componente ospedaliera che sicuramente non si esaurirà nella sola discussione riguardante la società unica.

    Al loro posto non avrei avuto alcuna esitazione nel presentare le dimissioni.

    Un cordiale saluto 

    Annibale Donini

  68. Luigi Santini 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi colleghi stiamo vivendo un periodo storico molto difficile che porterà ad un inevitabile trasformazione sociale che coinvolgerà anche il sistema universitario.le scelte di oggi condizioneranno gli equilibri di domani.
    siamo chiamati ora ad una scelta che potrebbe sovvertire gli equilibri già consolidati nel tempo.
    il nostro ruolo potrebbe perdere definitivamente di significato e di autorevolezza laddove per una rinascita si punterà proprio sulla cultura e sulla ricerca scientifica. Ritengo che dovremmo essere uniti nel rivendicare e difendere il nostro ruolo rimanendo uniti nelle scelte dimostrando così la nostra forza.
    La speranza e l’appello ai nostri vertici è di mantenere coerenza e fedeltà alla società che abbiamo l’onore di rappresentare.
    Se rinnegheremo le nostre radici non avremo futuro.

  69. Giuseppe Buscemi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico,
    ti confesso che ho esitato non poco prima di scrivere questa mia, tanta è la mia amarezza nel constatare una certa deriva nei comportamenti di alcuni componenti del Collegio.È già stato scritto abbastanza sull’argomento votazione Direttivo SIC e sulla bocciatura della proposta che il nostro Collegio aveva approvato con ampia maggioranza, bocciatura avvenuta grazie anche al contributo di colleghi nostri rappresentati al Consiglio Direttivo della SIC. Non c’è dubbio che questi colleghi hanno violato non solo il codice etico ma anche, cosa grave, il senso di appartenenza all’Accademia, di cui mi sento ancora di far parte!La qualifica di accademico dura per tutta la vita e non cessa con lo stato di quiescenza! Per queste ragioni mi sono deciso a scrivere la mia opinione. Caro Ludovico, ti conosco da anni e ravviso in te alcune qualità del tuo illustre genitore, che ho avuto modo di conoscere e apprezzare e vorrei esprimerti la mia massima solidarietà in questo difficile momento che sta attraversando non solo il Collegio, da te degnamente rappresentato, ma tutta la Chirurgia italiana che non riesco assolutamente a vedere disgiunta dalla gloriosa SIC che tutte le componenti ha sempre rappresentato!
    Vengo al dunque, ho seguito tutti i passaggi di questa vicenda , che mi sembra surreale, e non incontrato nessuna pecca sulla tua maniera di coordinare tutti i colleghi del Collegio. Ti sei mosso per difendere la nostra componente universitaria sia nell’eventuale nuovo soggetto ( Chirurgia Unita) sia per mantenere le nostre prerogative in seno alla nostra prestigiosa e mai obsoleta SIC!
    Hai seguito uno schema condiviso da tutti noi. Cito alla lettera ;
    I membri del Consiglio Direttivo risulteranno eletti garantendo una rappresentanza di almeno il 40% di ciascuna delle componenti universitaria (indicate dal Collegio degli Ordinari di Chirurgia) ed ospedaliera, il 20% sarà rappresentato da chirurghi under 35 anni, identificati sempre in accordo tra le suddette componenti universitarie ed ospedaliere in base a meriti scientifici ed assistenziali, garantendo nell’ambito dell’intero consiglio la presenza di almeno una quota rosa.
    Prevedevi anche l’alternativa :
    IN ALTERNATIVA la stessa risoluzione costituisce oggetto di proposta di modifica di regolamento all’assemblea dei soci SIC nel prossimo congresso. Resta inteso, evidentemente, che tale modifica di regolamento farà decadere la necessità di creare una nuova Società unica di Chirurgia, semplificando l’iter di unificazione di tutti i Chirurghi Italiani nella Società Italiana di Chirurgia; tale modifica di regolamento, una volta approvata, entrerà in vigore soltanto dopo lo scioglimento dell’Acoi e della SICU.
    Scusate la mia prolissità, ma voglio rivolgere a tutti quanti noi un appello all’unità e alla compattezza ! Credo ci siano ancora ampli margini per trovare un accordo soprattutto tra i componenti del Collegio, i quali ritengo devono stringersi alla tua persona, al Presidente del Collegio, che non merita di essere biasimato, anzi lodato per quello che ha fatto in un momento critico e drammatico della sua vita! È indispensabile non rinfocolare polemiche e attutire le divergenze, ma soprattutto abbassare i toni, perché il Presidente del Collegio ha bisogno della massima unità per il suo difficile compito di “trattare” e mediare con la componente ospedaliera, compito assai gravoso!
    L’Accademia resti unita! Caro Ludovico, sono certo che riuscirai a tenere tutti quanti uniti e portare avanti , di comune accordo, i gravosi impegni che ti attendono!
    Un caro abbraccio a Te e a tutti i membri del Collegio ( che spero mi scusino per la mia lungaggine)
    Pippo Buscemi

  70. Paolo Del Rio 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Colleghi

    da tutti gli interventi precedenti traspare la necessità di appartenenza e di condivisione di valori accademici che mi sono stati tramandati da molti di voi.

    Come scritto dal Prof.Alfieri  mi piace sottolineare il comportamento del Prof.Bellantone nel recente passato e l’impegno continuo del Prof.Docimo nel portare le istanze e le prerogative del Collegio.

    La partecipazione democratica ad un voto ha delle regole che portano ad una condivisione unita della decisione ed alla sua difesa nei luoghi in cui essa deve essere discussa secondo le norme di rappresentanza del Collegio.

    Mi auguro che la chiarezza sull’accaduto avvenga presto per riportare la serenità che decisioni così prioritarie richiedono forse frutto di comunicazioni non lineari ,come evidenzia il Prof.Calò,su cui poter ricostruire l’unità accademica.

    Rinnovo la mia gratitudine al Prof.Docimo per il suo lavoro  e l’informazione lineare e trasparente.

     

    Un cordiale saluto

     

    Paolo Del Rio

     

     

  71. Mario Musella 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari amici, cari colleghi, per quanto riguarda la stretta attualità, non posso che condividere in pieno tutte le considerazioni espresse finora, in maniera praticamente unanime, a sostegno delle argomentazioni del Presidente Docimo. Ma devo dire che quello che mi lascia perplesso, e francamente infastidito, è il dover constatare come quello che sta emergendo è la volontà di una parte della chirurgia Italiana di voler ridurre la capacità di rappresentanza della componente universitaria. Il rispetto reciproco fra l’anima ospedaliera e quella universitaria, come ci ricordava Ludovico, deve continuare a esistere, qualsiasi sia il nome della società chirurgica che ci ospiterà, tutti.

    Un saluto cordiale

    Mario Musella

  72. Achille Gaspari 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari amici ho letto con molta attenzione tutti i vostri rispettabili pareri. Prima di dire la mia voglio rivelarvi una cosa accaduta durante la Prima Repubblica che molti dicono essere stata migliore di quella attuale. Penso di poterlo fare perché entrambi i protagonisti sono scomparsi. Il Ministro del Tesoro Andreatta si apprestava a nominare un direttore generale della Banca d’Italia molto vicino al Partito Comunista Italiano.C’era anche un altro candidato in possesso di un curriculum equivalente vicino alla Democrazia Cristiana. Di questo Andreatta stava discutendo con Remo Gaspari vice segretario della DC. A conclusione del colloquio disse-Nomino chi voglio io perché la nomina spetta al ministro del Tesoro. Gaspari replicò-a fare il ministro ti ci ha messo la Democrazia Cristiana, se ne vuoi continuare a farne parte devi tener conto delle opinioni del partito. Per chi è interessato a saperlo il candidato vicino al PCI non fu nominato. Anche alla luce di questo racconto la situazione mi sembra chiara. Il Collegio ha votato a larga maggioranza una mozione, e i colleghi universitari siedono nel consiglio direttivo della SIC su designazione del Collegio. Avrebbero quindi dovuto uniformarsi a quando stabilito democraticamente dalla maggioranza. Questa non è una opinione. infatti alcuni colleghi hanno ricordato cosa prescrive il nostro codice che io conosco bene  essendo il codice stato approvato durante la mia presidenza del Collegio.Quanto agli effetti giuridici della decisione del Consiglio della Sic ritengo che senza una votazione formale essi siano nulli. Se si procederà ad una votazione ,che non può essere se non a voto palese, e questa posizione sarà mantenuta , esistono gli strumenti disciplinari per  sanzionarla. Ribadisco la mia posizione:la SIC non si scioglie. Quanto al 20% da riservare agli under 35 la proposta mi sembra buona senza necessità di una ulteriore suddivisione. Per la caratura scientifica utilizziamo i criteri Anvur e stabiliamo una valorizzazione della esperienza assistenziale. Chi avrà più benzina farà più strada. Infine voglio spendere una parola di apprezzamento per il nostro presidente Ludovico Docimo. E’ un professore come tutti noi , è stato eletto democraticamente,quindi la sua funzione e la sua persona devono essere rispettate per quello che rappresentano. Un modo diverso da porsi nei suoi confronti non offende solo lui ma anche il Collegio e quindi noi tutti

  73. Domenico D'Ugo 9 Maggio 2020 Rispondi

    Indipendentemente da qualsiasi motivazione o interpretazione , LE DIMISSIONI VANNO PRESENTATE all’Assemblea. Assieme decideremo su accettazione o respingimento. Per l’intanto provvederei ad individuare un terzetto , scegliendo fra quanti di noi hanno partecipato al dibattito sin dal principio, impegnandoli a rappresentare il Collegio solo su questo tema, ed assolutamente vincolati dal mandato che è scaturito della recente votazione telematica.

  74. Stefano Puleo 9 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente,Cari Colleghi,

    benchè fuori ruolo sento la necessità di intervenire come iscritto alla SIC da oltre quaranta anni e al Collegio da diciotto,ma, innanzi tutto per essere amico ed estimatore della grande professionalità dei Colleghi coinvolti in questa vicenda, sulla quale, sarebbero superflue ulteriori considerazioni su percentuali,quote etc già lungamente discusse. Negli anni trascorsi in SIC e Collegio non ho mai tentato di rivestire  un” ruolo ” sia per una mia naturale ritrosia sia perchè il “ruolo” impone l’osservanza delle regole e delle decisioni democratiche alle quali sicuramente non avrei  mai contravvenuto ma che avrebbero potuto creare un dissidio con me stesso e,ancora peggio,con amici e colleghi. Quale sopportare? I nostri delegati ,conoscendone le doti morali e professionali ,sono sicuro hanno vissuto questo problema che,io, per coerenza e desiderio di futura serena collegialità avrei risolto subito dopo la votazione del Collegio.Augurando di ritrovare compattezza in un pacato e costruttivo confronto

    Vi abbraccio

    Stefano Puleo

  75. Paolo Carcoforo 9 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente, cari Colleghi,

    come già sottolineato dal Prof Donini, ritengo che sia doveroso per tutti noi  intervenire ed esprimere il nostro pensiero proprio perché crediamo nei valori dell’accademia ed ancor più perché è vivo e forte il senso di appartenenza al nostro Collegio.

    Allo stesso modo è comunque spiacevole dover stigmatizzare l’operato dei  tre colleghi, nostri rappresentanti  nel Consiglio Direttivo della S.I.C., per i rapporti interpersonali che mi legano  ad almeno due di loro, il primo verso cui nutro grande stima professionale  ed alle cui cure ho affidato nel recente passato diversi conoscenti ed amici, il secondo a cui devo la mia riconoscenza in quanto Presidente della Commissione di Concorso che mi ha nominato Professore Ordinario di Chirurgia.

    Ciò nonostante mi corre l’obbligo di sottolineare come l’aver accettato l’incarico di rappresentarci in seno al CD della S.I.C. li impegna a proporre le istanze del Collegio e difenderle al di là della propria opinione personale.

    Non solo, ma non vi era alcun dubbio su quali fossero i desiderata dei Professori Ordinari del Collegio, in quanto in ben due successive votazioni  si è registrata una schiacciante maggioranza a favore della proposta presentata dal nostro Presidente del Collegio.

    Nonostante ciò la volontà espressa dal Collegio è stata totalmente disattesa, od ancor peggio è stato espressa una dichiarazione di voto contraria ad essa proprio dai tre Colleghi nostri rappresentanti in seno al CD della S.I.C.

    Con amarezza prendo atto di quanto è accaduto, ritengo che i nostri tre rappresentanti abbiano l’intelligenza, la cultura e  l’onestà di decidere ciò che più giusto.

    Voglio comunque sperare che Ludovico, forte di tutto il nostro appoggio, riesca ancora con pazienza a ricucire le fila ed a trovare un possibile margine di interlocuzione e quindi di accordo con il Presidente S.I.C., in modo da raggiungere, come ha detto il Prof. Renda, un compromesso onorevole sia per noi che per i Colleghi Ospedalieri.

    Un caro saluto a tutti!

    Paolo

     

     

     

     

  76. Landino Fei 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi,

    per scelta personale sono uno che segue da lontano le vicende del Collegio!

    Ritengo però, in relazione all’ultima “pagina buia”, come dice l’amico Docimo,

    che esistano dei patti scritti e non scritti ed un “codice d’onore” che va rispettato,

    ovviamente salvaguardando il libero dibattito, che si è concluso con le votazioni che

    ne impongono il rispetto.

    Se non si riesce a condividere la volontà della maggioranza……”Bellantone docet”….!

    Saluti affettuosi

    Landino Fei

     

  77. Massimo Agresti 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Amici,
    Ho molto apprezzato la coerenza di Bellantone e sinceramente, dopo tanti autorevoli commenti che mi hanno preceduto, stimando Montorsi, Petrella e Falconi, che non riescono a fare propria la proposta dell’intero Collegio, credo non abbiano altra alternativa che uniformarsi e seguirne l’esempio.
    Ricordo a me stesso e a tutti che la presenza nel CD della SIC è equamente suddivisa tra Ospedalieri ed Universitari, anzi – avendo gli universitari Past e Next President – gli Universitari avrebbero addirittura la maggioranza, che non può essere dispersa per posizioni rispettabilissime ma personali. Ciò non è possibile, al di là del Codice Erico o delle Sanzioni, esiste una propria morale ed una onestà intellettuale che devono riportarci al fatto che si è eletti in SIC con una designazione ufficiale del Collegio, dissentire deve portare inevitabilmente a recedere dal mandato.
    Conoscendo gli interessati sono certo che procederanno in tal senso.
    L’assemblea del Collegio non ha impedito la discussione, che ormai dura sul tema da molto tempo, abbiamo avuto la possibilità di confrontarci democraticamente, ora la maggioranza (come in tutti i contesti civili e democratici) è sovrana a noi tutti il dovere di tutelarla.
    Delega piena a Ludovico Docimo, che come hanno detto in molti in nessun momento si è risparmiato.
    Massimo Agresti

  78. Nicola Avenia 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi mi siano consentite alcune considerazioni:

    l’ appartenenza ad una istituzione quale è la nostra, il Collegio, avviene per libera scelta, non per cooptazione;
    tale scelta, proprio perché libera, comporta il doveroso rispetto dei principi su cui la stessa istituzione si fonda e la stretta osservanza delle regole su cui questa si norma, allo scopo del conseguimento delle finalità che si propone;
    rappresentare l’ istituzione è compito di ulteriore impegno, significa rispettarne le determinazioni in ossequio e nel doveroso ed imprescindibile rispetto delle democratiche risoluzioni degli appartenenti, anche in contrasto ed al di sopra di convincimenti ed interessi personali, forti anche di quello che comunemente viene definito “senso di appartenenza”;
    in questa occasione la deroga è stata significativa, non concordata, non condivisa, non giustificata.

    Tutto questo impone una approfondita ed inderogabile riflessione in ossequio a principi etici di ordine generale e nel rispetto di specifiche regole comportamentali.

    Cordiali saluti a tutti

    Nicola

  79. Massimo Falconi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi,

    desideriamo, innanzitutto, ringraziare chi tra voi ci ha testimoniato stima ed amicizia e, nonostante il nostro “deplorevole” comportamento, si è posto il problema che, forse, sarebbe stato anche utile sentire le motivazioni dei “reprobi”.

    Per inciso, i “reprobi” sono un ex-presidente della SIC in quota del Collegio, un professore ordinario di lungo corso, ex senatore della Repubblica e Vicepresidente attuale di SIC ed un collega riconosciuto internazionalmente nel suo campo scientifico, già presidente di una società europea (ENETS). Il resto della nostra storia è nella nostra vita professionale, umana e scientifica facilmente oggettivabile dai nostri CVs. Anche questo si dovrebbe avere presente prima di frettolosamente giudicare le persone (nota assolutamente personale e di parte)!

    Tralasciando l’ineleganza (a dir poco) del mettere su una chat pubblica uno scambio di mail privato, ciò che racconta il professor Docimo è, a nostro avviso, una realtà parziale e palesemente a senso unico. Premettiamo che la nostra adesione ai principi del Codice Etico è ben documentata dalla accettazione della decisione del Collegio di febbraio u.s. avversa alla proposta “Bellantone”, esplicitata nella successiva lettera del CD della SIC all’ACOI, da tutti noi sottoscritta. Tralasciamo, invece, per non scendere sul personale, episodi avvenuti del passato da parte di altri colleghi le cui azioni, seppure in chiaro contrasto con il Codice Etico più volte richiamato, non hanno mai portato a provvedimenti quali quelli ora evocati nei nostri riguardi!

    Quello che abbiamo fatto nel nostro ultimo direttivo è stato semplicemente prendere atto che la proposta che il prof Docimo ha portato alla seconda votazione del collegio, sarebbe stata assolutamente irricevibile da ACOI, come già ampiamente a lui noto da alcune mail personali, e, quindi, in palese contrasto alla più volte ribadita intenzione della maggioranza di andare verso una società unica di chirurgia.

    Riproporre di nuovo una rigida suddivisione (seppure mascherata con una nuova formulazione 40+10%) delle quote e non accettare che almeno il 20% di queste fosse svincolato ed assegnato secondo parametri che fossero oggettivi (età, capacità, produzione scientifica), tutti valori cui l’Accademia e noi personalmente ci ispiriamo, ha reso impossibile una felice soluzione della vicenda.

    Il professor Docimo non ha ritenuto di adoperarsi per far giungere a compimento un lavoro di mediazione durato un anno, ha fatto una bandiera del 40+10, per ACOI e Collegio rispettivamente, negando valori in cui tutti noi credo ci riconosciamo.

    Pur seduti in SIC come rappresentanti indicati dal Collegio (ma poi votati dalla intera Assemblea dei Soci della SIC alla quale dobbiamo anche riscontro delle nostre azioni) non potevamo che prendere atto che quella proposta non poteva diventare una proposta SIC, perché notoriamente già inaccettabile in partenza.

    Credo sia evidente a tutti che una presa d’atto non ha nulla a che fare con l’etica, ma semplicemente con la realtà dei fatti e con l’intelligenza, da cui nessuno può prescindere.

    Qualcuno di voi ha parlato di Aventino e delle gravi conseguenze che questo passo ha avuto sul destino del nostro paese per decenni. Crediamo, personalmente, che la politica che il Collegio sta perseguendo nei fatti sottenda esattamente questo rischio.   Questo sicuramente ci porterà a scelte personali anche molto significative su cui stiamo meditando.

    Per il momento il senso di questo post è raccontare a tutti voi non la nostra verità ma fatti non manipolati.

    Cari saluti

    Massimo Falconi, Marco Montorsi e Giuseppe Petrella

  80. Achille Gaspari 9 Maggio 2020 Rispondi

    se non ho capito male la proposta di un 20% legato solo a dei parametri di qualità fatta da Falconi coincide con quanto ho scritto. Però la scioglimento della Sic è impraticabile e lo si potrà verificare al momento che una tale proposta arriverà all’esame della Assemblea SIC.Nessuno disprezza Falconi, Montorsi e Petrella. Figuriamoci! Tra l’altro alla famiglia Montorsi mi lega una lunga amicizia come Marco può testimoniare e Petrella è un mio collega d’università, ho proposto io la sua chiamata a Tor Vergata e sono stato fortunato in questa scelta perché siamo diventati grandi amici e ci frequentiamo spessissimo (tranne che in questo periodo). Lavorandoci sopra con calma si può trovare una soluzione che conservi la SIC e il suo patrimonio ed integri in essa le due società degli universitari e degli ospedalieri ,se proprio si vuole fare così. Altrimenti si lascino le cose come stanno e si modifichi solo il regolamento per quanto riguarda il consiglio direttivo.Quanto al prof. Docimo la mia amicizia per lui e per la sua famiglia non offusca il mio giudizio. E’ un galantuomo e si è comportato da galantuomo.

    E poi tutte queste discussioni mi sembrano esagerate in un momento così difficile dal punto di vista sanitario ed economico. Lo sarebbero anche in condizioni normali. Il vero potere sta altrove. Chi ne dubita chieda delucidazioni al Vice Ministro Sileri

  81. Antonio Ambrosi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi Colleghi mi sono astenuto, fino ad ora, dall’entrare in chat poiché non sono solito esprimere giudizi che vedrebbero coinvolti Colleghi non conoscendo bene i pregressi, i percorsi e le situazioni .

    Per la cronaca il mio pensiero come dice Diego Foschi è  “….. la SIC non deve scomparire …..  ” e secondo me è imprescindibile che le componenti Ospedaliere ed Universitarie debbano avere pari dignità di rappresentanza .

    Credo che i tempi per la definizione del percorso siano stati inopinatamente accellerati, credo che i toni raggiunti siano stati anche troppo accesi e credo anche che le parole dei ” reprobi ” siano state dette con onestà intellettuale.

    Tutto ciò che è avvenuto, sono certo, fa male all’ Accademia .

    Provo amarezza per una pagina da Tutti Noi mal gestita, mi sia consentito, non consona al ruolo che ricopriamo .

    Dispiace molto.  Bisogna tra Noi assolutamente porvi rimedio con rispetto e onestà.

    Un caro saluto a Tutti

    antonio ambrosi

  82. Guido Torzilli 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Tutti,

    Sogno una SIC unica rappresentante dei chirurghi italiani. Una SIC diversa dall’attuale e da quella del passato, una SIC che non sia il travaso della ACOI e per par condicio del Collegio. Una SIC che rappresenti il meglio da qualsiasi parte provenga convinto che con ciò sarà l’accademia a prevalere. Oggi magari no ma a tendere si. Se poi si tratta solo di un 10+10 vs 20%, permettete, ma questo è proprio l’attimo fuggente da cogliere. E’ proprio questa l’occasione per incidere, per infettare la SIC con il germe di una rivoluzione meritocratica. Quel germe che mi ha permesso  di far si che la comunità dei chirurghi HPB nostrani (già di per se di altissimo profilo) con AICEP si rappresenti attraverso la barriera perfettibile ma oggettiva dell’Hindex con nuove cariche di alto profilo. Guarda caso come ho già avuto modo di dire la stragrande maggioranza degli organi direttivi di AICEP  è universitaria sebbene tra i suoi 230 membri (pur neonata) la componente ospedaliera fosse come ovvio e come accade in ogni parte del mondo la più numerosa. 20% con H index minimo fissato a 20 senza distinzioni di sesso o età e facciamola finita: non solo non daremmo la sensazione di prevaricare, ma nei fatti porteremmo i migliori, il migliori che mi attendo arrivino dall’accademia, ed ecco che saremo capaci di sbilanciare il 40/40 senza forzature o preconcetti. Un inizio questo per poi portare il resto dell’80% dei membri a rispettare lo stesso parametro. Allora vedrete che la SIC sarà più universitaria che mai: ma in caso non sarà la vittoria dell’accademia sarà semplicemente la vittoria della rappresentatività autorevole che se l’accademia farà l’accademia è per sua natura a suo appannaggio, con buona pace di tutti.

    Un caro saluto e buona domenica

    Guido Torzilli

  83. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 9 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Amici e Colleghi,

    Mi dispiace per molti versi leggere i rilievi di Falconi, anche a nome di  Montorsi e Petrella, mentre sottolineo di non essere mai venuto meno ai miei doveri istituzionali, neanche quando oggettive circostanze me ne ostacolavano l’adempimento.

    Evito di entrare nella polemica, ancora una volta ricorro a fatti oggettivi e chiarisco sulle critiche sollevate:

    1. Mancanza di rispetto:
    invito tutti a rileggere la mia mail del 4 maggio 2020, inviata al Presidente e a tutto il Consiglio Direttivo SIC, nella quale specificavo “Se si vuole considerare il mondo universitario è un conto, se si vuole considerare un parere disgiunto dal Collegio, riferendosi a considerazioni personali, seppure provenienti da personalità, che per quanto prestigiose, parlano a titolo personale, la questione capirai bene diventa totalmente diversa”.
    Lascio a voi il giudizio se tali affermazioni appaiono offensive nei riguardi dei Colleghi coinvolti, così come mi preme sottolineare come lo spessore scientifico ed accademico che ci viene rappresentato non mi sembra sia limitata soltanto ad una parte della componente universitaria presente nel Consiglio Direttivo SIC.

    2. Ineleganza relativamente alla pubblicizzazione di uno scambio di mail privato:
    Rappresento che stiamo parlando del sito istituzionale del Collegio, utilizzato da decenni per  tutti i nostri commenti, ma soprattutto sottolineo che la mia condivisione ai Colleghi si riferisce a scambi tutt’altro che privati e pervenutimi ufficialmente dalla SIC (Segreteria, Presidente e tutto il Consiglio Direttivo) relativamente all’esito della ricusazione della proposta del Collegio da parte del CD, che ho opportunamente riportato per trasparenza in modo integrale, proprio per evitare interpretazioni personali, in quanto alcuni consiglieri SIC avevano eccepito che non vi erano state votazioni sulla nostra proposta. La comunicazione ufficiale del Presidente della SIC del 2 maggio 2020 appariva invece inequivocabile quanto ad una “larga maggioranza del Consiglio Direttivo” contraria alla nostra proposta.
    Tale atteggiamento di alcuni Consiglieri si rileva molto diverso rispetto al richiamato precedente Consiglio Direttivo SIC dopo l’esito delle votazioni sulla proposta della Presidenza Bellantone (bocciata a maggioranza dall’Assemblea), nella quale si metteva a verbale una dichiarazione sottoscritta dai proff. Falconi, Canonico, Roviello, Petrella e Montorsi che recitava testualmente: ” i sottoscritti prendono atto e sottoscrivono il risultato del Collegio come da impegno normato dal Codice Etico: tuttavia rimarcano la propria posizione fortemente critica riguardo a tale decisione e si ritengono impegnati personalmente a ricercare e perseguire nel prossimo futuro altre strade che possano portare al raggiungimento finale della fusione societaria”.

    3. Contenuto della proposta approvata a larga maggioranza dall’Assemblea:
    Nel messaggio del Prof. Falconi leggo che la proposta è stata “interpretata” con un 40 % + 10 % e che i parametri fossero svincolati da parametri oggettivi (età, capacità e produzione scientifica).
    Astenendomi ancora una volta dal fare commenti, riporto la proposta approvata dalla nostra Assemblea che ho inviato alla SIC: “….il 20% sarà rappresentato da chirurghi under 35 anni, identificati sempre in accordo tra le suddette componenti universitarie ed ospedaliere in base a meriti scientifici ed assistenziali….”.

    Ritengo comunque a questo punto sia necessario un approfondimento diretto di tutte le persone coinvolte attraverso un’Assemblea necessariamente telematica, che potrebbe tenersi giovedì 14 maggio alle 16.00  o in alternativa (e sarebbe forse preferibile) sabato 16 maggio alle 10.30, chiedendo alla nostra componente di far rinviare il Consiglio Direttivo SIC previsto il 15 maggio p.v.

    Cordiali saluti

    Ludovico

  84. Corradino Campisi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimo Ludovico, ammiro molto la Tua perfetta coerenza con l’impegno assunto a servizio del nostro Collegio . Soprattutto,sono felice nel constatare integra la Tua fermezza, nonostante le difficoltà scaturite dalla condotta di difficile comprensione di alcuni , che spero possano presto assumere una posizione più chiara come componenti del Collegio con un mandato ben preciso negli Organi Istituzionali della SIC e in generale della Chirurgia Italiana . Sono felice di  aver potuto verificare soprattutto la Tua pienamente ritrovato forza fisica e psicologica , dopo le difficoltà di salute che ci hai voluto comunicare . “Ad Maiora “ !!!                   I saluti più affettuosi,nella speranza di rivederci presto insieme con tutti gli altri comuni Amici e Colleghi del nostro Collegio ,           Corradino .

  85. Come l’amico Ambrosi ed un po’ a mio malgrado mi sento anch’io di esprimere un pensiero in questa bagarre la cui reale portata ho scoperto solo questa mattina leggendo sul sito del Collegio.

    Cerco di fare un po di ordine nella mia mente per capire se ho compreso bene la vicenda

    Penso come già espresso da altri che sia giusto avere in Italia un unica Società  Rappresentativa dei chirurghi come avviene in tutto il mondo (dalla Francia al Giappone , dall’Inghilterra agli USA, dalla Germania alla Spagna etc….)
    Ritengo che la SIC sia la Società più adatta per anno di nascita e vocazione a diventare la casa comune
     Qualche mese fa abbiamo votato una proposta di superamento del Lodo Cordiano in vista di tutta una serie di processi che avrebbero dovuto portare alla creazione di un unica Società. In questa votazione la proposta era di mantenere un 40% di Rappresentanza all’ACOI ed un 40% al Collegio. Un 20% veniva lasciato libero da imposizioni bulgare per candidati meritevoli per curriculum scientifico e clinico under 35 anni. Questa proposta è stata bocciata dal Collegio non ricordo con che proporzioni penso 65 a 35 ma vado a memoria
    La scorsa settimana è stata riproposta sostanzialmente la stessa mozione  almeno per quanto avevo capito . Non si era parlato di ulteriore  suddivisione Cencelli anche di quel 20%. Tanto che mi è sembrato completamente inutile come avevo espresso a qualche collega partecipare di nuovo a quella votazione perché avrei espresso le stesse cose di qualche mese fa e sarebbe stato alquanto sorprendente che sulla stessa proposta cambiasse la maggioranza anche se nel nostro paese può succedere.
    non ho capito bene perché essendo la proposta uguale alla precedente non è stata accolta dal CD SIC. Mi viene da pensare che il famoso 10% a te  e 10% a me anche nella quota < 35 (che mi fa un po sorridere ….amaro)  che per alcuni c’è, per altri forse , per altri ancora non c’è …… forse ci fosse
    Comunque detto questo, il  superamento del Lodo Cordiano è stato bocciato e quindi penso che non sia più all’ordine del giorno. Se pensiamo che un’ unica Società Italiana dei Chirurghi sia giusta andremo avanti tentando di percorrere altre strade . In caso contrario si andrà avanti con questa SIC e se verranno modificati i criteri delle elezioni ci metteremo tutti in gioco.
    Non mi sembra il caso di accuse di scorrettezza o scarsa eticità . Manteniamo il dibattito nell’ambito di una cosa importante da discutere ma forse non fra quelle più importanti

     

  86. Massimo Falconi 9 Maggio 2020 Rispondi

    Per chiarezza ed onore del vero copiamo ed incolliamo integralmente la risposta ufficiale firmata dal presidente SIC al professor Docimo alla proposta da lui formulata.

    “Caro Ludovico,
    Nel compiacermi ancora per la Tua ripresa devo però al contempo rammaricarmi nel constatare, a quanto mi scrivi, che i contenuti della proposta non corrispondono a quanto mi avevi fatto intendere.
    Era infatti ben chiaro che la ripartizione delle quote dovesse riconoscere un minimo garantito del 40% per ciascheduna componente universitaria ed ospedaliera e la rimanente quota del 20% non fosse vincolata ad alcuna componente e per questo identificabile con altro criterio ad esempio anzianità o altro.
    Aver vincolato anche questa quota al controllo preventivo delle componenti snatura nella sostanza la proposta che si voleva almeno in questa piccola quota rappresentasse quel superamento di rigidi schemi ormai come più volte sottolineato anacronistici.
    Aver voluto far rientrare dalla finestra il “50 e 50” non era francamente quanto atteso per così tanto tempo da tutta la classe chirurgica italiana che non sottolineo quanto sia in questo tragico momento sommersa da altri ben più pressanti problemi.
    Quel coraggio che dovrebbe confidare in una consapevolezza del proprio valore e nella stima reciproca delle componenti non ha trovato spazio ed ha prevalso l’egoistica garanzia dei propri privilegi.
    Non è su queste basi che avevamo ipotizzato un rilancio della Nostra Società.
    Non è necessario che entri nel dettaglio degli altri cavilli che sottolineerebbero ulteriormente questo concetto.
    È sufficiente e bastevole il punto iniziale per ricusare tale proposta che non può essere fatta propria dal CD della Sic che a larga maggioranza ha sottoscritto quanto ti scrivo in questa doverosa mia.
    È con delusione e amarezza che chiudo questa lettera non senza chiederTi però di pregare i Componenti del Collegio che tu presiedi di astenersi dall’ usare toni e verbi nei pubblici scritti che Vi scambiate che risultano offensivi nei riguardi di tutto o parte il Consiglio Direttivo da me presieduto.
    Questo per il rispetto e la stima dovuti.
    Il più cordiale saluto
    Paolo De Paolis

    Paolo De Paolis
    Direttore Chirurgia Gen e d’Urgenza 3 Osp Molinette
    Città della Salute e della Scienza Torino
    Presidente Soc it Chirurgia”

    Firmato

    I soliti “reprobi”

  87. Ludovico Docimo 9 Maggio 2020 Rispondi

    Gli ultimi 2 interventi confermano la necessità di incontrarci per evitare di frammentare il confronto e soprattutto potenziali equivoci e malintesi.
    Apprezzo molto la pacatezza di De Manzoni, ma devo chiarirgli che la prima proposta votata e respinta dal Collegio non prevedeva alcun 20%, proposto e approvato soltanto nell’ultima votazione, mentre ancora una volta devo consigliare a Falconi di rileggere il mio primo intervento, che riportava integralmente tutte le lettere, ivi compresa quella richiamata nel suo stesso intervento. Nella prossima assemblea sono certo che avremo occasione di approfondire tutta la materia. Confido nella buona volontà, nel buon senso e nello spirito costruttivo di tutti.
    Buona notte

  88. Antonio Macrì 10 Maggio 2020 Rispondi

    Chiar.mi Maestri, Cari Colleghi, Cari Amici,

    ho pensato a lungo se partecipare in prima persona al dibattito in corso, in quanto, essendo uno degli ultimi, se non l’ultimo, iscritto al Collegio, certamente non sono a conoscenza di molti episodi del passato e quindi non sono la persona più adatta per dare giudizi o per assumere posizioni radicali. Ho poi deciso di dare il mio piccolo contributo perché far parte dei Professori Ordinari di Chirurgia è stato a lungo un mio desiderio, che, per motivi che alcuni di Voi conoscono, è avvenuto più tardivamente rispetto a quando sarebbe potuto avvenire. Siccome ogni cosa tanto agognata diventa ancora più importante, vorrei fare solo un appello all’unità ed alla preservazione dei valori Accademici, che i miei, così come i Vostri Maestri, ci hanno insegnato e tramandato. Non credo che sia anacronistico appellarmi a questi principi ed anzi, avendo davanti, almeno lo spero, tanti anni da condividere con Voi, mi piacerebbe che l’unità, anche in presenza di anime diverse, caratterizzasse la nostra comunità, anche e soprattutto nell’interesse dei nostri studenti ed allievi, a cui il nostro impegno prioritario, affiancato a quello per la ricerca e l’assistenza, deve essere rivolto.

    Sono sicuro che il caro Ludovico, a cui va tutto il mio appoggio, riuscirà a tenere unito il Collegio ed anzi a trovare nuova linfa per una stagione in cui gli interessi comuni superino quelli personali.

    Un caro saluto a tutti.

    Antonio Macrì

  89. Felice Giuliante 10 Maggio 2020 Rispondi

    Cari Colleghi, non voglio entrare nel merito di questa triste polemica che si è innescata. Vorrei solo esprimere il mio favore alla proposta ripresa dal Prof Torzilli, di lasciare il 20%  a colleghi con H Index di almeno 20 senza distinzione. È quanto è stato approvato con successo nella nostra nuova  Associazione di chirurgia biliare e pancreatica nella quale la maggior parte degli  iscritti sono ospedalieri ma la maggior parte delle cariche direttive sono ricoperte da universitari. I meriti scientifici che documentano le nostre attività  cliniche  di alto livello prevalgono, naturalmente. Seconda riflessione : non vorrei divagare , ma mi piacerebbe che con la stessa passione e partecipazione si discutesse di altri temi di estremo rilievo che evidenziano la reale marginalizzazione che rischiamo di vivere, come il rischio sempre più prossimo di perdere anche le scuole di specializzazione o come per esempio l’assenza di universitari nei concorsi ospedalieri. Il rendere marginali noi universitari è qualcosa che corre veloce e che rischia di lasciarci al palo a discutere di questioni importanti certo ma incapaci di vedere cosa accade e sta accadendo intorno.

    Il merito riconosciuto e evidente di una Università Italiana di alto livello, quale rappresentiamo non può temere confronti, basta crederci. Un caro saluto a tutti

  90. Fabio Procacciante 10 Maggio 2020 Rispondi

    A suo tempo, era Presidente il saggio Lucio Gaspari, mi dedicai a rinnovare il sito del Collegio e con il bravo Massimo Pacifici pensammo di creare questa piattaforma di dibattito on-line certi che il confronto delle idee avrebbe stimolato una più ampia partecipazione dei colleghi e un maggior approfondimento dei temi. E così è stato in occasione della recente votazione sul futuro della Società Italiana di Chirurgia “… fin dal 1882 ”. Leggendo i vari commenti mi ero convinto che la nostra storica Società avrebbe avuto, da parte di ognuno di noi, dei granitici sostenitori. Purtroppo come sarà capitato nella esperienza professionale di ogni buon chirurgo, a volte fai un intervento che ti sembra perfettamente riuscito e sei convinto che sarà un sicuro successo e poi inspiegabilmente si verificano una quantità di imprevedibili complicanze che mettono in serio pericolo la vita stessa del paziente. Credo che in questa vicenda si sia verificato qualcosa del genere. Nonostante le indicazioni del dibattito e della votazione, il seguito ha mostrato molte complicanze e non lascia prevedere niente di buono. Per fortuna che, almeno nella esperienza professionale, succede spesso anche il contrario.

    Un commento alla nota di Massimo Falconi. Quando per sostenere una tesi, anziché dare peso al suo contenuto si sente il bisogno di elencare le virtù di coloro l’hanno sostenuta, non è mai un buon segno. Mutatis mutandis, sarebbe come screditare la teoria della relatività e delle onde gravitazionali solo perché chi le ha proposte era un semplice impiegato dell’ufficio brevetti di Berna.

    Sono certo che il nostro Presidente, al quale faccio i migliori auguri, saprà governare questa vicenda nel modo migliore. Un saluto a tutti i colleghi conSoci SIC

    Fabio Procacciante

  91. francesco carlei 10 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Ludovico,  ho riletto i commenti a riguardo degli ultimi avvenimenti, e non posso che esprimerti la mia più completa stima e fiducia per quanto hai fatto e continui a fare nella gestione di questo difficilissimo momento dell’Accademia tutta.

    un abbraccio

    Francesco

     

  92. Carissimi,

    entro tardissimamente in questa vivacissima discussione ( spero fortemente che il vivacissima sia  dovuto al tema che affronta e non all’emergenza che lascia, a qualcuno , più tempo) e rilievo che il dibattito,alternatosi in queste settimane, necessiti di qualche puntualizzazione.

    Cosa vogliamo?

    – Mandare all’aria tutto ( anche il 40 ed il 20 ) dopo avere votato?

    -Dare una punizione ai reprobi per essersi espressi in ..che cosa? Qualche collega sostiene che non c’ è stata votazione UFFICIALE ma solo espressione di “pensieri” e quindi cosa vogliamo fare…li cacciamo???? Li sospendiamo dal collegio??? Ma …..cerchiamo di essere SERENI e di tentare di risolvere il problema…

    Il problema  del 20 % , forse , come ha detto qualcuno, non ricordo chi,  è stato avere voincolato questa quota del 20 % ad un ipotetico accordo …poi..tra chi ? se, come ha sostenuto un amico.., …la società diviene unica? A correnti? A gruppi di potere? A scuole? A luoghi geografici? A (maledette ..ed anacronistiche nel 2020)  quote rosa?

    Cerchiamo , a questo punto del dibattito di essere costruttivi, rassereniamo gli animi e “francescanamente” affrontiamo la Fase 2…superiamola ed andiamo rapidamente ad una Fase 3 per costruire in un paese che, speriamo NUOVO e DIVERSO,  una società che ci rappresenti tutti e sia espressione del meglio della chirurgia che..opera nel nostro paese!!

    Un abbraccio a tutti

    Mara

  93. Cari amici e colleghi, sin ora mi sono astenuto dal partecipare alla discussione perché, avendo votato a suo tempo per avere un Presidente che ci rappresenti, e che , vorrei sottolinearlo, deve  rappresentare la voce della chirurgia universitaria italiana, in quanto democraticamente eletto da tutti noi , mi sembrava sufficiente delegare con la massima fiducia a lui il compito , invero abbastanza chiaro, di esprimere il pensiero unico del Collegio.

    pensiero che è scaturito da una regolare votazione voluta proprio per unificare la proposta del Collegio in seno alla SIC.

    Perche’ e Cosi che si fa in un mondo serio e democratico.I rappresentanti del Collegio in seno alla SIC   quindi avrebbero  dovuto unitariamente “

    portare” la decisione democratica scaturita dal voto in seno al Collegio.E cio anche se legittimamente avessero, qualcuno, avuto opinioni differenti.

    Perche’ e così che si fa all’interno di qualunque consesso societario, scientifico e , perfino politico.

    I rappresentanti eletti da una compagine sono e devono essere voce di tale compagine, e se ad un certo punto , la posizione propria non coincide con quella assunta , ripeto, democraticamente, dalla  compagine, ebbene tali “ dissidenti “ devono rassegnare le dimissioni PRIMA di partecipare a qualunque consesso in cui sia richiesta la voce univoca, reale e ripeto democratica della compagine stessa.

    Cosi’ non stato, e pertanto , sempre richiamando concetti di serietà e democrazia, anche all’interno del Consesso SIC, e in particolare dell’ ultimo CD, tali “ dissidenti” avrebbero dovuto essere esentati , o esimersi risultando quindi  neutri ,in quanto non portavoci  della volontà del Collegio .In altre parole, il CD SIC , conscio di tale differenza di visione e di opinione, assolutamente legittima, non avrebbe dovuto tenerne conto nella votazione sul problema in questione.

    Ma così non è stato.

    Non mi piace entrare nel merito dei nomi dei partecipanti a questa querelle, primo perché sono tutti, nessuno escluso, professionisti e accademici di assoluto valore, e secondo perché, ne sono convinto, alla fine prevarrà la correttezza e la logica,  e che quindi le decisioni dell’ ultimo CD SIC  vengano ridiscusse alla luce di quanto detto sin ora, e se necessario,qualora si addivenga alla dimissione dal Collegio dei “ dissidenti” ,  evocata dai tanti che hanno scritto,  alla nomina di  nuovi  eletti al loro posto che quindi possano realmente e obiettivamente portare in seno al CD SIC la voce del Collegio.E se cosi non dovesse essere , allora la SIC stessa verrebbe a “ decadere” e ad impoverirsi nel suo ruolo di voce imparziale della chirurgia unita, diventando di fatto artificiosamente faziosa.

    Mi interessa invece entrare nel merito della questione.

    Il mondo scientifico internazionale, che trascina quello societario e professionale, è sempre più orientato, per fortuna, sulle reali capacità sia tecniche professionali sia scientifiche e di ricerca, per le quali esistono oggi parametri più o meno discutibili, ma che almeno danno una indicazione sulla “ vita” condotta dal singolo professionista, indipendentemente dalla appartenenza , nel nostro caso, ospedaliera o  universitaria.

    All’ interno  di una Società scientifica seria , che voglia rappresentare veramente tutte le categorie, è necessario vi sia una parità di diritti, possibilità e anche di doveri.

    E sfido chiunque a dire il contrario su ciò.

    Ed è per questo che la proposta maturata in seno al Collegio, ancora una volta, democraticamente, sembra assolutamente perfetta alla luce di quanto detto.

    il 40% alla rappresentanza universitaria, il 40% a quella ospedaliera, e il restante 20% , da attribuire a giovani chirurghi indipendentemente dalla appartenenza e esclusivamente sulla base di meriti scientifici e professionali i cui parametri vengano decisi congiuntamente dalle due rappresentanze citate, attraverso una commissione paritetica tra Collegio e componente ospedaliera,  credo sia una posizione che non possa avere una opposizione logica, scientifica, e perfino ( sic!) politica.

    L’ argomentazione banale che gli “ ospedalieri” siano numericamente più numerosi degli “ universitari” , non solo è artificiosa , ma anche , mi sia consentito, ridicola:  a fronte di centinaia di ospedali, in Italia abbiamo poco più che 20 atenei…e non si venga a fare paragoni con societa’ commerciali, società per azioni, o addirittura  con le nazioni europee, adducendo concetti di PIL, o numero di azioni  o peso commerciale: la scienza, la sanità e la nostra attività chirurgica quotidiana, sono state martoriate dai concetti di ospedale azienda e di profitto, che hanno portato all’ impoverimento non solo del nostro potere, ma del nostro stesso ruolo, “ divorato” dagli amministrativi, dai DG  e avvilito , il piu delle volte vergognosamente,  dai media…fatto salvo poi ricredersi ed esaltarci quando viene la “fine del mondo..”..come nella nostra ultima vicissitudine planetaria!

    E perciò cari colleghi e amici, e cari Presidenti SIC, ACOI, e COLLEGIO, riflettete insieme su questi semplici e lineari concetti , più o meno diversamente espressi da tutti noi, e adottate la conclusione più corretta, più giusta, più utile ai futuri anni e alle future generazioni,  indipendente da pressioni e interessi che non devono inquinare la nostra fantastica professione.

  94. Roberto Salvia 10 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente, gentili colleghe e colleghi, buon giorno e buona domenica,

    esprimo anche io il mio parere che risulterà, credo, perfettamente in linea con quanto ha già scritto Guido relativamente alla necessità di avere dei parametri che rispettino il merito nella scelta dei rappresentanti. Rispetto a quanto già espresso da Giudo vorrei essere ancora più esplicito, se possibile, nell’esposizione della mia opinione.
    Io non capisco per quale ragione abbiamo bisogno di una rappresentanza decisa aprioristicamente per legge attraverso un accordo!?!

    Perchè non discutiamo di quali parametri dovremmo utilizzare per scegliere i rappresentanti migliori? Parametri che dovrebbero poi essere comuni con i colleghi ospedalieri. All’interno di questi parametri si andranno a scegliere le persone più rappresentative, all’interno dei parametri andremo a scegliere, anche attraverso correttivi, per carità (geografia, età, ruolo, interventi chirurgici svolti, …), la rappresentatività migliore; ma sempre all’interno di una “sana competizione” che vada a premiare il merito e non l’appartenenza.

    Se la nostra parte, risulterà la migliore, beh, sarà anche numericamente non solo percentualmente la più rappresentata, nell’interesse di tutte e tutti. Se non sarà così, allora vuol dire che o non abbiamo svolto bene il nostro compito e sarà bene che ci rimettiamo a pensare ad altro (attività scientifica e docenza) prima di andare a pensare ad entrare nei consigli direttivi delle società scientifiche, oppure, se saremo invece rappresentati da medici ospedalieri, che hanno valore, beh, spero, in quel caso, che tra di noi ci possa essere quel maestro che ha formato quel medico che ha saputo dimostrare il suo reale valore in un ambito che gli sarà sicuramente stato ostile (come spesso quello ospedaliero è nei confronti di chi fa ricerca), e allora potremo solo essere orgogliosi di essere rappresentati da una persona di quel valore.
    In un ambiente scientifico (oltre che accademico) come dovrebbe essere il nostro, non considerare il merito è una negazione del proprio ruolo. L’accademia, sana, credo vada difesa con i fatti, non con le quote, di cui, noi sicuramente come Collegio abbiamo bisogno… ma per l’inaccettabilmente bassa presenza di colleghe (3%).
    Quindi anche io sogno, e legare il 20% a un 20 di H index, a me sembra solo l’inizio, un buon inizio.

    Roberto Salvia

    P.S.: sull’etica, mi permetterei di ricordare che avendo dei rappresentati in CD SIC che avevano raggiunto un accordo, forse, sarebbe stato più etico non votarlo ma accettarlo “per acclamazione” come il miglior accordo raggiunto in quella situazione da nostri rappresentati.

    Cordialità

  95. Domenico Russello 10 Maggio 2020 Rispondi

    carissimo Ludovico e carissimi amici,

    vorrei anch’io esporre il mio modesto pensiero, in modo tale che chi sarà delegato a fare sintesi abbia una più larga conoscenza delle diverse opinioni. Ricordo quando durante la presidenza di Giorgio De Toma io feci parte di quel CD e in ogni scelta strategica si ci sentiva preliminarmente per presentare in consiglio una opinione comune e condivisa. Questo ci servì a dimostrare ai colleghi ospedalieri una immagine di unità accademica e , credetemi, quello fu un periodo di aspre discussioni. Ora abbiamo fatto una scelta attraverso il metodo più democratico possibile e quindi, a mio parere, siamo tenuti, attraverso in nostro Presidente, a far valere le decisioni dell’Accademia senza con questo voler inficiare il percorso di unificazione societaria, di cui già si parlava nel periodo che prima ricordavo, insieme alle prime mosse sul congresso congiunto. Non voglio giudicare  chi in CD ha espresso il proprio pensiero e non oso immaginare, per esperienza vissuta, come si siano svolti veramente i fatti. Condivido le argomentazioni di molti di Voi , ma guardiamo avanti e nel senso di unità del Collegio portiamo a compimento un accordo societario che è ormai indispensabile. un abbraccio a tutti

    Domenico

  96. Roberto Coppola 10 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Ludovico e cari Colleghi,

    tutti noi abbiamo condiviso con interesse l’argomento in discussione e tutti i pareri espressi meritano attenzione e capacità di sintesi (questo è il tuo pesante compito!).

    La mia personale posizione è molto vicina a quella di Guido Torzilli.

    Non è il momento di creare fratture tra di noi e sono certo che dobbiamo impegnarci tutti per una ritrovata unità accademica.

    Chiedere le dimissioni di alcuni di noi non è un buon punto di partenza!

    Chiariamoci prima bene le idee e discutiamo apertamente fra di noi per giungere a delle decisioni condivise e valide.

    Concludo questo mio breve intervento con una battuta, tanto per alleggerire la pesantezza dell’argomento:

    “ma chi è la TALPA che passa le nostre discussioni a De Paolis??”

    Un cordiale saluto a tutti

    Roberto

  97. Domenico D'Ugo 10 Maggio 2020 Rispondi

    Un Accademico come Noi, illuminato come pochi,  insegnava che le “crisi” ancorché ciclicamente inevitabili devono essere interpretate come assolute opportunità.

    Questo nostro alto Collegio, composto da amici e da figure di Maestri per me esemplari,  è in “crisi” ; e non si tratta semplicemente di disaccordi su meccanismi elettorali o quote di partecipazione, ma si tratta evidentemente di non riuscire a prendere intelligentemente lo spunto per ricreare, partendo dal  “male minore” di oggi, quello spirito che è bene continui a legare il consesso dei Professori Universitari di Chirurgia. La sfida non è certo sul SAPERLO fare, ma sul VOLERLO fare. Dico questo perchè sono convinto che ciò sarà possibile solo se noi tutti -come Professori Universitari- usciremo da questo dibattito proponendo ai Chirurghi Italiani di ogni estrazione un nuovo modello aggregativo, al passo con i tempi.

    Penso ad un modello che sia da un lato rispondente alle esigenze rappresentative (mi verrebbe da finanche dire corporative) dell’ INTERO mondo chirurgico del nostro Paese; dall’altro, penso che ci riusciremo solo se sapremo mettere ordine alla giungla di club, gruppi e associazioni che talvolta poco hanno a che fare col concetto di “Società Scientifica” e che finiscono per alimentare frammentazioni, correnti pseudo-politiche e cordate elettoralistiche.

    Vengo con ciò  al dibattito odierno :  ne accennavo (con poco successo di audience) ad una recente nostra riunione, ma oggi ancora ribadisco che abbiamo assoluto bisogno di una “Casa Madre” della Chirurgia – che tuttavia abbia forti e chiari i connotati di una vera Società Scientifica; una realtà dinamica con termini di mandato agili quanto limpidi, basata su criteri di merito più che su votazioni telecomandate, che sappia prevedere una crescita progressiva di chi al proprio interno intende assumere ruoli di responsabilità. Una casa che sia sempre più vicina al concetto dell’ Italian College of Surgeons, all’interno del quale si riconoscano e confluiscano in un percorso di incontri comuni ed interscambi le molte vivaci società specialistiche “minori”, che saranno il terreno di prova di quanti fra noi aspirino a ruoli di coordinamento e gestione nella “Casa Madre”. Una SIC 2.0 alimentata da questa visione innovativa , riporterà in alto la voce dei Chirurghi Italiani, sia presso le stanze della Politica, che all’interno delle grandi aggregazioni scientifiche internazionali. Quanto conterà , in questo College,  essere Professore Universitario è la sfida intellettuale che dovremo affrontare senza nasconderci dietro scorciatoie statutarie o rigide percentuali di rappresentanza.

    Quel poco che ho imparato in ambito internazionale è da un lato l’apprezzamento del nostro genio italiano e della nostra capacità di tessere nuove tele da fili apparentemente inestricabili. Ho però anche pagato personalmente il fatto che  -come la crisi Pandemica ha dimostrato- il Mondo in cui viviamo ha sempre più bisogno di scienziati intelligenti e qualificati, ai quali -per essere nostri degni rappresentanti- non potranno essere più sufficienti capacità pur ottime di dialettica e diplomazia.

    Dunque, mi taccio.

  98. Nicolò de Manzini 10 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Presidente e care colleghe e colleghi.

    Ho letto con attenzione tutti gli interventi e intervengo solo adesso. Credo che i toni siano saliti in modo inaccettabile nei confronti all’Accademia cui apparteniamo. E che si sia perduto il vero obiettivo che ci eravamo prefissi di perseguire.

    Non entro nel merito della discussione di cui pochi di noi conoscono veramente l’esattezza dei fatti ma, come giustamente sottolinea Mara Gioffré, ci rendiamo conto di dove stiamo andando? Pensiamo che le nostre accese discussioni interne non vengano trasmesse al di fuori del sito (come ricorda Roberto Coppola), ad uso e consumo di chi giocherà su questo? Ci rendiamo conto che l’idea di un avvicinamento delle società, che parta dalla base (scuole SIC e Acoi, congressi congiunti….), come suggerito da Franco Corcione, si sta drasticamente allontanando? Rischiamo di ricadere molto velocemente in un gorgo di accuse reciproche fra due mondi che, nella vita reale e fra professionisti seri, è molto meno lontano di quanto alcuni vogliano descriverlo.

    Prendo lo spunto da quest’ultima frase per sposare quanto espresso da Ambrosi, de Manzoni, Torzilli, Salvia e Coppola. Ridiscutiamo assieme, senza preconcetti da leguleio, una valida e condivisibile formula per questo 20% oggetto di mille attenzioni, guardiamo ad un equilibrato mix di scienza e assistenza, non temiamo una sana competizione che spazzi via ogni accusa di elitismo, nepotismo ecc (questi si che sono termini ben condannati dal nostro codice etico!!!), e smettiamola con la quote rosa che offendono le nostre colleghe.

    La spaccatura che si è verificata nel Collegio è molto profonda e rischia di essere definitiva, rendiamocene conto. Abbiamo le capacità di ripartire su basi più pacate, meno enfatiche e più pratiche ? Spero proprio di si, proprio nel rispetto di un’Accademia in cui crediamo tutti (mi illudo?), ma soprattutto nei confronti dei nostri colleghi associati e ricercatori, che sarebbe criminale lasciare nel deserto, e di cui finora nessuno ha parlato.

    Mediare è difficile, trovare soluzioni assieme  a chi non è dello stesso parere pure, ma si può fare.

    Un saluto cordiale

    Nicolò

     

     

     

     

     

  99. Gilberto Poggioli 11 Maggio 2020 Rispondi

    cari tutti ,condivido pienamente quanto espresso da Guido torzilli; il merito .più che le cordate devono guidare il nostro futuro. apprezzo anche quanto scritto da Marco Montorsi e massimo Falconi  che in seno al CD della Sic hanno lavorato ,prima che si sfasci tutto ,per strappare l’accordo migliore in un ottica di chirurgia da nuovo millennio  ed a favore della chirurgia italiana ,tutta

  100. Cristina Marmorale 11 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi tutti,

    in questi giorni ho letto e seguito la discussione che non mi ha trovato daccordo sui toni e come ha giustamente scritto Nicolo’ ci vede spaccati e questo non doveva succedere.

    Sono daccordo nel ridiscutere abbassando toni e polemiche se vogliamo ricucire uno strappo che separa un gruppo che da sempre si  era mostrato  compatto.

    un saluto

    cristina

  101. Vito D'Andrea 11 Maggio 2020 Rispondi

    Care e Cari Tutti,

    La proposta, che è stata votata il 27-28 Aprile, è stata questa:

    “Votazione sulla proposta complessiva in merito alle quote di rappresentanza nella istituenda Società unica di Chirurgia o in alternativa da sottoporre all’Assemblea dei Soci della SIC per la eventuale modifica del regolamento relativamente al cosiddetto “Lodo Cordiano” “.

    Forse la proposta ha lasciato perplessi i nostri Rappresentanti nel CD della S.I.C. perchè non si può votare sulle quote  della Società Unica di Chirurgia e allo stesso tempo per l’alternativa, rimanendo nella S.I.C. .

    Come abbiamo imparato dalle votazioni sui “Referendum”, i quesiti messi in votazione devono essere chiari e univoci, mentre la proposta votata conteneva “un’alternativa” nel medesimo quesito!

    Io penso che il Collegio dovrebbe dire al CD S.I.C. che la S.I.C. non può sciogliersi per fondersi con l’A.C.O.I. nella Società Unica di Chirurgia.

    Riguardo ai rapporti tra Universitari e Ospedalieri, il Collegio deve, a mio avviso, dire con chiarezza che all’Università, per diritto naturale , competono la Didattica e la Ricerca ed all’Ospedale compete l’Assistenza. I Colleghi Ospedalieri possono impegnarsi nella Didattica e nella Ricerca, per diritto e non per dovere, per passione e non per obbligo, collaborando con gli Universitari, che hanno scelto come ragione di vita la Didattica e la Ricerca. Se i Docenti Universitari non riconoscono come ragione di vita professionale la Didattica e la Ricerca hanno sbagliato lavoro.

    Queste attività devono essere tra loro collegate e compenetrate, senza però distorcere la naturale missione dell’Università e dell’Ospedale .

    Il Dipartimento Universitario di Chirurgia ha il compito fondamentale di formare bene i nuovi medici e di fare ricerca, mentre l’Ospedale ha il compito di consentire un adeguato tirocinio assistenziale. La formazione dei medici è sempre stata un’eccellenza dell’Università Italiana, che è riuscita a creare professionisti apprezzati negli Ospedali d’Italia e d’Europa, per la loro preparazione culturale e scientifica, fisiopatologica e clinica, adeguata alla successiva formazione specialistica.

    Alla didattica si aggiunge la ricerca, con le innovazioni scientifiche e tecnologiche generate nell’Università e propagate agli Ospedali. Campanelli ha ben scritto che gli Ospedali sono 200 e gli Atenei 20, ma la “mission” è differente.

    Quindi gli Universitari non devono confrontarsi con gli Ospedalieri nella produttività assistenziale e nella casistica operatoria perché la principale missione del Chirurgo Universitario è quella di insegnare e di far progredire la scienza chirurgica.

    I prodotti del Dipartimento Universitario sono i bravi laureati, le pubblicazioni scientifiche e le innovazioni.

    La casistica operatoria non è l’obiettivo della produzione universitaria ma di quella ospedaliera, che infatti viene valutata in termini di DRG prodotti.

    Per questi motivi, nella società civile italiana, in crisi economica, sono necessari un’elìte di Universitari ed una moltitudine di Ospedalieri; viceversa, in una società scientifica, la componente universitaria deve prevalere, perché la didattica e la ricerca sono le missioni principali per cui esiste l’Università.

    La S.I.C. è nata come società scientifica, espressione dei chirurghi universitari, diversamente l’A.C.O.I. è nata come associazione di chirurghi ospedalieri.

    Al 40% di quota universitaria ed al 40% di quota ospedaliera si aggiunga un 20% di quota riservata agli under 40, non 35, che abbiano un H-index => 20, come per primo ha scritto Torzilli.

    La S.I.C. è la casa madre di tutti i chirurghi italiani che abbiano interesse per le scienze chirurgiche e deve rappresentare la storia ed il futuro dei chirurghi italiani, universitari e ospedalieri.

     

  102. Vito D'Andrea 11 Maggio 2020 Rispondi

    In realtà gli Ospedali Italiani sono un migliaio e gli Atenei Italiani sono una novantina .

    I 200 Ospedali ed i 20 Atenei sono quelli di eccellenza.

    Vito D’Andrea

    https://web.uniroma1.it/dscienzechir/governo/direttore

     

     

  103. Marco Montorsi 11 Maggio 2020 Rispondi

    Cari colleghi

    allego per vostra consultazione il PDF del documento che abbiamo prodotto come gruppo chirurgico multisocietario e che ci è stato richiesto dal Ministero della Salute.

    Provate a immaginare come sarebbe più facile ed efficace se fosse il prodotto di una unica grande, autorevole ed unica Società di Chirurgia.

    Saluti cordiali

    Marco Montorsi


    Allegato: Chirurgia post Covid (PDF 7 Mb)

  104. Andrea Renda 11 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi, mi permetto di insistere sulla mia proposta: Implementare il direttivo SIC di un solo consigliere under 40,  svincolato da afferenze  e senza diritto di voto su proposte di modifica di statuto / regolamento. Cordialita’ Andrea

  105. Pietro Forestieri 11 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Marco,

    mi complimento per il documento prodotto e credo che tutti dobbiamo essere grati al Gruppo di lavoro per quanto fatto.

    Non ho mai fatto questioni di rappresentanze, percentuali, quote rose, under 35, ecc. Ho solo e sempre ribadito che la mia, la nostra casa di tutti i chirurghi generali c’è già ed è la S.I.C.

    Perchè la S.I.C. non può essere “una unica grande, autorevole ed unica Società di Chirurgia”? Perchè alcuni scientemente l’hanno svuotata per scioglierla o appropiarsene. Glielo vogliamo lasciar fare? Io personalmente no.

    Da sempre ho ritenuto che l’azione dell’ACOI fosse stata, all’inizio, meritevole. Da anni, però, aveva raggiunto il suo scopo e poteva essere il braccio “sindacale” della S.I.C.

    D’altra parte, la stessa A.C.O.I., più che una Società Scientifica (senza nulla togliere agli autorevolissimi Colleghi ospedalieri) si definisce, di fatto, un sindacato: “L’A.C.O.I., per la tutela sindacale dei Soci, aderisce alla Federazione Sindacale Medici Dirigenti FESMED di cui è anche socio fondatore. Questa modalità di iscrizione prevede che il Socio si avvalga del pagamento all’A.C.O.I. attraverso una trattenuta in busta paga”.

    Mi risulta che la trattenuta in busta paga sia una pratica esclusivamente sindacale e non societaria.

    Cari saluti a tutti.

    Pietro Forestieri

  106. Achille Gaspari 11 Maggio 2020 Rispondi

    La discussione continua e quindi non posso esimermi dal parteciparvi essendo stato presidente del collegio

    E’ opportuno abbassare i toni e cercare convergenze;questa è una cosa possibilissima
    Concordo con molte delle cose dette da D’Andrea; è però necessario specificare che per un chirurgo accademico la qualità della propria assistenza prestata in camera operatoria è fondamentale,non è una cosa che nelle reti delle scuole di specializzazione possa essere delegata solo ai reparti ospedalieri
    Forestieri dice una cosa ovvia che è sotto gli occhi di tutti e non la vede solo chi non la vuol vedere. Una casa comune di tutti i chirurghi esiste e ha una lunga storia gloriosa.
    Se dietro la proposta di scioglimento della SIC non ci sono altre intenzioni un accordo si può trovare anche con un ampio rimaneggiamento del regolamento
    Faccio una proposta a puro scopo indicativo:si creino all’interno della SIC tre sezioni dedicate ai chirurghi accademici, a quelli ospedalieri e a quelli dell’ospedalità privata ove ciascun gruppo discuta e affronti i problemi peculiare della propria categoria e tutti invece siano un corpo unico per i problemi culturali e scientifici della professione di chirurgo. Quanto al lodo Cordiano lo possiamo anche cancellare totalmente e sostituirlo con una nuova dizione che per i consiglieri  il segretario generale, e il segretario tesoriere e per il presidente prevedano requisiti scientifici(si potrebbero adottare quelli dell’Anvur)  e assistenziali scegliendoli con accuratezza.E’ una cosa credo che non esiste in nessuna società scientifica ;si tratta di una modernizzazione che va verso la qualità. Chi è contrario (e lo dico per tutte le categorie ) o ha altri fini o non desidera farsi misurare

  107. Giorgio De Toma 11 Maggio 2020 Rispondi

    Cari amici,

    e’ inevitabile che in qualsiasi comunità o gruppo, sia difficile trovare sempre una unanimità di opinioni o atteggiamenti , in particolare nell’ambito universitario ove il detto “ tot capita tot sententiae “ è imperante.

    Nell’attuale situazione politica di ristrutturazione del comparto Sanitario, il vedere il mondo universitario lacerato sicuramente non è un indice di forza e compattezza ma offre un pabulum fertile alle frange più estremiste dei colleghi ospedalieri per sottolineare le divaricazioni tra i due mondi.

    Tanto si è scritto in questi giorni in modo colto e pensato sul nostro portale da parte dei componenti del Collegio.

    Il mio intervento, forte anche dell’esperienza di Presidente della Sic in un periodo certamente non facile e di grande contrapposizione nell’ambito della Società e soprattutto non condizionato da interessi personali, è volto a cercare di smussare gli angoli più acuti ed a trovare una soluzione comune che possa evitare spaccature irrimediabili che indebolirebbero ulteriormente la posizione universitaria.

    Nel caso specifico, passando dall’universale al particolare, mi sembra che il contendere seguendo quanto indicato dal Presidente del Collegio, che riporto testualmente, possa arrivare ad una sintesi.

     

    “ Il 20% non viene preassegnato: limitarsi al voto assembleare sarebbe riduttivo rispetto a disparità numeriche, limitarsi soltanto al valore scientifico con l’Hi  – seppure auspicabile come da molti ventilato – esporrebbe ad un provocatorio vantaggio della componente universitaria mentre limitarsi soltanto alla parte assistenziale potrebbe non corrispondere ad un effettivo impegno societario, pertanto una Commissione mista ospedaliera/universitaria (quest’ultima rappresentata da un esponente indicato dal Collegio) definirà i criteri e valuterà sia la parte assistenziale che quella scientifica dei potenziali candidati

    Si ribadisce che tale proposta si riferisce all’eventuale modifica di regolamento SIC o all’eventuale nuova Società unita, per la quale la Commissione di approfondimento richiede anche il coinvolgimento del Presidente del Collegio

     

    Tutto ciò non può prescindere da un doveroso rispetto da parte dei componenti universitari del CD SIC della linea politica del Collegio e delle votazioni democraticamente svolte.

    Le opinioni diverse devono essere discusse nell’ambito del Collegio nel quale si possono avere anche aspre discussioni, ma le decisioni finali, anche se espresse a maggioranza e non all’unanimità, devono essere sostenute da tutti ed in particolare dai Consiglieri INDICATI per essere eletti.

    Ricordare i valori della SIC e dei Maestri può suonare come inutile piaggeria, ma la speranza è che i giovani universitari possano raggiungere le stesse vette scientifiche e cliniche.

    Confermo la mia totale condivisione dell’indirizzo espresso dal Presidente del Collegio.

    La mia proposta operativa è quella di un incontro in tempi brevi tra il Presidente del Collegio ed i Consiglieri Universitari Sic per arrivare ad una auspicabile sintesi.

    Il mio è invito è volto al tentativo di ritrovare una nuova compattezza ed unità , senza le quali andremo sicuramente incontro ad un inesorabile indebolimento dell’Accademia e conseguentemente di tutta la Chirurgia italiana.

    Vostro

    Giorgio De Toma

     

  108. Davide D’Amico 11 Maggio 2020 Rispondi

    Al Presidente del Collegio dei Professori Universitari, Roma.

    Padova, 11 maggio 2020

    Caro Presidente, carissimi Amici e Colleghi/e tutti,

    è da quasi 10 anni che sono in pensione ma ho sempre seguito con interesse le vicende sia della SIC che del Collegio, Istituzioni alla cui crescita ho dato anche il mio apporto personale.

    Per rispetto agli organi di governo di dette istituzioni, non ho mai svolto attività intrusiva, non avendo più titolo per farlo né voglia di nuove cariche. Ultimamente però apprendo, con forte disappunto e preoccupazione, delle profonde spaccature che si stanno verificando al loro interno e che minano fortemente la nostra compattezza e la nostra fede di appartenenza; è per questo che mi accingo a fare alcune riflessioni personali che sottopongo alla vostra attenzione con il beneficio della critica e /o della disapprovazione, ricordandovi però che sono – pur sempre – un Past President dell SIC e quindi molto addentro alla materia di cui voi state discutendo.

    1- Provo disappunto perché quando si riveste un ruolo, quale che sia, ma che è stato assegnato dal Collegio prima e dagli Elettori dopo, è mia ferma opinione che questo ruolo andrebbe riempito di contenuti ed onorato sempre al meglio con forte spirito di identità, spirito che mi risulta stia venendo meno.

    2- Provo preoccupazioni perché la disarmonia che c’è oggi nel Collegio e, di riflesso, nella SIC non c’è mai stata; questo stato di cose potrebbe, spiacevolmente, provocare delle ripercussioni negative sul futuro di noi Professori Universitari per quanto concerne i compiti che istituzionalmente siamo chiamati a svolgere; senza accordo e senza rispetto del mandato saremmo un'”armata Brancaleone” e costretti a spaccarci anche sul nostro ruolo di selezionatori di nuove figure accademiche, prerogativa del nostro status e della nostra collegialità. Al riguardo vi ricordo che non abbiamo più alcun ruolo nella selezione dei primari e, da quanto intravvedo, non ci verrà mai più dato. Voi ben sapete che alcune eccellenti figure della chirurgia ospedaliera italiana hanno chiesto ed ottenuto di passare nel ruolo accademico di professore di prima fascia;  questo “imprinting” che ha sicuramente accresciuto il loro già luminoso percorso di chirurghi, è stato avvallato da voi membri del Collegio con il vostro mandato valutativo aprioristicamente non “ad escludendum“.

    3- Il caro amico Lucio Gaspari, durante la sua presidenza del Collegio, ha stilato un codice etico che è stato approvato ma oggi non sempre da tutti rispettato. Dentro questo codice c’è un forte orgoglio di appartenenza al Collegio e un monito affinché ogni membro rispetti il mandato che gli viene conferito e lo espleti al meglio nelle varie sedi (vedi SIC) senza defezioni e senza tradimenti.

    4- La forza del nostro passato è scritta su una parete della sede SIC in viale Tiziano 19 dove foto di uomini di cultura, di pensiero e di fattività chirurgica ci ricordano che, attraverso un arricchimento progressivo e sempre consono ai tempi, hanno portato la Società ad avere quel valore competitivo che oggi essa ha nel mondo. Ed allora, cari Colleghi, perché cancellare questa splendida nosografia? E perché sottostare a voleri altrui, voleri che non tengono conto di tutto il passato di noi chirurghi italiani? E perché un patrimonio di sapere, inestimabile, debba essere cancellato? Perché organizzare ipocritamente un simposio annuale sul tema “la storia siamo noi” se poi ne vogliamo tagliare le radici? E perché tutto questo passato deve essere assemblato in modo indiscriminato? So che è opinione strisciante sia da parte del Collegio che della SIC cancellare dalla partecipazione alle attività culturali ed aggregative gli over 70, il che significherebbe togliere ai nostri convegni quella catena di trasmissione che ha portato voi giovani ad essere quelli che siete e cioè rispettabili Chirurghi e rispettabili Professori Universitari.

    In chiusura, vi chiedo scusa cari Colleghi di questa accorata disamina che sa tanto di “Amarcord” e non di proposizioni concrete. Non è questa la visione “antica e conservatrice” di un vecchio chirurgo ma il timore che tutto il nostro passato venga cancellato per dar vita a qualcosa che non ha nessuna ragione d’essere: è ridondante, non ha storia, non ha prospettive, non ha sentimento!!!!!! Vi prego, non facciamo un salto nel buio di cui tutta la Chirurgia Italiana avrebbe poi a pentirsene! Confido nella saggezza di tutti e di ciascuno e spero che il tornaconto di pochi non prevalga sul buon senso dei più! Siate responsabili e padroni di una Società che vi appartiene come voleva Ruggieri!
    Perdonate dunque questa disamina improntata ad amarezza, a profonda amarezza per le sorti del Collegio e della SIC, SIC di cui mi si consenta di rivendicare la paternità della nostra sede Societaria.

    Con l’orgoglio di essere stato un Chirurgo Italiano invio i miei più cordiali saluti e gli auguri di una chirurgia sempre più in pole position.

    Vostro, Davide D’Amico

    Professore Emerito di Chirurgia – Università di Padova

    tel. 049655135; 337516185

  109. Massimo Agresti 11 Maggio 2020 Rispondi

    Grazie , professore D’Amico, la sua saggezza spero arrivi a tutti noi.  Il futuro ha un cuore antico

  110. Giuseppe Pappalardo 12 Maggio 2020 Rispondi

    La lettera del prof.D’Amico ci dice molte ed importanti cose.

    la sua mente rimane ,come è sempre stata,lucida e saggia.Mi compiaccio con lui, lo ringrazio per aver messo ordine in una discussione che non ci avrebbe portato da nessuna parte, Gli auguro sinceramente di mantenersi così ancora per molti anni : le sue considerazioni sono sempre utili a tutti noi.
    Quando ho descritto il mio sogno avevo l’intenzione di provocare una discussione non di suggerire una strada. La proposta delle quote 40%+40%+20% , era una buona base di partenza per una trattativa. Forse mi sono distratto o mi sono perso qualcosa e nel caso me ne scuso con tutti voi. A che punto stiamo con la trattativa? Personalmente ritengo le quote proposte rappresentino il minimo risultato per noi accettabile. In tutti gli altri casi quale sarebbe il ruolo dei chirurghi universitari in una società che ,come ci ha ricordato Davide ,è un patrimonio culturale,associativo, rappresentativo ,prezioso e da preservare? Scusatemi ma ritengo che da lì dobbiamo ripartire e lì dobbiamo attestarci. Altrimenti tutto deve essere messo in discussione.  G.Pappalardo

  111. Autore di questo articolo
    Ludovico Docimo 12 Maggio 2020 Rispondi

    Carissimi Colleghi e Amici,
    Ho atteso ad intervenire per non disturbare la discussione, ma personalmente ho apprezzato molto tutti gli interventi, che al di là dei validi contenuti dimostrano grande interesse e vivacità, che danno forza al nostro Collegio.
    Vi ringrazio sinceramente tutti, ma consentitemi un ringraziamento particolare agli “over”, dal Prof. D’Amico a tutti gli altri, che non nomino per evitare di dimenticare involontariamente qualcuno. I loro interventi, evidentemente disinteressati, devono esserci di monito e di esempio per la grande eredità culturale che abbiamo ricevuto e che abbiamo l’obbligo assoluto di preservare.
    Essere Professore Universitario, Presidente della SIC o del Collegio, non costituisce un ruolo transitorio, ma entra indissolubilmente nei propri valori.
    Qualcuno ha sottolineato che le avversità possono rappresentare l’occasione di rinascita, spero vivamente che sia il nostro caso!
    Il vivace ed intenso dibattito credo infatti possa rappresentare il nostro punto di ripartenza.
    Penso che in questa fase sia più utile ricostruire che alimentare polemiche, dico prima di tutto a me stesso voliamo alto!
    Non posso esimermi comunque dal ringraziare le numerose espressioni di fiducia e di solidarietà al mio operato, che mi danno ulteriore slancio ad andare avanti.

    Vorrei ripartire dal punto nodale del dibattito che riassumerei in una parola: coerenza.

    Coerenza a tutti noi che siamo venuti a Roma in assemblea e abbiamo partecipato ad 1 votazione assembleare e poi a ben 2 votazioni telematiche, tutte in linea con una determinata posizione
    Coerenza alla nostra proposta, onesta e trasparente, senza provocazioni
    Coerenza al mandato conferito dal Collegio al suo Presidente e ai propri rappresentanti in CD SIC.

    A seguito del dibattito all’interno del nostro Collegio, vi anticipo pertanto che, giovedì 14 maggio p.v. alle 16.00, sottoporrò all’Assemblea telematica il seguente chiarimento.

    Confido nella più ampia partecipazione e approvazione anche in CD SIC.

    Cordiali saluti

    Ludovico

    “I Membri del Consiglio Direttivo risulteranno eletti garantendo una rappresentanza di almeno il 40% di ciascuna delle componenti: universitaria (indicate dal Collegio degli Ordinari di Chirurgia) ed ospedaliera, il 20% dedicato agli under 35 anni non viene preassegnato a nessuna componente, ma sarà legata alla definizione  di criteri di merito che comprenderanno sia la parte assistenziale (attività clinica) che quella scientifica (parametri bibliometrici/H index)  dei potenziali candidati, garantendo nell’ambito dell’intero consiglio la presenza di almeno una quota rosa.

    Tale proposta, evidentemente, rappresenta soltanto la premessa imprescindibile al prosieguo della fase istruttoria di una istituenda Società unitaria, che si riterrà conclusa e proponibile ad un’Assemblea congiunta, soltanto dopo l’approvazione di una Commissione paritetica  di cui faranno parte la SIC, l’Acoi ed il Collegio, con il compito di approfondire opportunamente tutti i temi, quale appunto quello dei criteri di merito, lo scioglimento delle Società confluenti, il nuovo statuto ed il nuovo regolamento, gli aspetti economici e patrimoniali, organizzativi e sindacali.

    Il nuovo Soggetto manterrà in adeguata evidenza il logo con il riferimento alla Società Italiana di Chirurgia e al relativo anno di fondazione.

    Le cariche di Presidente, Segretario Generale e Segretario Tesoriere verranno assegnate su base elettiva con la rigida alternanza tra componente universitaria ed ospedaliera, per come finora è avvenuto nella SIC.

    I punti sovraelencati saranno inseriti nello Statuto e saranno modificabili esclusivamente con votazione unanime da un’assemblea validamente costituita dai 3/4 dei Soci aventi diritto di voto nella nuova Società unica di Chirurgia.

    IN ALTERNATIVA la stessa risoluzione costituisce oggetto di proposta di modifica di regolamento all’Assemblea dei Soci SIC nel prossimo congresso. Resta inteso, evidentemente, che tale modifica di regolamento farà decadere definitivamente la necessità di creare una nuova Società Unica di Chirurgia, semplificando in tal modo l’iter di unificazione di tutti i Chirurghi Italiani nella Società Italiana di Chirurgia; tale modifica di regolamento, una volta approvata, entrerà in vigore soltanto dopo lo scioglimento dell’Acoi e della SICU”.

  112. Francesco Corcione 12 Maggio 2020 Rispondi

    mo basta!!! Basta parlarsi addosso!  Basta glorificarsi! Basta continuare a scrivere cose fuori dalla realtà! Come può l’acoi che già è al 50%della Sic rientrare nella Sic allo stesso 50% di oggi?  È puerile pensare a ciò! Non succederà mai!!!  Non può succedere!!! Cerchiamo modalità diverse pensiamo in grande ma restiamo con i piedi per terra. Ormai è fallito il congresso congiunto e siamo allo sbando totale. Non sappiamo se e quando si voterà per il nuovo cd. Per i colleghi che ci rappresentano nel cd sic solo ingiurie e incomprensioni legate al fatto che hanno agito secondo coscienza. Devono dimettersi? Boh. In politica succede di peggio e nessuno si dimette. E poi vi rendete conto che quel eventuale 20% residuo deve essere votato dai soci della eventuale e sempre più remota società unica. E questa società sarà costituita dal 90% di chirurghi ospedalieri!  Chi vincerebbe?  Credetemi è stato uno sfogo perché “ nunciafacciocchiu “!   Grazie per l’attensione!

  113. Ludovico Docimo 12 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Franco,
    Hai ragione!
    Lo siamo tutti!
    Forse soprattutto chi non è abituato ad aggiungere impegni accademici a quelli assistenziali corre il rischio di perdere anche la lucidità.
    In un momento storico così importante per il futuro della Chirurgia mi meraviglierei che il buon senso non induca a investire un po’ del nostro tempo per approfondire l’argomento.

  114. Massimo Agresti 12 Maggio 2020 Rispondi

    Caro Ludovico…mi  mortifico solo a leggere le notifiche a cui devi rispondere…io a differenza di qualche altro  “c’è  la faccio ancora “

    e rispetto le istituzioni a cui ho deciso liberamente di appartenere

  115. Francesco Corcione 12 Maggio 2020 Rispondi

    caro Ludovico e caro Massimo no comment.             Forse anzi sicuramente meglio stare zitti in questi momenti così difficili per la nostra Sic e per il collegio. Effettivamente è difficile sintetizzare pensieri e opinioni che richiederebbero pagine intere. Ho cercato di riportarvi a una realtà che nessuno vuole accettare. E poi non capisco la correlazione tra i problemi assistenziali e la società a cui credetemi ho dedicato molti anni della mia vita sottraendoli alla mia attività di chirurgo e ai miei affetti familiari. In ogni caso volevo solo portare un mio contributo e non offendere nessuno. Pertanto non me ne abbiate se non vi disturberò più. Buon lavoro e buona fortuna

  116. Massimo Agresti 12 Maggio 2020 Rispondi

    Franco caro …credimi nulla contro di te … ma forse i tuoi toni sono stati almeno a mio parere eccessivi… stiamo.. cercando..soprattutto Ludovico di dipanare questa matassa non sicuramente creata da noi  … per cui abbi pazienza..come noi.. e se hai voglia dacci una mano..ad unirci….un abbraccio

  117. Diego Foschi 13 Maggio 2020 Rispondi

    Cari amici,

    ho tardato a intervenire perché speravo che qualcuno di voi estraesse dal cilindro la soluzione magica, capace di “dare a Cesare quel che è di Cesare e all’Accademia…..”. Non è accaduto e mi limiterò a portare alla vostra considerazione i fatti che ritengo salienti e non le emozioni, e ciò che ne deriva.

    Si è creata una dissonanza nel nostro gruppo fra chi oggi interpreta come Presidente le nostre decisioni, e le rappresenta al mondo esterno forte di un’ampia maggioranza, e una parte assai significativa di coloro che ci rappresentano all’interno della SIC; assai significativa sia per numero che per ruolo e “cursus honorum”. Il problema è che ognuno di essi ritiene di dovere disegnare un futuro migliore per la chirurgia italiana e per il ruolo che in essa occupa il mondo accademico, e di fronte a questo convincimento moralmente radicato ritiene di non avere vincolo di mandato; e personalmente, ferme restando tutte le considerazioni espresse sul significato dell’appartenenza al Collegio, io ritengo che questo salvacondotto vada loro riconosciuto

    A questo punto, la palla è nel campo ospedaliero: se davvero i nostri colleghi vogliono giungere ad una soluzione concertata, il voto di venerdì è dannoso più che inutile; se vogliono imporre una soluzione contando che possa essere successivamente condivisa, andranno avanti su questo primo passo, lasciando a noi l’onere di una controproposta che dovrebbe avere l’approvazione dell’Assemblea dove loro hanno una stragrande maggioranza. L’autorevole intervento, ancorché vernacolare, di Franco Corcione, che occupa nel nostro mondo una posizione unica per prestigio personale, per avere ricoperto il ruolo di Presidente della SIC e per essere stato a lungo presente in ACOI godendo della massima considerazione, ci ha già chiarito la posizione almeno quella “ affettiva”, per nulla conciliante, della controparte, nella prospettiva di una Società Unica di Chirurgia.

    Guido Torzilli ha proposto un criterio “scientifico” nella scelta della quota libera da designazione diretta, che se bene articolata ( H-index di livello, associato ad adeguata rappresentanza d’autore [è invalsa l’abitudine di studi multicentrici internazionali, dove gli autori sono accettati anche in numero superiore al centinaio] darebbe di fatto la certezza all’Accademia di essere depositaria delle possibili candidature. Non credo sia un criterio accettabile per la nostra controparte, che non ha la ricerca fra i suoi compiti istituzionali e si troverebbe fortemente svantaggiata, se applicato a tutti e 2 i posti, ma accettabilissimo per uno solo, lasciando definire al mondo ospedaliero i criteri che individuano l’ulteriore Consigliere.  Alla fine, sarebbe un 1:1, e non un potenziale 2:0 definito con altri criteri. E’ un bizantinismo, ma forse varrebbe la pena esplorare questa possibilità.

    Se l’Assemblea supererà il rigido criterio dell’attribuzione diretta, proponendo un criterio magari migliore di quello avanzato da Guido Torzilli [ma io non ne vedo], credo che dovrà devolvere al nostro Presidente direttamente l’onere della trattativa e della definitiva formulazione delle modifiche di regolamento da proporre, adeguandole alla necessità di raggiungere una soluzione onorevole. La SIC ( e l’ACOI) ratificherà l’accordo fra i Presidenti se lo vorrà, e tutti i nostri colleghi potranno votare liberamente senza ostacoli.

    Vorrei concludere esprimendo la mia gratitudine  al nostro Presidente, che  nei momenti più concitati del dibattito ha dato prova di serena imperturbabilità e garbato rincrescimento anche di fronte ad attacchi personali, e ai nostri rappresentanti in SIC, sia quelli che hanno sostenuto “ab ovo” le posizioni del Collegio sia quelli che hanno voluto farle proprie, anche quando avevano già espresso un punto di vista personale divergente: hanno sacrificato i propri intendimenti all’interesse comune. Un grandissimo titolo di merito.

    Molto cordialmente a tutti.

    Diego Foschi

  118. Giuseppe Tisone 13 Maggio 2020 Rispondi

    Cari tutti

    Premesso che rispetto e sostengo le decisioni che il Collegio ha preso e prenderà democraticamente, vorrei condividere con voi una frase pronunciata dal Presidente George Bush nel suo discorso d’insediamento alla Casa Bianca che ho trovato nel libro  che sto leggendo al momento.

    I take as my guide the hope of a saint:

    in crucial things, unity

    in important things, diversity

    in all things, generosity.

    Un saluto a tutti

    Giuseppe Tisone

     

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